Cerca nel blog

Loading

9 dicembre 2009

Prezzi carburanti in Svizzera (09 Dicembre 09)

(Clicca su Aggiornamento prezzi carburanti per un aggiornamento sui prezzi)

Vi avevo promesso un aggiornamento settimanale e poco mancava che vi accontentavo, solo qualche giorno di ritardo e per questo vi chiedo scusa. Però questa volta sono io a chiedervi un contributo quindi non scappate subito in fondo all'articolo dove troverete la consueta tabella comparativa. Lasciare un messaggio non costa nulla e la vostra opinione è sempre ben gradita e potrebbe essere utile per il risparmio di tutti gli automobilisti.

Inchiesta sul costo e prestazioni dei diversi carburanti

Comparare il costo dei carburanti come venduti dalle varie aziende petrolifere potrebbe sembrare un cosa facile, basta confrontare il prezzo al litro, ma a parer mio questa non è tutta la storia. Le diverse aziende svolgono delle attività di ricerca con lo scopo di migliorare le performance, in particolare la resa, le emissioni e l'usura del motore. Il costo al litro quindi non ci dice tutta la verità, perché se in cambio di pochi millessimi in più si riesce a fare qualche km in più allora il discorso risparmio diventa totalmente differente.

Questa mia considerazione deriva dall'osservazione del numero totale di chilometri che riesco a percorrere con un pieno di carburante effettuato all'Agip in Svizzera oppure al distributore bianco a Buguggiate. Come molti automobilisti / pendolari, ogni giorno percorro la stessa strada più o meno alla stessa ora e quindi con condizioni di traffico molto simili per cui mi aspetto di consumare sempre la stessa quantità di gasolio. Purtroppo, a parer mio, è difficile fare una valutazione quantitativa precisa, e per questo chiedo se anche voi avete avuto la mia stessa impressione: il gasolio di marca costa di più, ma rende anche di più. Se vi va, vi chiederei di rispondere alla seguenti domande:

  1. Avete notato anche voi la maggior resa di un carburante di una casa petrolifera rispetto ad un altra? Quando scegliete un distributore piuttosto che un altro, guardate solo il prezzo al litro o anche altro? Vi lasciate convincere dalle varie campagne di fideizzazione (bollini, punti, regali...)
  2. Cosa ne dite dei carburanti "potenziati"? In Italia quasi tutte le aziende petrolifere hanno sul mercato anche il super diesel battezzato con diversi nomi commerciali. In Svizzera, invece, c'è la superplus. Funzionano oppure sono solo una trappola per automibilisti?
  3. Meglio il carburante italiano o quello svizzero? Ho sentito dire da più di qualche automobilista che tutto il risparmio che si ottiene facendo il pieno oltre confine è vanificato dalla minor resa del carburante elvetico. La vostra esperienza?
  4. Sempre lo stesso distributore? Questa sembra una vera e propria leggenda metropolitana, ma magari voi avete modo di confermarla o smentirla. Conosco persone che sono fedeli allo stesso distributore come alla moglie: piuttosto che cambiare pompa, non fanno il pieno. Al massimo si possono concedere di andare da un altro esercente della stessa catena, ma per nulla al mondo cambierebbero catena. La motivazione è che, specialmente per il diesel, mantenere lo stesso identico carburante allunga la vita del propulsore. Io ci credo poco, però sono talmente inesperto che potrei sbagliarmi anche di grosso.

Forza automibilisti, fateci sapere cosa ne pensate, rispondete alle domande e fatene altre se ne avete. Potete lasciare un messaggio anche senza essere registrati e se volete mantenere la vostra privacy potete farlo anche in forma anonima. Ed ora ecco a voi la tanto sospirata tabella...












In Italia
In Svizzera

Benzina verde al litro
€ 1.244
CHF 1.62 = € 1.072
Gasolio al litro
€ 1.094
CHF 1.65 = € 1.091


P.s. potevamo pubblicare anche l'aggiornamento dei prezzi di Livigno, ma il boss si è dimenticata di annotarsi i prezzi... quindi prendetevale con lei - se avete il coraggio - per il vostro mancato risparmio!

6 dicembre 2009

Un po' di restyling!

Succede che nei periodi di crisi si guardi più alla sostanza che forma e magari si decida di puntare sulla qualità piuttosto che sulla brillantezza dei colori..., ma questa formula è vera anche nel mondo virtuale? In altre parole, cosa ne dite di un po' di rinnovamento di unico-lab?

Qualche mese fa abbiamo completamente sostituito la grafica e i colori del nostro diario e adesso faccio addirittura fatica a ricordare come era fatto in precedenza. Voi lo ricordate? Posso darvi un indizio: c'era un grosso fiore in apertura con la scritta unico-lab. Questo nuovo sfondo a me piace parecchio, ma non tutti sono della stessa opinione, così non è escluso che tornero a cambiarlo tra qui e qualche tempo, anche se queste grosse novità sono un po' un rischio per i lettori più o meno occasionali che non si sanno più ritrovare tra le nuove pagine.

In questi ultimi giorni ho apportato qualche piccola miglioria al nostro blog, alcune sono veramente minime, altre un po' più, come dire, fashion. Cominciamo con qualcosa di veramente eclatante: provate a cliccare sull'immagine del dipinto in apertura di post. Se non succede nulla di particolare è perché avete cliccato troppo in fretta, prima che la pagina fosse completamente caricata. Altrimenti dovreste vedere un effetto mica male, vero? Probabilmente lo avrete già visto in altri blog, ma adesso lo potete vedere anche sul vostro unico-lab. Il peccato è che non si applica a tutte le immagini incluse fino ad ora, ma solo a quelle che verranno aggiunte nei nuovi post. Inoltre, c'è anche un altro piccolo inghippo, ma è solo per gli autori, è necessario modificare a mano il codice che blogger aggiunge quando inserite una fotografia. Non voglio perdermi qui in tecnicismi, quindi rimando tutti i coautori che volessero utilizzare questo gioiello di leggere la documentazione tecnica che si trova a questo indirizzo. Se non capite o ci sono problemi, lasciate un commento...

A proposito di commenti, forse avrete notato che adesso potete aggiungere commenti direttamente dalla pagina dell'articolo senza nessun pop-up o senza dover abbandonare la lettura. Se volete, cliccando su Iscriviti per email, sarete avvisati tutte le volte che qualcuno lascerà un nuovo commento. I commenti sono una misura della vitalità di un blog e il nostro, sotto questo aspetto, non è particolarmente vivace. I lettori non ci mancano, ma sono veramente pochi quelli che prendono il coraggio di lasciare la loro opinione o anche un semplice saluto. Per i blogger non trovare commenti ai propri post è un po' come per gli attori di teatro recitare davanti ad una platea vuota.

Quando sono io a fare il lettore dei blog degli altri ci sono delle volte che al termine del post avrei voglia di commentare, ma non so proprio cosa scrivere, così sarei già contento di poter lasciare un segno del mio apprezzamento. Nel vecchio stile avevamo le stelline, adesso abbiamo aggiunto le reazioni, ovvero potete mettere una crocina vicino al giudizio che voi date al post. Se siete timidi e non volete commentare - cosa che comunque io personalmente preferirei - almeno potete mettere una x.

E se un articolo lo avete trovato interessante, magari ce ne possono essere altri su temi simili a piacervi. Ma come trovarli? Semplice, basta seguire i suggerimenti che trovate in fondo ad ogni post. Troverete sempre tre post che un sistema ultra sofisticato ha classificato come simili a quello che avete appena finito di leggere. I suggerimenti sono rappresentati dal titolo e da una fotografia, vi piace l'idea?

E se questi articoli non vi interessano potete sempre affidarvi al caso. Cliccando su Leggi un post a caso nel riquadro Tenta la fortuna sarete indirizzati verso un post a caso tra gli oltre 700 che al momento compongono la libreria di unico-lab. Attenzione, però che fortunati nel gioco...

5 dicembre 2009

Risposta a: Nucleo... Non Nucleo... Nucleo... Non Nucleo...

Leggi il post iniziale su Fisici Insubria: Nucleo... Non Nucleo... Nucleo... Non Nucleo

Caro Michele, avevo iniziato a risponderti in un commento su Fisici Insubria, ma poi ho visto che la cosa andava per lunghe e ho pensato che era meglio risponderti in un post. Permettimi di iniziare con quella che, per il poco che vale, è la mia personale opinione.


La produzione di energia attraverso la fissione nucleare con le tecnologie ad oggi disponibili non è la soluzione definitivia al sempre più crescente fabbisogno energetico dell'umanità.

E questa mia opinione deriva dalle seguenti due importanti motivazioni.
  • La proliferazione nucleare. I reattori nucleari in funzione al giorno d'oggi richiedono una qualche forma di arricchimento isotopico del combustibile o la produzione di materiale fissile attraverso irraggiamento neutronico in particolari reattori. Purtroppo entrambe queste operazioni possono essere utilizzate per scopi ben diversi da quelli civili per la produzione d'energia. Questo è il principale motivo per cui gli stati occidentali, con gli Stati Uniti in testa, non vedono di buon occhio le attività di arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran. Proprio per questo motivo è stata istituita presso le Nazioni Unite, l'Agenzia per l'Energia Atomica Internazionale, con lo scopo di verificare che in tutto il mondo non vengano svolte attività nucleari con scopi non civili, al di fuori di quelle riconosciute dai trattati internazionali. La IAEA esegue controlli di tutti i tipi: dalla misura dell'abbondanza isotopica dell'uranio al monitoraggio della compra-vendita di strumentazione legata ad attività nucleari.
  • Lo stoccaggio e lo smaltimento delle scorie. Questo è un altro problema di primaria importanza e che non deve essere sottovalutato. Nonostante il combustibile nucleare in sé sia solo leggermente radioattivo, una volta che inizia la combustione (nel caso nucleare si chiama irraggiamento) gli eventi di fissione producono all'interno del rimanente combustibile una gran quantità di isotopi fortemente radioattivi. Se vogliamo quindi, possiamo dire, che il combustibile nucleare diventa pericoloso dopo averlo bruciato. Gran parte di questi radioisotopi ha una vita media talmente breve che non sono un problema, ma circa il 3% in peso di tutto il combustibile iniziale viene trasformato in radioisotopi con vita media superiore a 25 anni e quindi necessitano di uno stoccaggio e un mantenimento sicuro per svariate decine di anni prima di poterle declassificare, ovvero considerare rifiuti convenzionali. Ci sono svariate tecniche per lo stoccaggio di questi rifiuti, ma per il momento quello che offre il miglior rapporto sicurezza prezzo è lo stoccaggio sotterraneo in siti geologicamente stabili. È chiaro che a nessun fa piacere sapere che sotto proprio il giardino ci sono quintali e quintali di rifiuti radioattivi, anche se non ci sono assolutamente rischi per la salute e per l'ambiente.
Nucleare sì, ma...

Dopo aver letto la mia opinione e le motivazioni razionali che ci stanno dietro, saresti portato a pensare che io sia contrario al nucleare. In realtà non lo sono. Io sono per il nucleare con la condizionale, ovvero se e solo se la seguente condizione verrà rispettata.

Il nucleare, come lo conosciamo oggi, deve essere considerato scientificamente e politicamente solo come una fonte energetica transitoria in vista di una più economica, pulita e priva di problemi militari.

È chiaro che questa nuova forma di energia non ci pioverà mica dal cielo, ed è per questo che ho tirato in ballo la politica. Spetta infatti ai politici il compito di guardare lontano e non abboccare all'esca nucleare, che non è la panacea energetica, e deve stimolare la ricerca energetica in modo fattivo e senza timori di spendere troppo, perché qui si gioca il futuro di un Paese. Non a caso, i Paesi che Rubbia porta ad esempio come Stati che hanno capito tutto sono gli Stati Uniti (104 reattori in funzione producono il 20% del fabbisogno nazionale), la Spagna (8 reattori con il 18%) e la Germania (17 reattori con il 29%).

La ricerca, sì ma quale?

Perché dovremmo mettere limiti alla ricerca? Vogliamo un futuro più pulito e sicuro per i nostri figli e per questo dobbiamo poter scegliere tra tutte le possibili alternative, purché la decisione sia presa basandosi su criteri di giudizio razionali e non su meri interessi personali dei soliti pochi. Poche righe fa dicevo che il nucleare come è oggi non va bene, ma nessuno dice che non possa migliorare: nemmeno la ricerca nucleare deve essere fermata, perché ci può riservare altre e buone sorprese, ammesso di trovare una soluzione per i problemi sopra citati. Onestamente non conosco molto il solare termodinamico citato da Rubbia, ma se risponde ai criteri di fattibilità di cui sopra, perché no!?!

Volando sopra il Mar Baltico, si resta impressionati dal numero di turbine eoliche installate in mezzo al mare: producono energia dal vento e sono in posto che difficilmente possono disturbare qualcuno. Perché non farlo?

Perché non incentivare - io direi obbligare - gli edifici pubblici ad installare sul tetto impianti fotovoltaici? In un Paese solare come il nostro, potremmo rendere tutti questi edifici ad impatto zero.

Vi sembrano domande banali? No, a me sembrano domande retoriche...

Ma l'Italia allora?

L'Italia ha commesso un gravissimo errore quando ha deciso di abbandonare il nucleare energetico. In primo luogo perché ha seguito una motivazione irrazionale: la paura e in secondo luogo perché ha quasi completamente annullato la ricerca nel settore. Tornare al nucleare adesso è un po' come arrivare tardi alle feste del liceo: l'atmosfera è già bella sciolta e il ghiaccio già rotto, ma tutte le belle ragazze sono già occupate. Ritornare al nucleare oggi significa affidarsi a chi del nucleare ne ha fatto una bandiera, cioè i francesi, che non solo producono 80% dell'energia in quel modo e la vendono ai meno fortunati (leggi noi), ma sono anche contenti di farlo.

Quello che assolutamente l'Italia deve fare è uscire dalla schiavitù energitica che ci tiene oggi imprigionati. Non appena potremo avere energia a prezzi più bassi, potremo anche pensare ad un piano di investimento serio e mirato di quel piano energitico di cui tutti i governi parlano, ma che nessuno fa.

E la sicurezza?

Non ne ho parlato fino ad ora, perché la sicurezza per i cittadini e i lavoratori deve essere garantita in ogni caso e qualunque tipologia di centrale elettrica, sia questa a combustibile fossile, sia un impianto eolico o un reattore a fissione. Per ragioni psicologiche, siamo portati ad avere molta più paura delle radioazioni rispetto alle emissioni di anidride carboniche o le esalazioni tossiche, e proprio per dare più sicurezza tutti gli incidenti che avvengono in un impianto nucleare sono catalogati, archiviati e utilizzati per evitarli nel futuro. Qualche giorno fa, in uno dei reattori francesi si è verificato un incidente nucleare di secondo livello. Detta così sembra una catastrofe globale, in realtà se andate a leggere la descrizione tecnica dell'incidente (in francese) scoprite quello che è veramente successo: a causa delle intense precipitazioni, il reattore 4 del sito che si trova più a monte sul corso del Rodano, è stato temporanemante spento perché si temeva per i filtri del sistema di raffreddamento ad acqua. Indubbiamente, questo "incidente" ha provocato disagi per l'azienda elettrica francese, ma di nucleare non ha proprio niente.

Da qualche mese lavoro in una delle poche e rare installazioni nucleari italiani. Come laboratorio abbiamo il nulla osta per la produzione di radiosotopi e la licenza per produrre in collaborazione con un'azienda esterna un radiofarmaco giornalmente utilizzato in molti ospedali della Lombardia. Essendo un'installazione nucleare, dobbiamo rispettare una serie di regolamenti e periodicamente dobbiamo eseguire tutti i controlli di sicurezza, senza i quali ci viene ritirata la licenza. Ti faccio un esempio stupido: tutti i laboratori, le sale di irraggiamento e la sala del ciclotrone sono mantenute e pressioni leggermente differenti in modo che quando si passa da un locale ad un altro eventuali contaminazioni non possono sfuggire all'esterno. L'aria viene cambiata interamente ogni 20 minuti, passata attraverso filtri assoluti, e poi rilasciata in ambiente attraverso un camino dove viene costantemente monitorato il livello di radioattività. Se questo dovesse essere superato durante un irraggiamento, la macchina viene automaticamente spenta. Se vuoi ho un'altra infinita lista di controlli di sicurezza, proprio la prossima settimana drovremo fare i controlli di routine trimestrali che produrranno un rapporto di trenta pagine che verranno firmata una per una dai due esecutori (uno lo conosci!), dal responsabile dell'impianto e dal fisico sanitario in servizio.

Pensierino della buona notte: ma non sarà troppa questa fame di energia che abbiamo? Non è che possiamo consumare meno?

3 dicembre 2009

Alici in un mare di finocchio

Visto i numerosi complimenti che mi sono arrivati per la ricetta di ieri, ho pensato di deliziare i vostri palati anche questa sera con qualcosa di molto delicato e al tempo stesso leggero. Stasera abbiamo mangiato alici al finocchio anche per dare il nostro piccolo contributo per un mondo e una società più sostenibili. Ho preso spunto per la ricetta da questo sito, io però ve la vado a commentare nel dettaglio. Nella ricetta le quantità sono per quattro persone.

Innanzitutto dovete procurarvi mezzo chilo di alici fresche. All'Esselunga le trovate già eviscerate e decapitate, cosa che di sicuro riduce il tempo di preparazione, se invece le comprate come natura le ha fatte e l'uomo le ha pescate, dovete lavarle e pulirle a fondo. Dopo di che dovete aprirle a libro e rimuovere accuratamente la lisca centrale. Non sottovalutate il tempo e la pazienza necessaria per questa operazione; se non ci fosse stata la mia Tata avrei buttato tutto nel secchio dell'umido.

Prendete mezzo chilo di finocchio, lavatelo, elimanate il fondo e le infiorescenze e poi affettatelo in fette molto sottili possibilmente senza scomporle troppo in modo da poter appoggiare questi medaglioni di finocchio sul fondo di una pirofila per micro-onde. Salate, pepate e cospargete con origano i finocchi e aggiungete un filo d'olio. Il segreto per dare un po' più sapore è un trito di prezzemolo e aglio, ma non ditelo a nessuno, mi raccomando! Infornate nel micro-onde impostato alla massima potenza per 5 minuti.

Quando sentite il campanello, togliete la pirofila dal forno e coprite ordinatamente la verdura con le alici, risalate, aggiungete altro origano e olio e poi reinfornate per altri 3 minuti. Al triplice fischio del forno, avete già finito e potete impiattare con l'aggiunta di qualche fogliolina fresca di basilico.

Il sapore è molto delicato e il profumo del finocchio ben si sposa con la morbidezza al palato dell'alici. Un ottimo piatto e chi lo ha provato sa che non lo dico solo per vantarmi della mia ricetta. E poi è un modo molto economico per mangiare del pesce! Un ringraziamento a mia sorella che ci ha prestato la pirofila per micronde e l'indispensabile basilico e che in cambio si è guadagnata la terza porzione della foto qui sotto!


Buon appetito!

2 dicembre 2009

Risotto con le mele

Questa sera sono tornato dal lavoro proprio stanco morto e avevo bisogno di una bella cenetta rifocillante, così ho preparato un gustoso risotto con le mele. Vado a spiegarvi la ricetta mettendovi tra parantesi le dosi per 2 persone.

Come prima cosa dovete prendere una bella mela, sbucciarla, rimuovere il torsolo e farla in pezzettini. Io per paura che poi si disperdessero nella cottura, li ho lasciati forse un po' troppo grossi, voi vedete di non ripetere lo stesso errore. Appena finito mettete la mela a pezzi a macerare in un bicchiere abbondante di vino bianco per un quarto d'ora circa. Nel frattempo preparate il brodo, io l'ho fatto di verdura molto semplice, con una carota, una cipolla e una gamba di sedano.

Mettete sul fondo di una padella antiaderente una cipolla tagliata a velo, un filo d'olio e metà dado sbriciolato. Quando siete pronti con il brodo, fate soffriggere la cipolla e appena questa cambia colore aggiungete il riso (150 grammi). Lasciatelo friggere per qualche istante poi aggiungete la mela con tutto il suo vino e in pochi istanti la vostra cucina sarà piena di vapori d'alcool. Portate il riso a cottura aggiungendo il brodo un po' alla volta e mescolate di tanto in tanto. Durante la cottura aggiustate il sale, a seconda dei palati, potrebbe anche non essere necessario grazie alla presenza del dado, io per esempio non ne ho aggiunto e non ne ho sentito la mancanza. Servite caldo fumante e, se gradito, aggiungete parmigiano grattugiato.

30 novembre 2009

Prezzi carburanti in Svizzera (30 Novembre 09)

(Clicca su Aggiornamento prezzi carburanti per un aggiornamento sui prezzi)

Un brevissimo post per annunciarvi che alla data odierna i prezzi dei carburanti oltre confine hanno subito solo una leggera flessione mentre in Italia sono invariati. Non prometto nulla, ma se riesco cercherò di pubblicare un aggiornamento con frequenza settimanale, anche perché sto facendo un test di cui vi parlerò in seguito.









In Italia In Svizzera

Benzina verde al litro € 1.242 CHF 1.61 = € 1.068
Gasolio al litro € 1.098 CHF 1.64 = € 1.088


28 novembre 2009

Zuppa rustica di patate

Ma quanto è buona questa zuppa rustica? Provare per credere... Un piatto caldo e sfizioso che ben si addice a questo autunno incipiente che inizia a portare i primi freddi. La preparazione è molto semplice e io come al solito l'ho compiata dalla rete.

Gli ingredienti per quattro persone sono i seguenti: mezzo chilo di patate, una carota, una cipolla, un gambo di sedano, 300 grammi di pomodorini, olio d'oliva extravergine, sale e pepe q.b.

Come prima cosa dovete sbucciare le patate e taglierle a cubetti, né troppo piccoli né troppo grandi. Lavate e tagliate a pezzi anche i pomodorini, se all'interno trovate dei semini, toglieteli. Sbucciate la carota e tagliate in due pezzi la cipolla. Mettete tutte le verdure così preparate in una pentola, salate e pepate a dovere - ricordate che le patate assorbono tanto sale - e aggiungete 1.5 litri circa di acqua fredda. Non dimenticate di aggiungere un filo d'olio. La cottura richiede circa 35 minuti da quando l'acqua bolle.

Nel frattempo tagliate a pezzettoni del pane raffermo che avete in casa e fatelo tostare in una pentola con fondo antiaderente.

Quando la cottura della zuppa sarà quasi terminata, ovvero quando le verdure cominceranno a perdere di consistenza, data una passata veloce con il frullatore ad immersione per almagare meglio gli ingredienti. Mi raccomando non frullate tutto, lasciate anche qualche bel pezzo di verdura a dare quel sapore rustico alla vostra portata.

Servitela caldissima con una manciata dei crostini che avete preparato e, se vi piace, aggiungete un pizzico di prezzomolo tritato. Non oso nemmeno immaginare come sarebbe potuta venire questa zuppa se cucinata con il super tritattutto riscaldato del real_boss!