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24 dicembre 2013

Natale con i tuoi

La saggezza popolare del vecchio adagio, anche in questo nuovo mondo di tecnologie e velocità supersoniche, racconta una verità incontrovertibile: non c'è miglior Natale di quello trascorso con la propria famiglia. Adesso ne ho le prove!


Quindi eccomi qua ad augurare una simile contentezza a
tutta la famiglia di unico-lab!

1 dicembre 2013

Avvento in Gästehaus

Sono passate ormai tre settimane dalla mia emigrazione in Germania e quindi mi sembra giusto darvi un aggiornamento. Come prima cosa vorrei rassicurarvi: anche qui è iniziato l'Avvento e l'attesa per il Natale con luminarie, mercatini, negozi e tutto il corollario che caratterizza questo periodo. Anche nella Gästehaus, il piccolo alberghetto molto alla mano dove alloggiano i nuovi arrivati al centro di ricerca, siamo passati in modalità natalizia e questa mattina, proprio davanti all'ingresso è apparsa la corona d'Avvento tipica di questo periodo.

Il clima dal punto di vista meteorologico non è poi così malaccio. Sì, la mattina fa freddo, ma non è che si gela appena si mette il naso fuori di casa, anzi, confrontando le temperature con il nord Italia non ci sono grosse differenze. Temevo tanta neve e invece, per il momento, solo una spruzzatina che si è cancellata nel giro di poche ore.

26 ottobre 2013

Viel Glück und viel Erfolg

Parte del kit di sopravvivenza. La storia di Fermi e del fiasco
di Chianti ve la racconto un'altra volta.
Comincia un week end strano, con i colleghi già stufi del brutto tempo lombardo che vogliono scappare in Liguria e mia moglie che insiste per andare fuori a cena di venerdì sera in un ristorante bavarese sperduto nel bosco con tanto di bruma per dare un tocco di magia. Entriamo nel ristorante e la cameriera in tenuta da Oktoberfest ci porta in una salettina dove come in un flash back mi sembra di ritrovarmi in mensa. Una quindicina di colleghi aspettava solo noi per alzare i boccali e cominciare la festa. Una festa a sorpresa e il festeggiato sorpreso ero proprio io!

La sorpresa è riuscita, così tranquillizziamo subito l'organizzatrice e la complice che a posteriori mi ha rivelato la fitta trama di messaggi segreti degni della cruna dell'ago, anche se l'evento in sé mi aveva dato qualche sospetto. Comunque molto bravi tutti a mantenere il segreto e far finta di nulla!

Gli ingredienti della festa perfetta c'erano tutti: il festeggiato, gli amici, i regali, il baccano, gli applausi, i discorsi, i ringraziamenti con gli occhi gonfi e l'occasione, ovviamente. Ecco forse è arrivato il momento di dirvi il perché di questa festa e di rivelarvi la novità, che fino ad ora avevo cercato di tenere un po' privata. Cambio lavoro, e questa per chi segue il blog da tempo, potrebbe non essere una novità (uno e due per esempio), ma questa volta cambio anche vita! Cambio lavoro e mi trasferisco in Germania, come tanti altri italiani hanno fatto ultimamente e come forse avrete, a questo punto, intuito dal titolo di questo post e dalla location della festa. Sarà come sempre una sfida nuova e avventurosa, questa volta resa un po' più complessa dalla logistica e dal fatto di ricominciare proprio tutto da capo. Le prospettive professionali sono molto interessanti, tornerò a fare lo scienziato, il che sicuramente non mi dispiace; mi dispiace invece lasciare i miei colleghi, il mitico LabEl e gli amici del ciclotrone che ieri sera mi hanno regalato il kit di sopravvivenza per l'italiano all'estero con tanto di caffè come si deve e un set di tazzine autografate e dedicate. Che belle quelle tazze, prometto che le utilizzerò tutte le mattine, insieme alle caffettiere e all'orologio per arrivare puntuale, perché si sa, in Germania non si può essere in ritardo.

Come al solito, vi lascio un po' sulle spine per i dettagli, per il momento vi dico che inizierò a lavorare solo a metà novembre, quindi c'è ancora un po' di tempo per salutarci e che sarò in uno dei più grandi centri di ricerca della Germania, se non dell'intera Europa, che si trova alla periferia della città di Karlsruhe.

E chiudo tornando al titolo. I tedeschi, che sono precisi, hanno due modi per augurare in bocca: viel Glück e viel Erfolg appunto. Il primo lo possiamo tradurre buona fortuna mentre il secondo come buon successo. La differenza sta nel contesto: si augura viel Glück quando uno compra un biglietto della lotteria, mentre il secondo è utilizzato per augurare la buona riuscita di un'impresa per la quale si è investito impegno e sacrificio. Ecco, mandatemi un bel viel Glück, che mi serve e io, cari amici e colleghi, vi rispondo con un viel Erfolg per continuare sulla strada percorsa insieme con l'impegno e la passione di sempre.

8 aprile 2013

Tre ri-incontri ravvicinati

Non si tratta della seconda puntata dell'intramontabile capolavoro della fantascienza da cui la foto, ma della strana esperienza che ho avuto modo di vivere negli ultimi due giorni.

Domenica sera ero in attesa in un locale del mio paese dove preparano panini al kebab. A parte quattro o cinque persone sedute ad un tavolino, ero l'unico cliente e quindi mi è sembrato spontaneo voltarmi verso la porta quando l'ho sentita aprirsi. Entrava una ragazza, non una ragazzina, ma con uno sguardo giovane e fresco. Le lancio uno sguardo e poi torno a fissare la carne che ruota sullo spiedo verticale. Ci sono voluti un paio di secondi durante i quali il mio cervello ha ri-elaborato l'immagine della nuova entrata e l'ha riconosciuta. Incredibile: era una mia carissima amica e compagna delle scuole medie e saranno stati vent'anni che il destino non ci faceva incontrare. E fu sera e fu mattina, primo incontro.

Questa mattina, davanti alla macchinetta del caffè con i colleghi ci raccontavamo del week-end quando entra una collega nella sala con un visitatore al seguito. Comincia a presentarci e quando arriva a me, il visitatore la interrompe e mi dice: "Ciao Toto!" Altro secondo di elaborazione dell'immagine ed era lui, un collega di università, con cui ho condiviso l'open space durante il periodo del dottorato fatto di lunghe serate passate in laboratorio fino a tardi. Da alcuni anni, lui si è trasferito sulla costa occidentale degli Stati Uniti e il nostro unico contatto era rimasto Facebook. E... secondo incontro.

Non è passato molto tempo per il terzo incontro. Meno a sorpresa e di certo non così di vecchia data, oggi è tornato a trovarci per due settimane il nostro Jan con cui ho condiviso ufficio e laboratorio per tre anni e che adesso è tornato a Praga sua terra d'origine.

Le conclusioni sono due: 1) ho tanti amici che è sempre un piacere incontrare e 2) sto diventando vecchio perché al mio cervello serve troppo tempo per riconoscere le loro facce!

30 marzo 2013

Ho visto un re!

E' la sua canzone che mi piace di più, perché con una semplicità imbarazzante descrive la realtà esattamente come essa è. Non ho altre parole per salutare il mito. Ciao Enzo!

29 marzo 2013

Odi et amo, ovvero l'automobilista et i lavori stradali

Capita una mattina che inaspettatamente trovi un ingorgo dove prima non c'era
mai stato. E tu, manco a dirlo, sei in ritardo. Pensi possa essere un incidente, ma poi ti avvicini all'origine del tappo e cominci a vedere operai fluo che si intendono a gesti con un capo cantiere con l'elmetto circondati da vecchietti osservanti. Ecco, ci mancava solo un nuovo lavoro stradale come se già non bastasse il casino che c'è su questa strada nelle ore di punta.

Passano i giorni, e tu automobilista ossessivo compulsivo, odi ogni giorno di più questo cantiere fino a quando quel buco nell'asfalto circondato da transenne bianche e rosse comincia a prende una qualche forma e ti rendi conto che potrebbe esserti utile. Da quel momento, ogni mattina la curiosità di vedere l'avanzamento dell'opera ti divora nella spasmodica attesa del giorno in cui potrai finalmente goderne.

26 marzo 2013

unico-lab a Cose dell'altro Geo

Se avete un buco libero nella vostra agenda per domani pomeriggio intorno alle 16, allora riempitelo subito
con questo appuntamento imperdibile e irripetibile. unico-lab, magnificamente rappresentato da Valeriano, farà il suo debutto televisivo su Rai 3 all'interno della trasmissione Cose dell'altro Geo condotta da Massimiliano Ossini che vedete nella foto.

Valeriano, a fronte dell'immenso lavoro che ha fatto in questi due anni nel raccogliere e analizzare dati, racconterà la situazione della contaminazione alimentare in Giappone a seguito dell'incidente nucleare alla centrale di Fukushima.

Un grosso in bocca al lupo al nostro inviato!

9 marzo 2013

Ciao Chiara

"Ciao Chiara!" Con queste esatte parole ti ho stupito la prima volta che ci siamo incontrati. Ti ricordi? Era la tua prima lezione all'università: i corsi erano già iniziati da alcuni giorni, ma per un motivo che non ricordo non eri venuta prima. Era una lezione di Geometria I, in un aula piccola del primo piano, quasi tutti i posti erano occupati, tranne una sedia di fianco a me che sedevo tra le ultime file. Tu arrivi, trafelata, quasi scocciata, con le braccia ingombre di cose, borsa, quaderni, libri freschi di libreria ... Ti siedi e appoggi tutto sul ripiano nero che usavamo come banco. Ed io ti saluto: "Ciao Chiara!". Tu resti stupita del fatto che un perfetto sconosciuto potesse sapere il tuo nome. Avrei potuto fare il misterioso e fingere poteri divinatori, ma ti ho rivelato subito il trucco, visto che Chiara era scritto sulla prima pagina del quaderno che avevi in mano.

Sono passati i mesi e i semestri, i corsi non erano più popolosi come quelli iniziali e mentre tu sedevi in prima fila con il gruppetto delle quattro lepri, tutte donne, io appartenevo al gruppetto dei quattro inseguitori, tutti uomini, che sedevano in fondo e a fatica cercavano di tenere il vostro passo. Siamo diventati grandi, ci siamo laureati, le nostre strade si sono allontanate, poi riavvicinate per un po' e infine ancora allontanate come è normale che sia. Ma non per questo eravamo estranei. La nostra amica comune, l'altra Chiara, mi teneva informato, con discrezione, delle tue gioie e dei tuoi dolori; di quando sei diventata mamma e di quando hai scoperto della tua malattia che vivevi con il massimo riserbo. E' stata lei a chiamarmi ieri sera per dirmi che non c'eri più e io non ho dormito al pensiero del vuoto che hai lasciato nella tua giovane famiglia.

Come è strana la vita. Ci battiamo ogni santo giorno per realizzare il nostro futuro, per dare un futuro migliore ai nostri figli. Ci distraiamo un attimo e il futuro non sarà più, il presente è vuoto e ci resta solo un passato pieno di ricordi con gli occhi gonfi.

Ed ora, come all'ora, non trovo parole migliori per salutarti che dirti: Ciao Chiara!

4 marzo 2013

Le maledette cronache di Narnia

La nostra famiglia è tra i maggiori sostenitori di Disney Pixar e Dreamworks, abbiamo praticamente tutti i loro capolavori di animazione che a rotazione guardiamo. Proprio grazie a questo supporto economico, la Pixar ci ha omaggiato con un cadeau che ci è stato consegnato proprio oggi: una chitarra gonfiabile (voto: 6-- di stima), un paio di ali tipo trilli (voto: 6+ con riserva) e un cofanetto con quattro DVD delle Cronache di Narnia (voto: wow!)

Non resisto alla tentazione, scarto il cofanetto e infilo il primo disco mentre stiamo cucinando la cena. Dopo la prima decina di minuti, dove ho dovuto rispondere a domande pressanti su cosa fosse la guerra e perché ci fosse gente così cattiva da voler costruire le bombe in fabbrica, la situazione volge decisamente a mio favore. La piccola Lucy scopre l'ingresso al fantastico regno di Narnia e i bambini restano ammirati dalla neve, dal fauno, dalla casetta nell'albero e così via...

Io per un quarto d'ora buono torno ad essere un adulto dal punto di vista cinematografico, il film mi cattura e mi piace. Intendiamoci, non è che non gradisca i cartoni animati... ma un bel film è tutta un'altra cosa. Il sogno è svanito intorno al minuto 47 quando hanno voluto venirmi in braccio e ho capito che era ora di tornare a Peppa Pig.

Così, adesso che ho assaporato il sapore di un bel film, mi domando quando sarà di nuovo il tempo di vedere qualche grande classico come il Signore degli Anelli o la mitica saga di Guerre Stellari.

3 marzo 2013

Come battere il colesterolo: uccidendolo

Attenzione: questo post non contiene nessuna indicazione medica e se avete problemi di colesterolo fate attività fisica, seguite una dieta sana e riferitevi ad un medico non certo ad un post volutamente spiritoso come questo.


Ingredienti della mia prima colazione di questa domenica mattina:

  • 2 uova strappazzate
  • 2 fette di pancetta tagliata grossa e rigorosamente a mano
  • fagiolini cannellini scottati in padella (aggiungete cipolle tagliate fini se le gradite)
  • una spruzzata di ketchup perché il rosso del pomodoro non deve mai mancare
Aggiungete un cappuccino (mi raccomando il latte che sia parzialmente scremato) e una mela per levare il medico di torno. 

20 gennaio 2013

Son soddisfazioni

E' ancora merito suo, di quel software sviluppato con tanta fatica e impegno anni fa se la mia autostima ha avuto un incremento esponenziale la scorsa settimana. Ne avevo già accennato tempo fa, ma a distanza di anni, la soddisfazione è ancora maggiore. 

Immaginatevi la situazione: un piccolo gruppo di persone, in un laboratorio sperduto nel nord Italia, si mette a scrivere un software senza troppe pretese per fare l'analisi dei dati prodotti dai loro rivelatori. Poi questo sparuto gruppetto finisce a collaborare con un gruppo più vasto a livello europeo e quando la discussione arriva sull'analisi dati, un tizio basso di statura e in un inglese traballante alza la mano e dice: noi facciamo così. Butta lì un'idea che trova subito terreno fertile e piace a tutti. Solo lui si rende conto un minuto dopo che ormai la frittata era fatta e la sua semplice osservazione era stata interpretata come una proposta, una candidatura volontaria e, visto che nessuno ci teneva a farlo, si è subito trovato incaricato a farlo per tutti. 

16 gennaio 2013

Momenti storici / 4

Centomila chilometri in meno di 5 anni sono una buona media per chi guida quasi esclusivamente per andare al lavoro. Questa mattina, la nostra Opel Meriva ha festeggiato il suo centomillesimo chilometro e devo dire che a parte il problemino (?) con l'ESP risolto scollegando la batteria, non ci ha mai dato grattacapi.

Nemmeno il FAP che mi spaventava tanto al momento dell'acquisto si è sempre comportato bene (tranquilli sto facendo tutti gli scongiuri del caso) e devo proprio ringraziare l'amico Marcin per l'ottimo suggerimento.

A proposito di momenti storici... oggi ne abbiamo festeggiato uno anche in laboratorio con l'installazione fisica, fuori dal laboratorio dei primi due strumenti del nostro mega progetto. Champagne! 

13 gennaio 2013

L'Egitto made in Como

Foto CEFB.
Ogni tanto mi viene chiesto se quell'unico nel titolo del nostro blog sia un aggettivo o qualcos'altro. In effetti c'è un gioco di parole dietro e la contrazione delle parole Università di Como è uno dei significati. La collocazione geografica si è un po' andata perdendo nel corso degli anni di vita del diario on-line visto che in molti abbiamo trasferito le attività professionali altrove, ma la matrice comasca è rimasta ben solida.

Così quando capita di leggere una notizia scientifica che riguarda la nostra città e uno dei suoi centri di eccellenza non possiamo fare a meno che esserne fieri e darne il necessario risalto. Lo scopriamo grazie ad un tweet dell'ANSA che comunica una scoperta importante in Egitto ad opera di un gruppo comasco. Si tratta del CEFB - Centro di Egittologia Francesco Ballerini che ha sede presso il Collegio Gallio della città.

In effetti la scoperta c'è. Il gruppo stava effettuando uno scavo all'interno del tempio di Amenhotep II quando ha trovato quella che potrebbe essere una necropoli. La notizia si riferisce alla scoperta di quattro canopi, ovvero quei vasi utilizzati per conservare gli organi interni del defunto mummificato. Questi sono generalmente quattro, uno per il fegato, uno gli intestini, uno lo stomaco e uno i polmoni e ognuno di essi ha una sembianza esterna particolare. Anzi a dire la verità, di Canopi ne hanno trovati 5, quindi è verosimile che ce ne siano altri tre ancora da scoprire... perché i misteri (quelli veri) nella scienza non mancano mai.

Vi consigliamo la lettura del diario di scavo, molto dettagliato che il gruppo riporta sul loro sito. Sembra quasi di essere lì con loro e sentire il caldo e il sapore della polvere.

8 gennaio 2013

Diciamo NO a Voyager

Natale è passato e l'Epifania tutte le feste si è portata via, ma vi prego, fatemi un altro regalo, l'ultimo ve lo prometto. Cliccate questo link e firmate la petizione per chiedere alla presidenza Rai di non trasmettere più Voyager. Se la pensate come me circa questa boiata televisiva probabilmente avrete già cliccato sulla petizione e abbandonato la lettura di queste righe. Se state continuando a leggere è perché vi serve qualche motivazione in più per cliccare e firmare la petizione.

Sì, Voyager è quella trasmissione in onda sui canali di mamma Rai e condotta da Roberto Giacobbo di cui ho già espresso la mia opinione in parecchi post in passato (ecco la lista), ma una volta in più non guasta di certo. Voyager vorrebbe parlare di scienza, ma racconta solo panzane e lo fa avvolgendo tutto di mistero solo per accaparrarsi il maggior numero di spettatori ipnotizzati dalla musica ad effetto e quell'aura di complotto che avvolge qualsiasi argomento trattato. Giacobbo e la sua crew non hanno capito che la scienza è già bella (e misteriosa) di per sé senza inventarsi frottole e la cosa è dimostrata da quanti apprezzano le trasmissioni di divulgazione come Passaggio a Nord Ovest che guardo tutte le settimane con mio figlio.

Fate un regalo a me e fatelo anche a tutti gli italiani, chiediamo una televisione di maggior qualità, chiediamo che Voyager non compaia più sui nostri teleschermi. Cliccate su questo link e firmate la petizione e dopo che lo avete fatto diffondete questo indirizzo a tutti i vostri amici chiedendo di fare altrettanto. Per la prima ed ultima volta vi chiedo di non spezzare questa catena!

4 gennaio 2013

L'irrazionalità della paura

Oggi quando ho visto questa infografica pubblicata su Facebook (su questa pagina che vi consiglio) non ho resistito alla tentazione e l'ho subito ricondivisa e ora ne amplio la diffusione anche su queste pagine. La grafica mette in evidenza come le paure più comuni siano scatenate da fattori che in concreto sono molto meno probabili di altri con i quali siamo abituati a convivere e che quindi non ci fanno affatto paura.

Tra queste pagine, abbiamo spesso parlato di questo effetto e di quanto la paura sia irrazionale. La mia convinzione è che solo con la conoscenza si può superare quella barriera di irrazionalità che ci fa temere il morso di uno squalo molto di più dell'influenza stagionale.

Se proprio non si riesce a razionalizzare la paura, almeno cerchiamo di collocarne le cause nel giusto contesto!

27 dicembre 2012

Una confezione di aspirine e mezzo chilo di larve di mosca

Foto da  Wikipedia
Nel dialetto della mia zona si chiamano cagnotti e con questo termine improprio ci si riferisce agli stadi larvali delle mosche senza fare nessuna distinzione sul tipo specifico di mosca. Il titolo dell'articolo richiama chiaramente un'ordinazione da farmacia e in effetti, per paradossale che sia, la FDA - l'agenzia americana che si occupa dell'immissione sul mercato di nuovi farmaci - ha approvato l'uso delle larve come terapia.

Se l'approvazione è un evento piuttosto recente (2004) non così l'uso pratico delle larve per la cura delle ferite, specie sui campi di battaglia napoleonici dove i chirurghi da campo buttavano larve di mosca sulle ferite per alleviare le infiammazioni. La prassi continuava anche durante la prima guerra mondiale, dove contrariamente alle attese, chi aveva ferite infestate da larve non aveva infezioni.

L'idea, ammettiamolo, ha del ripugnante: farsi buttare addosso cagnotti per curarsi fa come minimo impressione. L'idea è che le larve sono efficientissimi divoratori di carne morta, quella che al nostro organismo non serve più e che al più può generare stati gangrenosi.  I tessuti sani e vitali vengono accuratamente evitati dalle larve, motivo per cui sono impegnate anche nella pulizia dei tessuti colpite da ustioni estese.

Ma c'è di più. Oltre alla pulizia meticolosa che possiamo considerare un'azione meccanica, le larve svolgono anche un compito biochimico: infatti durante il loro pasto producono escrezioni che agiscono da anti-infiammatorio. Lo studio è stato effettuato da un gruppo di ricerca dell'università Erasmus di Rotterdam che non solo ha individuato l'azione biochimica delle secrezioni, ma anche testato la sua persistenza. Il team sta cercando di isolare il processo con cui le larve producono l'anti-infiammatorio in modo da includerlo in un farmaco sintetico che però potrà arrivare sul mercato solo tra qualche anno, se tutto andrà bene, e se proprio non si può aspettare, le larve possono già essere usate direttamente già da oggi!

24 dicembre 2012

Buon Natale!

Allora vediamo presepe e albero fatti, Babbo Natale arrampicante appeso, spesa natalizia fatta, Willy Wonka e la sua fabbrica di cioccolato vista. Cosa manca allora? Gli auguri a tutti gli amici del blog! 

No, tranquilli, non vi ho lasciati per ultimi e nemmeno relegati ad una prassi che deve essere rispettata solo perché fa parte della tradizione. Gli auguri di quest'anno vi arrivino freschi freschi, ma non nel senso di freddi, ma di nuovi appena preparati. Ecco forse sarebbe meglio dire caldi caldi appena sfornati come una fetta di torta da mangiare la mattina di Natale appena svegliati.

Come vi auguro il Natale? Tranquillo e sereno, da trascorrere con i vostri famigliari e i vostri amici, senza pensieri. Certo anche con del buon cibo, ma mi raccomando non troppo e, se vi va, ricordate che il vecchio adagio "aggiungi un posto a tavola" non è solo un modo di dire, ma da davvero più gioia.

E' forse la prima volta nella mia vita che arrivo stanco a Natale, sarà l'età, ma è anche un privilegio, perché vuol dire che ho avuto da fare e in di questi tempi avere da fare non è una cattiva notizia. E poi riposarsi ha i suoi aspetti positivi perché così posso giocare con i miei bimbi mentre scoppietta il fuoco nel camino. Insomma, tutto questo per dirvi che vi abbraccio tutti, specie quelli che ci leggono da lontano e che sentono la mancanza della propria terra!

Auguri a tutti!

23 dicembre 2012

Niente fusione con i laser, per il momento

Vi ricordate di quando abbiamo parlato di fusione nucleare? Se da un lato è una fonte di energia praticamente inesauribile e senza troppe fregature, dall'altro c'è la difficoltà tecnica, quasi insormontabile, di realizzare questa tipologia di reattori.

Tra le varie possibilità in corso di validazione c'è l'implosione indotta da laser di potenza. Immaginatevi di avere un bersaglio di idrogeno (il combustibile della fusione) che viene bombardato da ogni direzione con dei fasci laser che comprimono il gas in un volume ridottissimo tanto da indurre la fusione tra i nuclei. Pensate che per accendere il combustibile, l'idrogeno deve essere portato ad una densità di oltre 100 volte quella del piombo! Una volta che il combustibile (il plasma per essere più precisi) si accende, allora la reazione produrrà più energia di quella necessaria per farla partire. 

Per questo motivo, il laboratorio nazionale americano Lawrence Livermore ha costruito la National Ignition Facility, ovvero un laboratorio dove sperimentare l'accensione del plasma attraverso il bombardamento laser.  

Ma ci sono brutte notizie... L'esperimento, che nasce per valutare l'impatto delle bombe a fusione, è arrivato alla fine del suo tempo senza riuscire ad ottenere l'accensione nonostante tutti i singoli componenti (laser e target in particolare) superino persino le caratteristiche di progetto. Gli scienziati non sanno il perché l'esperimento non stia funzionando e l'unica spiegazione plausibile è che i modelli di implosione che avevano simulato non sono sufficientemente accurati per descrivere la natura e di conseguenza l'esperimento, costruito in base alle simulazioni, fallisce.

Il piano ha subito uno stop, ma è solo una battaglia persa, non la guerra. Adesso ci saranno 3 anni di lavoro per rivedere la fisica alla base e solo nel 2015 vedranno come e se modificare l'impianto per vincere la prossima sfida!

9 dicembre 2012

Sembra quasi magia e invece è matematica

Sarebbe forse meglio dire algebra... ma matematica va bene lo stesso. Ieri vedevo pubblicata su Facebook l'immagine che riporto anche qui a lato e che mostra un arabo - nell'immaginario collettivo, queste popolazioni sono molto brave con i numeri - che spiega come fare facilmente la moltiplicazione di due numeri grandi, specie quando sono vicini al 100.

Guardate l'immagine. Prendete la differenza tra 100 e i due fattori che dovete moltiplicare. Fate la somma delle differenze e sottraetela a 100. Questi saranno i primi due numeri del risultato, ai quali dovete accodare il prodotto delle differenze.

Come spesso accade, questi trucchi hanno un sapore di magia e viene spontaneo domandarsi se si tratta di un caso particolare che funziona solo con una particolare coppia di numeri (97 e 96 nel caso della vignetta) oppure è qualcosa di valido in generale. Per risolvere il dilemma della generalità, dobbiamo togliere i numeri dal gioco e sostituirli con delle lettere e qui entra in gioco l'algebra.

18 novembre 2012

Un micromondo che non ti aspetti

Guardate l'immagine qui a lato. La prima impressione è che si tratti di qualcosa di male e dai cui vorremmo stare il più lontano possibile. Sono delle colture batteriche, ovvero il risultato di aver trasferito pochi esemplari di un batterio in quei vasetti che si chiamano piastre di Petri e messi in condizioni di moltiplicarsi e vivere nell'abbondanza.

La sensazione di repulsione deriva dal fatto che spesso associamo ai batteri le malattie da essi provocate, ma vale la pena di ricordare che solo una piccola frazione di questi sono patogeni, ovvero generano malattie, altri sono completamente innocui ed altri persino utili.

I fondatori delle colonie nella foto sono stati raccolti dall'associazione BBB, Belly-Button Biodiversity, come a dire i difensori della biodiversità dei batteri dell'ombelico. Si avete capito bene, questi scienziati hanno chiesto a 500 volontari di passarsi un cotton-fioc dentro l'ombelico e di spediglielo. I BBB hanno analizzato questi veri e propri ecosistemi e scoperto che ognuno di noi ha un ombelico pressoché unico quasi come le impronte digitali.

Lo so che adesso starete pensando quando è stata l'ultima volta che avete dato una bella pulita al vostro ombelico, ma non preoccupatevi troppo, infatti solo i batteri nella piastra in basso a destra sono della stessa famiglia di quelli che producono tossine come il botulino, mentre gli altri sono innocui e per esempio il primo in alto a sinistra produce antibiotici che tengono lontane infezioni micotiche (i funghi come il piede d'atleta).

E mi raccomando, non strofinate troppo, i batteri ci tengono alla loro casa!