Cerca nel blog

Loading

4 luglio 2012

Higgs: finalmente ci siamo!

Finalmente ci siamo: questa mattina al CERN sono stati presentati gli ultimi risultati dei due più grandi esperimenti dell'LHC, CMS e ATLAS, sulla ricerca dell'elusivo bosone di Higgs. L'evento ha avuto un gran risalto, sia sui siti di informazione generalisti, sia ovviamente qui al CERN dove mi trovo al momento. Le presentazioni dei due spokesmen (l'italiana Fabiola Gianotti per ATLAS e l'americano Joe Incandela per CMS) si sono tenute nel main auditorium del CERN: vi basti pensare che la coda per entrare nel salone ha iniziato a formarsi alle 4 di questa mattina, e alle 7e30 (orario di apertura delle porte) era lunga almeno 200 metri. Inutile dire che la maggior parte della gente in attesa (me compreso) non è riuscita ad entrare ed ha dovuto seguire la presentazione in una delle altre conference room attrezzate per l'evento. 


La notizia della scoperta della particella di Higgs era già nell'aria da qualche giorno, tutto quello che serviva, come ha spiegato ottimamente toto nel suo post, era il giusto numero di sigma per poter annunciare al mondo il risultato.

Il primo a prendere la parola (contrariamente a quanto successo nelle ultime presentazioni) è stato Joe Incandela per l'esperimento CMS. Nella prima parte della sua presentazione (ma anche in quella della collega di ATLAS) sono stati mostrati gli incredibili progressi ottenuti dall'LHC in termini di luminosità e di dati raccolti. Praticamente nel giro di soli 2 mesi sono stati eguagliati i dati raccolti in tutta la presa dati del 2011. Questo, unito ad un aumento dell'energia dell'acceleratore (da 7 a 8 TeV) ha permesso di aumentare considerevolmente (rispetto alle analisi presentate a fine 2011) il numero di dati a disposizione. Inoltre, in questi 6 mesi i gruppi responsabili dell'analisi dei dati hanno migliorato ulteriormente gli algoritmi di selezione degli eventi, ottimizzando i tagli e l'analisi in generale. Anche i dati raccolti nel 2011 sono quindi stati riprocessati e statisticamente "uniti" con quelli del 2012 in modo da dare un risultato cumulativo.

Alla fine del 2011 è stato osservato un "eccesso di segnale" nella regione di massa sotto i 160 GeV. Purtroppo il numero di sigma non era sufficiente per dichiarare la scoperta, ma sicuramente era un buon punto da cui partire per proseguire le ricerche. In questa regione, i canali più sensibili e promettenti sono il decadimento dell'Higgs in gamma gamma (due fotoni di alta energia) e dell'Higgs in una coppia di bosoni Z (di cui uno virtuale), che a loro volta decadono in 4 leptoni (elettroni o muoni). L'accuratezza del primo canale dipende fortemente dalle prestazioni del calorimetro elettromagnetico, mentre il secondo è sicuramente il canale più pulito e dipende da quanto bene funziona il sistema di tracking. Questa regione di massa è popolata da altri possibili canali di decadimento (come il decadimento in una coppia di quark b e anti-b o in una coppia di leptoni tau e anti-tau), ma al contrario dei due canali "principe", questi ultimi sono accompagnati da molta "sporcizia" (o background) ed è quindi difficile riuscire a discriminare il segnale dal fondo.

Veniamo quindi ai risultati: due sono i modi per "cercare" una nuova particella:
- Riuscire a dire dove sicuramente "non è", e al contempo...
- Cercare delle regioni in cui invece può essere. 

Questo è l'approccio al problema che gli esperimenti di fisica delle particelle da LEP in poi (passando per il TEVATRON e arrivando ad LHC) hanno adottato da quasi 20 anni. La figura qui sotto a sinistra mostra quanto si sapeva alla fine del 2011: le zone rosse sono quelle in cui sicuramente l'Higgs non poteva trovarsi, le altre zone erano ancora possibili. A destra invece c'è quanto sappiamo da oggi...



Praticamente tutta la regione di bassa massa è stata eliminata, tranne una piccola zona larga meno di 10 GeV. In corrispondenza di questa regione è ben evidente un picco a 125-126 GeV. Combinando i risultati ottenuti con entrambi i canali (gamma gamma e ZZ*), la significanza del picco è 5.1 sigma. Questo significa che c'è una probabilità di 3x10^-7 che questo picco sia dovuto ad una fluttuazione del fondo: diciamo che è molto improbabile. Citando la frase del direttore generale del CERN:"I think we have it".

Una cosa importante che entrambi gli esperimenti hanno sottolineato nelle slide di conclusione (ma che ha sottolineato anche il direttore generale nei commenti finali) è che c'è l'osservazione di un nuovo bosone che sembra comportarsi come l'Higgs del modello standard. Tuttavia è necessario studiarne in dettaglio le proprietà (massa, larghezza, canali di decadimento, costanti di accoppiamento, numeri quantici) per sapere con certezza se si tratta di esso o di uno degli altri bosoni di Higgs predetti da diversi modelli teorici, per esempio dai modelli super-simmetrici. In definitiva, la scoperta di oggi è solo il primo passo verso la comprensione di questa elusiva particella!

Chiunque può lasciare commenti su questo blog, ammesso che vengano rispettate due regole fondamentali: la buona educazione e il rispetto per gli altri.

Per commentare potete utilizzare diversi modi di autenticazione, da Google a Facebook e Twitter se non volete farvi un account su Disqus che resta sempre la nostra scelta consigliata.

Potete utilizzare tag HTML <b>, <i> e <a> per mettere in grassetto, in corsivo il testo ed inserire link ipertestuali come spiegato in questo tutorial. Per aggiungere un'immagine potete trascinarla dal vostro pc sopra lo spazio commenti.

A questo indirizzo trovate indicazioni su come ricevere notifiche via email sui nuovi commenti pubblicati.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...