Un nuovo progetto, un nuovo inizio, ma sempre il solito entusiasmo. Finanziato dalla Regione Lombardia e dal Canton Ticino, ieri abbiamo dato il via al nostro nuovo (piccolo) progetto di ricerca scientifica e tecnologica denominato appunto Clavius. Accolti dai colleghi e amici dell'Istituto Ricerche Solari Locarno, abbiamo tirato un pugno in faccia alla scaramanzia dando il via al nuovo progetto in un venerdì 17 e sedendo a tavola esattamente in 13.
Caratteristica dei nostri progetti è quella di avere un evidente aspetto applicativo, ma di non trascurare mai anche l'aspetto di pura ricerca e, questa volta, puntiamo veramente in alto: l'obiettivo scientifico più ambizioso dell'intero progetto sarà proprio la misura del diametro del Sole.

Apparentemente facile, questa misura è parecchio impegnativa se la si vuole ottenere con elevata precisione. Abbiamo tutti provato a misurare il nostro astro oscurandolo dietro il pollice, ma quello che ci prefiggiamo di fare è di andare ben oltre questa tecnica e di abbattere di un fattore dieci l'attuale incertezza di questo parametro.
Sapere se il Sole è ingrassato o sta dimagrendo è infatti una questione di rivelante importanza nel mondo della fisica solare e di converso anche dell'astrofisica e astronomia più in generale. Il primo a ipotizzare che il sole potesse aver cambiato il suo girovita, fu proprio l'astronomo salesiano Cristoforo Clavio, vissuto a cavallo tra il 1500 e il 1600. Ieri ci ha presentato la figura del secondo Euclide, il prof. Costantino Sigismondi dell'International Center for Relativistic Astrophysics presso l'Università la Sapienza di Roma. L'osservazione di due eclissi di Sole (una totale e una anulare) lo portarono ad affermare che la dimensione del sole fosse cambiata rispetto a quella precedentemente conosciuta e in base alla quale eclissi anulari non dovessero esistere.
Seguendo la via segnata dai grandi osservatori del passato, speriamo di poter dire la nostra e di collaborare alla costruzione di quel grande libro vivente che è la Scienza.