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9 agosto 2008

Giorni contati per Mister Higgs

Si fa sempre piu' vicino il momento in cui il mistero che si cela dietro la particella teorizzata da Mister Higgs verra' svelato e tutti sapremo quale sia la sua natura, ammesso ovviamente che esista.

La scoperta del bosone di Higgs, questo e' il termine corretto che i fisici delle particelle utilizzano per idenfiticare la particella in questione, e' stata la motivazione principale per la costruzione del piu' grande acceleratore di particelle del mondo e di esperimenti dalle dimensioni colossali e dalla complessita' inimmaginabile, forse comparabile solo alle grandi missioni spaziali con equipaggio umano.


In questi giorni a Ginevra, l'aria che si respira e' proprio frizzante e non lo si deve solo alla settimana di festeggiamenti cittadini. Ieri e' stato annunciato che i primi fasci di particelle circoleranno in LHC a partire dal 10 di settembre, ma gia' oggi il piccolo (si far per dire) acceleratore circolare, SPS, ha continuato ad iniettare protoni di alta energia nel suo fratellone maggiore LHC. Adesso manca veramente poco e per tutti quelli che hanno passato anni a lavorare alacremente giorno e notte per vedere questo sogno trasformarsi in realta' deve essere una soddisfazione davvero unica. Ma che cos'e' questo bosone di Higgs? La fisica delle particelle si propone di spiegare come funzioni l'universo intero nella sua immensita' studiando a fondo come funziona il mondo dell'inifitamente piccolo, ovvero quello delle particelle elementari. Giusto per dare una rispolverata ai lettori piu' digiuni in materia, si tratta di quelle cose dai nomi un po' bizzarri, tipo elettrone, protone, quark... che piu' o meno tutti hanno sentito nominare almeno una volta nella vita. Al momento attuale, la migliore teoria esistente nell'ambito della fisica delle particelle si chiama modello standard e, utilizzando questo modello, e' possibile fare delle previsioni molto accurate circa le interazione fra le varie famiglie di particelle. Il modello standard e' stato messo alla prova in tantissimi esperimenti e c'e' solo un punto che ancora non e' chiaro ai fisici che descritto con parole molto semplici suona piu' o meno cosi': perche' l'elettrone pesa esattamente quella quantita' e non un po' di piu' o un po' di meno? E, che ci crediate o no, la risposta sta proprio nel bosone di Higgs. E' proprio lui il responsabile della massa delle singole particelle (mi raccomando non accusatelo della vostra massa in eccesso, quella dipende solo dalla roba che mangiate!) ed e' lui che stabilisce che, per esempio, un muone pesi molto di piu' dell'elettrone, suo fratello piu' leggero, ma per il resto identico. E se scoprissimo che non esiste? Quella gia' di per se' sarebbe una scoperta! Vuol dire che il modello standard come l'abbiamo pensato noi non va bene ed e' solo un'approssimazione della relta', una buona approssimazione, ma sempre un'approssimazione. Un po' come la relativita' galileiana che va bene per descrivere la vita di tutti i giorni e' solo un'approssimazione delle relativita' generale che, invece, vale in tutte le condizioni sperimentali che l'uomo ha potuto verificare fino al giorno d'oggi. Quindi se scopriremo che il bosone di Higgs non esiste, allora ci sara' molto da capire e tanto di nuovo da scoprire. E una volta che l'abbiamo scoperto? Quello sara' solo l'inizio! Da quel momento in avanti possiamo sbizzarrirci ed andare a vedere se ci sono fenomeni esotici non previsti dal modello standard, la cosidetta nuova fisica, e rispondere a tante altre domande che forse non sono ancora state formulate. Un grosso in bocca al lupo a tutti i colleghi di LHC!

7 agosto 2008

Il test beam continua

Qualcuno di voi potra' aver associato questa pausa silenziosa del blog come l'inizio del periodo di vacanza dell'unico-lab, ma le cose non stanno cosi'. Quest'anno l'unico lab ha organizzato le vacanze in modo scaglionato, cosi' mentre qualcuno in questo momento si e' dimenticato (spero) di tutti i problemi e se ne sta bello sdraiato su una sdraio sulla spiaggia e c'e' chi se ne sta chiuso in un capannone venti ore al giorno perdendo la cognizione del tempo per l'ennesimo esperimento. Indovinate chi non e' in spiaggia? Si ma solo per il momento: le mie vacanze si avvicinano ogni giorno di piu'...

La cosa bella e' che ormai conosco talmente bene la gente che partecipa a questi test su fascio che sembra di essere un gruppo di amici che si ritrova all'ingresso di uno di quegli enormi parchi di divertimenti per trascorre qualche ora di spensierato relax. Ad essere onesti di rilassante c'e' ben poco, anzi in genere si tratta di un'esperienza abbastanza stancante, soprattutto se si vuole fare il proprio dovere dando sempre il massimo.

Oggi sara' una giornata abbastanza dura con, come al solito, almeno tre o quattro attivita' da fare contemporaneamente, quindi sara' meglio che vi lascio, corro a fare colazione (quando ho scritto questo post erano le 7.40) e poi scappo ai laboratori.

5 agosto 2008

Le notti che non ho dormito

Titolo: Le notti che non ho dormito
Autore: Cattaneo, Daniele
Ambientazione: Oggi, in Italia. Ma forse il dove e il quando non importano, e' il come che conta.
Giudizio: Distinto

Commento: Un libro breve che si legge in un respiro lungo come una notte. Una perla preziosa scritta con abile maestria da chi meno te lo aspetti. Raccomandato!

(ATTENZIONE: nel seguito viene rivelata parte della trama)

Se prima d'oggi non avete mai sentito parlare dello scrittore Daniele Cattaneo, non vi preoccupate non e' tutta colpa vostra. Daniele e' un mio coetaneo conterraneo che per alcuni anni ha anche condiviso la medesima carriera universitaria. Poi le nostre strade si sono silenziosamente divise fino a quando il grande cybermondo ha messo i nostri qui-ed-ora nello stesso punto dello spazio-tempo virtuale. In base alla teoria che l'amico del mio amico e' anche mio amico, ho trovato un Daniele Cattaneo tra gli amici di un amico su Facebook e senza pensarci troppo ho cliccato sul bottone Aggiungi come amico. Lui mi ha subito risposto con interesse chiedendomi dove fossi finito e cosa stessi facendo e, dal canto suo, mi ha annunciato di lavorare nel fantastico mondo della moda a Milano e di aver scritto due libri. A quel punto sono partito in quarta (in fondo faccio il ricercatore perche' mi piace ricercare...) e sono andato diretto sul sito della biblioteca del nostro paese e BOOM! eccoti comparire Le notti che non ho dormito. Il secondo libro, invece, se ho capito bene, verra' "distribuito" con la tecnica del book-crossing che gia' Guidone ci raccontava tempo fa. Daniele, se vuoi una mano nella diffusione, non ti resta che chiederlo: l'unico-lab serve anche a questo...!

Ma veniamo al libro. E' una raccolta di scritti di varia forma e natura: si va dal componimento poetico a quello che sembra il testo di una canzone, da un breve racconto che sembra un romanzo liofilizzato ad un soliloquio al telefono con nessuno che alza la cornetta e con il tuuu - tuuu di sottofondo. Ad accomunare tutti gli scritti c'e' il fatto che sono raccontanti in prima persona, come se tanti io volessero confessarsi, ma non svelarsi, raccontarsi, ma solo in segreto e, come direbbe Zucchero, nascondersi dietro una tendina di stelle. Ho letto le prime trenta pagine cercando di associare i personaggi e i loro caratteri a Daniele e ai (pochi) ricordi che ho di lui. Poi mi sono dimenticato che l'ha scritto una persona con cui ho mangiato un sacco di riso alla cantonese da asporto e mi sono goduto il libro.

Mi sono piaciuti principalmente i racconti, questo perche' in genere non sono attratto dalla poesia e sbavo per i romanzi. Questi sono ben scritti, con quello stile vivace che oggi sembra andare per la maggiore fatto da frasi corte, buttate nero su bianco come le grosse pennellate di un pittore impressionista e che un violoncellista definirebbe Pizzicato. All'interno dei racconti piu' lunghi, Daniele ha anche trovato il tempo e lo spazio per brevi digressioni, come quella dolce invettiva verso quei maledetti telefonini di cui oggi non possiamo piu' fare senza, oppure quella citazione di Ammanniti ambientata alle terme di Saturnia che anch'io porto appiccicata nella testa come un post-it giallo fosforescente.

All'inizio pensavo che il titolo derivasse dal fatto che ogni pagina corrispondesse ad una notte insonne, ognuna diversa dall'altra e con un pensiero diverso a tenerti sveglio. Ma vi giuro che ho provato un senso di piacevole stupore quando sono giunto alla fine dell'ultimo brano e li', come aprendo la valigia di Pulp fiction, tutto fu chiaro in me.

Conclusione: Daniele, se hai impiegato tanti notti a scrivere questo libro non lo so, ma io ne ho impiegata una sola per leggerlo: quindi (consiglio 1) o scrivi tanti piu' libri, o ne scrivi di tanto piu' lunghi! A parte gli scherzi, il libro mi e' veramente piaciuto e non lo dico perche' conosco personalmente l'autore e mi sento obbligato a scrivere parole lusinghiere e forse un giorno passera' di qui per leggero cosa ho scritto della sua opera. Avrei detto le stesse cose anche se non avessi conosciuto nessun Cattaneo in tutto il mondo, forse pero' non avrei letto il libro, visto che non e' poi cosi' popolare. Allora, e qui arriva il consiglio 2, quando lancerai il tuo prossimo successo potenziale, faccelo sapere e noi vecchi compagni di involtini primavera e di problemi di elettromagnetismo saremo ben contenti di spargere qua e la' il tuo prezioso lavoro.

3 agosto 2008

Prezzi carburanti in Svizzera (3 Agosto 08)

(Clicca su Aggiornamento prezzi carburanti per un aggiornamento sui prezzi)

Anche se molti di voi sono gia' partiti per le vacanze e hanno fatto fuori mezzo pieno di serbatoio in coda in autostrada, altri partiranno nei prossimi giorni e allora una capatina in Svizzera a fare il pieno potrebbe farvi risparmiare qualche euro.

Ecco la mitica tabellina del risparmio con i prezzi riscontrati al distributore Shell di Pedrinate. Sappiamo che questo non e' il piu' conveniente ma di sicuro e' il piu' vicino a casa mia.












In Italia In Svizzera

Benzina verde al litro € 1.489 CHF 1.959 = € 1.199
Gasolio al litro € 1.489 CHF 2.259 = € 1.382




In settimana, Lucio, un nostro lettore, ci ha chiesto tramite la message box se e' possibile pagare il pieno direttamente in Euro senza dover cambiare. La risposta e' si'! Nei distributori di confine e praticamente tutti quelli del Canton Ticino e' possibile effettuare pagamenti direttamente nella divisa europea. L'unico svantaggio e' che il tasso di cambio effettuato dal gestore (che deve essere esposto) potrebbe non esservi molto favorevole. L'altro svantaggio, che pero' non si applica ovunque, e' che alcuni commercianti vi daranno il resto in Franchi Svizzeri.

La prossima settimana saro' a Ginevra per lavoro quindi potro' dirvi le quotazioni solo sul versante francese.

Pochi inutili nascondigli

Titolo: Pochi inutili nascondigli
Autore:
Faletti, Giorgio
Ambientazione:
Qua e la' in Italia, piu' o meno nel presente.
Giudizio:
Buono

Commento: Bel libro, un altro esercizio di stile del poliedrico Faletti. La forma a racconti brevi lo rende ideale per la lettura sotto l'ombrellone intervallata da un rinfrescante bagno nel mare e un aperitivo con gli amici.

(ATTENZIONE: nel seguito viene rivelata parte della trama)

Pochi inutili nascondigli e' la quarta fatica di Giorgio Faletti, che forse comincia a sentire un po' il peso di questa sua "abusiva" carriera letteraria. Non credo di essere il solo a pensare che i primi tre romanzi sono di un altro livello se comparati a questo libro. A differenza degli altri non e' un romanzo ma una raccolta di racconti, forma letteraria che in generale non mi fa impazzire, ma che gradisco nelle lunghe, e non sempre fresche, serate estive quando tutta la storia di un racconto puo' essere letta di un solo fiato nel tentativo disperato di cadere nelle braccia di Morfeo.

Sei sono i racconti della raccolta accomunati solo dal genere che si puo' definere thriller psicologico. Solo il quinto racconto intitolato L'ospite d'onore, sembra rompere questo schema, per poi pero' mostrarsi come tale nel finale.

Il racconto che mi e' piu' piaciuto e': La ragazza che guardava l'acqua. E' una misteriosa creatura anfibia, un drago forse, che vive in una grotta sotto un tranquillo lago sulla cui superficie i monti giocano a specchiarsi, a raccontare la storia. Lui sa che gli umani sono in linea di principio degli esseri buoni, ma sa anche che la sua presenza potrebbe spaventarli portandoli a compiere gesti sconsiderati. Di tutti gli umani che vengono a trascorrere il loro tempo sulle rive del lago, rimane ammirato da una giovane donna che viene di rado e quando viene le piace stare da sola, a testa bassa a fissare l'acqua e a lasciar cadere le gocce d'acqua che dolorosamente escono dai suoi occhi. Un giorno mentre la ragazza e' in visita al lago incontra un giovane del luogo e immediatamente sboccia l'amore. La giovane donna pero' e' titubante come se ci fosse un aspetto della sua vita che vuole tenere nascosto e privato.

Quello che il drago non sa e' che in realta' la giovane donna e' una schiava dell'eta' moderna: ricattata dal suo protettore non riesce ad abbandonarsi all'amore, finalmente quello vero. Sara' proprio il drago a liberarla dalla sua schiavitu' ammazzando di paura il suo padrone venuto a riprendersela e nascondendone il corpo al sicuro sul fondo del profondo lago.

Vorrei concludere con una citazione riguardo quello che Faletti definisce l'assurdo dei fiori: quelli veri quando sono belli si dice che sembrano finti, quelli finti, quando sono belli, finiscono per sembrare veri.

2 agosto 2008

Aria di vacanza

Ieri e' iniziato il mese di Agosto e decisamente si sente nell'aria il profumo delle vacanze. E non mi riferisco solo al grande caldo che rende quasi impossibile stare sotto il sole, ma anche al fatto che le strade del mio paese sono quasi vuote mentre le autostrade rigurgitano automobilisti incazzati in colonna verso il riposo e il relax.

Anche l'unico-lab andra' in vacanza, un po' scaglionato cosi' che ci sia sempre qualcuno a piantonare la baracca, ma ci potranno essere pause e interruzioni.

Mentre tata da ieri e' ufficialmente in ferie, io devo aspettare anche una quindicina di giorni: lunedi' tornero' a Ginevra per una nuova (e speriamo piu') fortunata campagna di misure con il telescopio. E vi posso assicurare che di sicuro non saranno vacanze. A proposito Guidone, tu sarai a Ginevra settimana prossima? Se si' allora ci faremo la nostra birretta in compagnia.

Oggi sono stato in biblioteca a fare scorta di libri da leggere nelle lunghe notti di presa dati nella speranza che tutto stia andando talmente bene che ci possiamo distrarre un po' per far scorrere il tempo piu' velocemente. Tra i libri che ho preso c'e' anche una sorpresa che vi raccontero' meglio nel dettaglio appena l'avro' finitio.

Per il momento penso che andro' a gustarmi il fresco della sera e a mangiarmi un po' di carne alla griglia... ma chi ha detto che avevo cominciato la dieta?

1 agosto 2008

Vent'anni che non dormo

Per chi si sente precario, non solo nel lavoro, per chi ha lasciato qualcosa a metà, nella sua vita, e non sa se pentirsene o se accettarlo come destino ineluttabile, per chi ha visto tante cose brutte, ma sa ancora sognare e vivere di poesia: un libro simpatico, a tratti triste, a tratti quasi comico, che si legge tutto d'un fiato.
È la storia di Marco, che ha mollato l'università, la ragazza, i tanti lavori precari, la famiglia sfasciata e che vive alla giornata, tra i ricordi dei nonni e le nuove amicizie. Non si puo' parlare di una vera e propria trama (anche la sua avventura come "pappone" che offre agli amici l'amore di una notte -ma sincero!- della sua coinquilina, Chiara, in realtà si risolve in uno dei tanti episodi su cui riflettere). Eppure la lettura è abbastanza scorrevole e lo stile è decisamente riuscito: buon esempio di quella tendenza "caotica" di molti giovani autori che, secondo me, raramente raggiungono una tale efficacia.

Ce n'è per tutti i gusti: dalle descrizioni dettagliate dei cessi degli autogrill ai ricordi da bambino in giro con i nonni, dai travestiti all'Amore (vero o confuso, un po' in tutte le varianti). Ma la cosa più bella è che alla fine, pur nel caos stilistico ed esistenziale, tutto sembra trovare un ordine, una collocazione, che non porta certo a verità assolute, intendiamoci, il senso di precarietà non scompare, ma in bocca rimane un gusto dolce che sembra suggerire che si può andare avanti lo stesso, che si può vivere lo stesso, anche se il nostro futuro non solo non è come ce l'eravamo sempre aspettato, ma addirittura adesso non sembra neppure più avere un senso, fagocitato dalla crudezza del presente.