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13 marzo 2011

Domande e risposte sui reattori nucleari a fissione


Questo articolo non vuole sostituire la serie di articoli completi circa i vari tipi di reattori nucleari che avevamo pubblicato tempo fa (reattori a fissione, fusione, l'energia nucleare e l'arricchimento dell'uranio), ma vuole solo raccogliere una serie di domande e possibilmente risposte che la gente si sta ponendo in questi momenti di tensione a causa dell'emergenza nucleare in Giappone (Live-blogging).

Se avete altre domande che non sono ancora elencate qui sotto, potete chiedere nel box dei commenti.

Elenco delle domande e risposte:
 


Spegnere un reattore significa interrompere la reazione a catena in cui un atomo di combustibile (in genere uranio) rompendosi in due parti emette anche un certo numero di neutroni che andranno a colpire e rompere altri atomi di combustibile. Per spegnere il reattore è necessario abbassare il flusso dei neutroni, così non ci saranno più fissioni, questo è possibile utilizzando le cosiddette barre di controllo, ovvero dei cilindri di materiale che cattura neutroni e che nel reattore sono posizionate tra due o più barre di combustibile.
Lo spegnimento di emergenza, anche noto come SCRAM, avviene inserendo simultaneamente e il più velocemente possibile le barre di controllo all'interno del nocciolo. Una volta che le barre sono nel reattore, questo si spegne quasi istantaneamente (questione di frazioni di secondo) passando dal 100% della sua potenza termica ad un 10% circa. Questa potenza residua non è infatti dovuta alla reazione a catena, ma al decadimento dei prodotti di fissione, ovvero agli altri isotopi radioattivi prodotti dalla fissione nucleare. Il reattore SCRAMmato continuerà a produrre calore per un tempo che va da ore a giorni a seconda del tipo di reattore, della sua potenza e per quanto tempo ha operato a piena potenza. Per questo motivo necessita di essere continuamente raffreddato.


Decadimento della potenza dopo lo spegnimento
del reattore
Se avete letto la risposta alla domanda precedente, allora avrete già scoperto anche parte di questa risposta. Per interrompere la reazione a catena, che è la principale fonte di calore all'interno del reattore nucleare è una questione di istanti. Ma poi il reattore non è completamente spento: nel senso che non solo è caldo, ma continuerà a produrre calore per svariato tempo. In altre parole, quando spegnete il forno di casa, allora questo resterà caldo, ma nel giro di poche decine di minuti disperderà il suo calore riscaldando l'ambiente e tornerà ad essere freddo. Quando si esegue lo SCRAM di un reattore è come se riducessi la potenza del tuo forno da quella iniziale al 10%, è per questo che ci vuole molto più tempo per raffreddarlo.
Nel caso di un reattore appena spento come quello di Fukushima, la sua potenza termica passa da oltre un 1GW a qualche decina di Megawatt, per poi diminuire piuttosto lentamente come vedete nel grafico qui a fianco. Dopo una settimana dallo spegnimento, il reattore continua a produrre da 5 a 10 Megawatt di potenza che deve essere dissipata se non si vogliono correre rischi di danneggiare il nocciolo.

Si definisce intrinsecamente sicura una centrale nucleare a coefficiente di vuoto negativo. In questo modo avrei forse passato l'esame di ingegneria nucleare, ma di certo non risposto alla tua domanda, cara Anonima Prof.
Come prima cosa dobbiamo definire la reattività di un reattore. Questa è il parametro fondamentale di ogni reattore nucleare perché ci dice come fare per mantenere la potenza termica, ovvero il calore generato dal combustibile, stabile. Facciamo un esempio. Sei in automobile e stai andando a 50 km/h perché sei una cittadina modello che rispetta i limiti di velocità; ad un certo punto incontri una discesa e senza che tu faccia nulla, la velocità dell'auto aumenta. Per mantenerla costante devi come prima cosa togliere il piede dall'acceleratore ed eventualmente pigiare il pedale del freno. La stessa cosa succede per un reattore. Mantenere costante la potenza del reattore significa monitorare il fattore di moltiplicazione, che è un altro modo di dire per il numero di neutroni nel reattore, e che - fatta ancora più semplice - rappresentano il numero di reazioni di fissione che stanno avvenendo. Ora se la densità del liquido di raffreddamento che scorre vicino alle barre di combustibile, oppure le proprietà delle barre di controllo o quelle dello stesso combustibile cambiano (è l'equivalente della discesa, in auto) allora bisogna correggere il fattore di moltiplicazione cambiando per esempio la posizione delle barre di controllo.
Immagine rubata da Wikipedia
alla voce BWR dove trovate anche
la legenda

Veniamo al coefficiente di vuoto. Nei reattori nucleari si deve utilizzare un refrigerante che scorre vicino alle barre perché queste non fondano. Questo refrigerante può essere liquido o gassoso, non necessariamente acqua. Tutti i reattori di Fukushima I sono BWR, ovvero ad acqua bollente, il che significa che acqua bollente ad alta pressione viene fatta scorrere vicino alle barre. L'acqua che bolle è piena di bolle, appunto, e queste sono piene di niente, ovvero vuote. Ora cosa succede quando un neutrone passa attraverso una bolla vuota? Assolutamente nulla, a differenza di quando passa attraverso l'acqua che tende a rallentarlo. Questa differenza tra i pieni e i vuoti deve essere corretta per poter mantenere costante la potenza del reattore. I reattori a coefficiente di vuoto negativo sono quelli in cui se il sistema di raffreddamento presenta più vuoti del normale, cioè l'acqua sta bollendo di più, oppure sta uscendo da qualche parte, allora la potenza del reattore tende a diminuire perché i neutroni non sono moderati a sufficienza. I reattori a coefficiente di vuoto positivo, come il tristemente famoso caso di Chernobyl, si comportano esattamente all'opposto, ovvero scaldano sempre di più in presenza di vuoti.
I reattori BWR sono generalmente a coefficiente di vuoto negativo e quindi intrinsecamente sicuri.

Per i più esperti

In un reattore di tipo BWR, la potenza è essenzialmente regolata tramite il flusso di moderatore (acqua) nel core. Le barre di controllo sono utilizzate per grosse modifiche di reattività. Questo è possibile perché il moderatore è lo stesso liquido che produce il vapore bollente che passerà nelle turbine.

Nel momento in cui si aumenta il flusso nel core per aumentare la potenza, si permette ad un maggior quantitativo di moderatore freddo (quindi, a maggiore densità) di circolare nel vessel: in questo modo l'efficacia del moderatore aumenta (diminuisce la probabilità di leakage dei neutroni) e di conseguenza la reattività (e il calore) aumenta.

Inversamente, quando si vuole diminuire la potenza generata, si riduce il flusso di moderatore che di conseguenza aumenta di temperatura (e la frazione di vapore), la densità del moderatore si riduce e di conseguenza aumenta la probabilità di leakage. Questo tende a ridurre l'efficacia della reazione nucleare.

In pratica, quando si aumenta la potenza generata dalla centrale, il reattore si stabilizza ad una temperatura superiore; quando si riduce la potenza, il reattore si stabilizza ad una temperatura più bassa.

Possiamo definire la reattività = (K_eff - 1)/K_eff, dove k_eff è il fattore di moltiplicazione effettivo. Quando la reattività = 0, il reattore è esattamente critico. 


fonte Valeriano

Il reattore 1 della centrale Fukushima I, quello dove è avvenuta l'esplosione, è alimentato con diossido di uranio (in gergo UOX), mentre il reattore 3, l'altro che sta avendo seri problemi, è alimentato con MOX, ovvero una miscela di ossidi di materiali fissili o fertili. In genere è una miscela di ossidi di uranio (naturale, impoverito e riprocessato) e di plutonio.

Ho deciso di riformulare questa risposta perché come era scritta in precedenza poteva essere interpretata in modo troppo catastrofico. Mai come in questi giorni, mi sto rendendo conto che anche le virgole contano. 

Questa è forse la domanda più terribile che la gente in questi momenti si sta domandando. Il nucleo è quella parte del reattore che contiene le barre di combustibile disposte secondo una precisa geometria in modo da poter sostenere la reazione a catena quando non ci sono barre di controllo e di interromperla quando le barre sono inserite. Il nucleo è incapsulato in altri due sistemi di contenimento (vedi domanda seguente). Una volta che la reazione è iniziata le barre si scaldano e questo calore viene regolato da un refrigerante (in generale acqua) che a sua volta viene utilizzato per produrre energia.
Quando viene progettata una centrale si ipotizza che il disastro peggiore che può succedere è che il nucleo si fonde, quindi perché il reattore possa operare in sicurezza serve progettare un sistema che prevenga il fatto che il nucleo fuso possa creare un pericolo per l'uomo e l'ambiente. 
Se dovesse mancare il raffreddamento o se questo per qualsiasi motivo non dovesse essere sufficiente allora la temperatura delle barre potrebbe superare il punto di fusione (meltdown) trasformandosi in una sorta di magma. Questo combustibile fuso cambia la forma e la geometria delle barre e potrebbe riconfigurarsi in modo tale da re-iniziare la reazione a catena nonostante la presenza delle barre di controllo.
Il combustibile fuso è come una sorta di magma radioattivo a separarlo dall'ambiente restano ancora due barriere protettive. Se la prima (il vessel) dovesse rompersi e lasciarlo uscire, allora entrerebbe in azione la terza ed ultima linea di difesa, il confinamento stagno che è dotato di un dispositivo - il core catcher - in grado di ingabbiare il nucleo fuso. Dopo parecchio tempo, il magma si raffredda e il contenimento diventa una cassaforte piena di metallo fuso altamente radioattivo. Questo è quello previsto dal progetto del reattore, l'unico elemento che non può fallire è l'ultima linea di difesa: il contenitore stagno.
Voi però probabilmente vi starete domandando cosa succede se anche questo fallisse. Questa sarebbe la situazione più catastrofica possibile e anche una vera e propria apocalisse, alti livelli di radiazione, contaminazione e sarebbe una nuova Chernobyl, però al momento siamo molto lontani da questo punto.
Giusto per tranquillizzare i più paurosi: anche se dovesse fondere il nocciolo questo non esplode come una bomba atomica.
Per meglio comprendere come la sicurezza di un reattore nucleare sia garantita dai tre livelli di contenimento vi consiglio di leggere la risposta alla domanda seguente.

Visto che stiamo parlando di noccioli che fondono, barre di uranio e vasche di contenimento, forse è meglio chiarire di cosa stiamo parlando anche guardando questo disegno che vi vado a spiegare nel dettaglio. Sottolineo che il discorso è valido per i reattori di Fukishima I, ma piuttosto facilmente estensibile ad ogni BWR.

Schema di un BWR dove sono visibili sia il contenimento del nocciolo sia quello secondario
esploso a Fukushima
Partiamo dal combustibile. Questo è diossido di uranio, che potete immaginare come una ceramica che fonde a circa 3000 gradi della forma di una grossa pastiglia, il termine tecnico è pellet, proprio come quelli della stufa, ma di UOX anziché legno. Questi pellets sono infilati in un tubo di Zircaloy (temperatura di fusione 2200 gradi), una lega di zirconio altamente resistente alla corrosione. Questo è il primo confinamento, la divisione tra il combustibile e il mondo esterno. Queste barre di zircaloy sono raggruppate secondo una specifica geometria e disposte all'interno del reattore. Questo è il nocciolo o nucleo.
Il nucleo è quindi inserito nel cosiddetto vessel, ovvero un pentolone estremamente resistente che contiene le barre e in cui viene fatta circolare l'acqua di raffreddamento. All'interno del vessel possono essere inserite le barre di controllo per modificare il fattore di moltiplicazione, ovvero la potenza termica del reattore ed eventualmente arrestarlo. Il vessel è appoggiato su un grosso piedistallo di cemento riempito con materiali speciali che servono a formare il cosiddetto "core-catcher" di cui vi parlerò nel prossimo paragrafo.
Il vessel con tutti i servizi (tubi, condotte, riserve d'acqua, ecc) sono inseriti in un ulteriore contenitore. Questo è una struttura a tenuta stagna realizzata in acciaio e la sua ragione di esistere è quella di contenere il nucleo in caso di una fusione parziale o completa. In linea di principio questo terzo contenimento dovrebbe essere in grado di contenere l'intero nucleo fuso per tempo indeterminato. Infatti in caso di completa fusione del nucleo e successiva rottura del vessel, il magma di combustibile viene catturato dalla grafite che agisce da moderatore e interrompe la reazione a catena, fermandone l'espansione.
Il terzo contenimento è circondato da un edificio, che è quello che è esploso nei reattori 1 e 3 di Fukushima e che agisce solo da protezione contro gli agenti atmosferici.
(Parte delle informazioni in questa risposta sono state riadattate da questo bell'articolo in inglese).


Le ultime notizie riguardo l'esplosione che ha colpito il reattore 2 di Fukushima 1 parlano di un boato proveniente dalla vasca di soppressione (in inglese suppression pool). Se guardate il diagramma del reattore rappresentato nell'immagine qui sopra, noterete che nella centrale al di sotto del nocciolo c'è una struttura a forma di ciambella (si chiama toro in linguaggio tecnico). Questa contiene acqua che può essere utilizzata per far condensare vapore in eccesso in caso di emergenza. Quando è avvenuta l'esplosione la pressione all'interno della vasca è scesa di circa due atmosfere suggerendo che ci fosse una perdita. Questo sospetto è aumentato quando è stato misurato un picco di radioattività (8 mSv/h) sul bordo della centrale, ma poi è subito scesa. Verifiche effettuate non appena possibile hanno però confermato che non ci sono stati danni al confinamento esterno che è la parte più importante per eventualmente contenere il nocciolo fuso.

Perché viene lasciato uscire attraverso delle apposite valvole. Cerchiamo di capire il perché. Nel caso di nucleo caldo e perdita di raffreddamento, l'acqua che è vicina alle barre tende a evaporare, formando del vapore acqueo. Questo vapore, in condizioni di funzionamento normale viene fatto condensare nella vasca di soppressione, ma in caso di LOCA (incidente da perdita di raffreddamento) il vapore è troppo per essere smaltito. Bisogna far uscire dal vessel pressurizzato questo vapore perché altrimenti si va ad accumulare ed impedisce all'acqua di tornare a circolare qualora il raffreddamento venisse riattivato. Ci sono delle valvole di emergenza che servono allo scopo e permettono di ridurre la pressione rilasciando nell'ambiente il vapore acqueo. Tutti i fumi emessi dal reattore vengono fatti passare attraverso filtri, ma qualcosa che scappa c'è sempre.
Se il combustibile è ben isolato nelle barre, allora il vapore emesso è sì radioattivo, ma non contiene prodotti di fissione. Questo è importante perché gli isotopi che si creano nell'acqua di raffreddamento hanno una vita media talmente breve che difficilmente possono arrecare danni all'ambiente e all'uomo. In caso contrario, ci può essere dispersione di elementi molto più pericolosi, tra i quali, ma non solo, i molto volatili Cesio-137 e Iodio-131 di cui tanto si parla.
L'esplosione che è avvenuta al reattore 2 è stata verosimilmente causata (la causa verrà confermata solo quando l'emergenza sarà terminata e inizierà l'indagine vera e propria) da una di queste valvole di ventilazione di emergenza che non si è aperta.

Il combustibile spento, ovvero quello che è già stato utilizzato e che altre volte viene chiamato altamente irraggiato, contiene tutti i prodotti di fissione, ovvero gli atomi più piccoli in cui l'uranio si è spaccato. La gran parte di questi è radioattiva ed ha un tempo di dimezzamento molto breve, non tutti a dire la verità, ce ne sono alcuni che ci resteranno sullo stomaco per molti anni se non secoli (ahi le scorie!). Fin tanto che le barre sono dentro al reattore, il fatto che siano altamente radioattive non è un problema, perché il contenimento del reattore scherma bene, e queste radiazioni aiutano a scaldare l'acqua e produrre energia. Ma quando togliamo il combustibile, per mettercene di nuovo, tutta questa attività diventa un duplice problema. Il primo è che vogliamo abbattere la dose che producono e quindi ci serve uno schermo, la seconda è che vorremmo tenerle al fresco per evitare che questi decadimenti radioattivi possano surriscaldarle e rovinarle. L'acqua è la soluzione ad entrambi i problemi: è uno buono schermo e si può tenere al fresco! Il fatto che queste piscine abbiano un tipico colore blu "nucleare" dipende dall'effetto Cerenkov.

Il termine tecnico è diventino critiche. La criticalità è una configurazione geometrica di materiale fissile in cui il campo di neutroni è in grado di sostenere in modo autonomo la reazione a catena. In principio il combustibile spento può raggiungere la criticità, una criticità accidentale perché chiaramente non voluta, ma è piuttosto improbabile, perché c'è molto spazio tra di loro, il combustibile non è più così ricco di U-235 come lo era quando era fresco e soprattutto contiene molti elementi chiamati "veleni" prodotti dalla reazione a catena e che catturano i neutroni.

Utilizzare l'acqua del mare per raffreddare i noccioli dei reattori e anche i contenitori è l'ultima spiaggia. L'acqua di mare contiene tantissime impurezze, sale in primo luogo, che andranno a danneggiare tutti i sistemi di servizio e di controllo del reattore. In pratica nel momento in cui viene iniettata acqua di mare si firma la dichiarazione di morte del reattore che dopo non potrà più essere utilizzato. Insieme all'acqua viene iniettato anche boro, un elemento in grado di assorbire neutroni e che quindi dovrebbe interrompere eventuali reazioni di fissione che sono ripartite a causa della parziale fusione e riconfigurazione del combustibile.

Le barre di combustibile sono dei tubi di zircalloy che contengono pastiglie di ossido di uranio arricchito. L'acqua di raffreddamento non entra mai in contatto con l'uranio e quindi non può portare via i prodotti di fissione che sono altamente radioattivi. Questo però non significa che l'acqua non diventi radioattiva. Infatti nonostante quell'acqua sia particolarmente pura e privata di quasi tutti i minerali (demineralizzata), contiene una minima parte di impurezze che possono attivarsi sotto l'effetto dell'enorme flusso di neutroni all'interno del reattore. In genere questi isotopi hanno tempi di dimezzamento molto brevi e quindi non sono mai un problema per l'uomo o per l'ambiente, anche perché si tratta di un circuito chiuso che viene svuotato solo in casi eccezionali.
Se facendo un'analisi della radioattività dell'acqua dovessi scoprire Cesio o Iodio che sono indiscutibilmente prodotti di fissione, allora avrei una prova provata che che le barre di zircalloy sono compromesse e che l'acqua è venuta in contatto con il combustibile nucleare.
Iniettare acqua di mare significa avere molte più impurezze e di conseguenza il rischio di avere molta più radioattività nell'acqua ed eventualmente nel vapore prodotto.

Durante la reazione di fissione un atomo di uranio si spacca in due piccoli. Tra questi, ci sono e sono particolarmente pericolosi per la salute iodio e cesio.

Questi dispositivi di protezione non servono tanto a schermare dalle radiazioni, dovrebbero essere di piombo e sarebbe impossibile compiere qualsiasi attività, ma piuttosto servono per evitare la contaminazione con sostanze tossiche e radioattive prodotte all'interno della reazione. Il fatto che molti Giapponesi vadano in giro indossando una mascherina non è molto significativo, o meglio non è necessariamente collegato alla contaminazione, visto che le indossano regolarmente anche in situazioni normali.

Avete altre domande? Fatele (scrivete nel box qui sotto) e cercherò di rispondervi!

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114 commenti:

  1. Mi chiedo come in Italia si possa ancora proporre il nucleare dopo un referendum che lo ha bocciato.

    Mi chiedo come si possa dire che il nuclare sia una tecnologia sicura quando non si conosce come dominarla in caso di incidenti e si consideri la durata della contaminazione.

    Mi chiedo come si faccia a concepire una tecnologia che crea scorie che non si sanno smaltire.

    I pidocchi mangiano le foglie della pianta che li nutre fino ad ucciderla.

    RispondiElimina
  2. Ciao Anonimo,

    a dire la verità mi aspettavo domande tecniche, però vanno bene anche le tue anche se vorrei evitare l'innescarsi di un flame pro e contro nucleare.

    Mi chiedo come in Italia si possa ancora proporre il nucleare dopo un referendum che lo ha bocciato.

    Per quanto riguarda il referendum, mi sembra di ricordare che quello che gli Italiani hanno votato fosse una moratoria all'uso del nucleare come fonte di energia per un numero limitato di anni. Dico credo, perché a quel tempo non avevo diritto al voto e il linguaggio delle leggi non è quello che capisco meglio. Se avete informazioni a riguardo, sono molto ben gradite.

    Mi chiedo come si possa dire che il nuclare sia una tecnologia sicura quando non si conosce come dominarla in caso di incidenti e si consideri la durata della contaminazione.

    Il nucleare e il radioattivo fanno male e generano una gran paura. Mi domando come mai nessuno abbia ancora parlato di quella raffineria in fiamme ripresa in molte fotografie. Mi spiace, ma possiamo parlare di poca preparazione nel caso dei primi incidenti nucleari che purtroppo sono sfociati nel tristemente noto Chernobyl, ma questa volta siamo davanti ad una causa che è tutt'altro che un errore umano. La centrale di Fukushima I è stata colpita da uno dei più imponenti terremoti della storia moderna, i sistemi di sicurezza sono entrati in funzione, ma uno tsunami tra i più potenti della storia pochi minuti dopo ha messo fuori uso i sistemi di emergenza. Mancava solo che ci cadesse sopra un meteorite per concludere l'opera. Se al posto della centrale nucleare ce ne fosse stata una a combustibili fossili ora parleremmo dello sversamento in oceano di milioni di litri di petrolio.

    Mi chiedo come si faccia a concepire una tecnologia che crea scorie che non si sanno smaltire.
    Hai una soluzione per l'effetto serra e la riduzione di CO2? Quelle sono le scorie delle centrali convenzionali, ma ormai siamo abituati al buon vecchio smog.

    I pidocchi mangiano le foglie della pianta che li nutre fino ad ucciderla.
    Affermazione entomologica di cui non so nulla! :-) Scusa la battuta serviva per sdrammatizzare. Hai perfettamente ragione, stiamo divorando le risorse della terra. Io sono convinto e questa è la mia opinione che serve uno sviluppo più sostenibile che non significa ritornare al medioevo. Il nucleare non è la soluzione definitiva al problema energetico, ma può essere una soluzione intermedia per tamponare il tempo necessario per giungere ad una energia ancora più pulita, per tutti e che non consumi troppo la nostra amata terra.

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  3. Bravo Toto!
    LEggendo il primo commento mi sono venute in mente le immagini del villaggio spazzato via dalle acque della diga che ha ceduto.
    L'ingegneria edile e' data per sicura? L'idroelettrico? Accettato, consolidato, sicuro?

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  4. Purtroppo quando la natura ci dimostra tutta la sua forza, restiamo sempre senza parole. Come già dicevamo sul post del live blogging in questi casi va peggio dello scenario peggiore.

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  5. Certo l'edilizia non è sicura, come non lo è nulla davanti alla forza della natura... Ma se una diga cade è una catastrofe limitata nel tempo, il posto può essere riutilizzato, nel caso del nucleare No!
    Quindi perché investire la propria intelligenza e il denaro pubblico per sviluppare un'unergia così pericolosa?

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  6. Ok se la mettiamo cosi': le valutazioni vanno fatte in termini di costi-benefici dove i costi non sono ovviamente solo monetari...
    E' un'analisi alla base di una materia che ho studiato tanto tempo fa: la fisica medica.
    Le radiazioni vengono usate per distruggere i tumori, ma non solo. Sempre di piu' oggi vengono usate anche su soggetti 'presunti' sani per diagnosticare tumori.
    In tutti questi casi si fa un analisi di 'costo-beneficio' e si scelgono le radiazioni!
    Sulla limitatezza temporale delle catastrofi: Toto ha gia' parlato dei problemi legati alle scorie non radiaoattive del petrolio, anche quelle rimangono nel tempo... e' vero, le mutazioni genetiche che causano i radioisotopi si protraggono per generazioni, ma io direi altrettanto dei 'danni' provocati sull'economia e il benessere di una popolazione che non ha indipendenza energetica.
    Non si puo' negare la pericolosita' del Nucleare, ma non si devono nemmeno ignorarne i benefici.

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  7. Riguardo il referendum, purtroppo è un falso storico. E.g. http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_1987_in_Italia
    Incredibile ma vero, non ha mai abolito l'uso del nucleare in Italia. È stata una successiva gara interna all'allora già eccellente classe politica italiana a chi si calava più velocemente le braghe populiste....
    Ciao
    Mario

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  8. Alla fine l'Italia è circondata da centrali nucleari ormai antiquate, quindi non vedo perché solamente noi dobbiamo creare mille polemiche a riguardo. Se dovesse esserci un disastro in una di queste a noi adiacenti, non saremmo immuni dalle eventuali radiazioni che si sprigionerebbero nell'atmosfera; oltre al fatto che gran parte della corrente la importiamo dall'estero, pagandola profumatamente, e molte volte arriva proprio dalle centrali nucleari che alcuni si ostinano a non volere sul nostro territorio.

    Complimenti per l'articolo.

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  9. Totus carissimo, hai dati sull'abbondanza dei gicimenti di materiale fissile? Mi sembra di aver letto stime che predicono in una quarantina d'anni la durata dei giacimenti di Uranio: se fossero corretti, ipotizzando un tempo di venti-trent'anni per costruire una centrale nucleare da zero (identificazione del sito, progetto realizzazione etc.), uno potrebbe farsi due domande sulla convenienza di scegliere il nucleare ORA, in Italia.
    (Il sospetto e` che questa scelta sia piu` che altro il tentativo di una seconda Salerno-Reggio Calabria, cioe` un cantiere sempre aperto, continua fonte di soldi pubblici per imprese di costruzione private)

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  10. Questo si che e' un buon punto 'contro', grazie MarKino

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  11. Bravi ragazzi, questo è un buon punto!

    La situazione dei giacimenti e della loro accessibilità è una cosa sempre in dibattito e in divenire. Chiaramente è un assett strategico sia dal punto di vista economico che militare. Ho letto rapporti contrastanti, te ne cito uno IAEA del 2009 in cui oltre ai giacimenti di uranio si mostra anche quanto HEU (highly enriched uranium) utilizzato per le armi sia stata riconvertita in combustibile.

    Costruire una centrale oggi significa progettarla in modo da poter utilizzare MOX, ovvero una mistura di ossidi di materiali fissili o fertili. Questo perché riprocessando il combustibile irragiato (cosa vietata in USA per motivi anti-proliferazione e terrorismo) è possibile recuperare parecchio uranio 235 e altri transuranici - tipo plutonio - che sono prodotti dalla fissione e possono essere "ribruciati".

    E poi c'è il torio, che è circa 5 volte più abbondante dell'uranio, che non ha problemi di proliferazione e che se aggiunto al MOX produce combustibile fresco.

    Insomma c'è tanta ricerca che si può e secondo me deve fare. Ripeto fino alla noia il nucleare così come è non è la soluzione definitiva al problema energetico, ma è una buona base di partenza.

    (Il sospetto e` che questa scelta sia piu` che altro il tentativo di una seconda Salerno-Reggio Calabria, cioe` un cantiere sempre aperto, continua fonte di soldi pubblici per imprese di costruzione private)
    Questo è un altro problema, che purtroppo c'entra poco con la tecnica e la scienza, ma con la politica italiana. Sono convinto che i fisici, gli ingegneri e i tecnici italiani siano bravi tanto quanto i vicini francesi che fanno funzionare le centrali che ci danno la corrente. Ma come sono i nostri politici?

    Se però partiamo da questo presupposto ci ritroviamo in una situazione in cui nulla di nuovo e importante può essere realizzato perché ci sarà sempre qualche politico che già pregusta il magna-magna.

    RispondiElimina
  12. Lungi da me l'idea di fare discorsi qualunquisti, mi chiedevo solo se l'enfasi attuale per il nucleare in Italia non fosse dettata piu` da interessi particolari, pittosto che da un piano ragionato sul lungo termine per l'approvvigionamento energetico (anche se e` chiaro che questo problema esula dalla discussione che stai tenendo).

    RispondiElimina
  13. @MarKino, lo sai che fin tanto che parliamo di cose tecniche e di C++ forse posso anche dire qualcosa di sensato, ma quando ci buttiamo sul politico allora divento molto debole.

    Dal punto di vista politico, vedo che Paesi come la Francia non rallentano (almeno fino a questo incidente) la loro produzione nucleare, e mi sembra di aver capito che Obama volesse rinvigorire il programma nucleare americano.

    Quello che ci vorrebbe è una discussione seria, che non sia limitata da interessi di partito e dalle esigenze immediate. Come hai detto tu un piano ragionato per l'approvvigionamento energetico

    Certo questo incidente non aiuterà a prendere una decisione senza pregiudizi e condizionamenti di sorta.

    RispondiElimina
  14. visto che sei stato bravo, ti lascio un altro compito a casa (che secondo me e` piu` lo spunto per un altro post); allora, penna in mano, foglio protocollo e scrivi:
    Tema - I prodotti di scarto di una centrale nucleare: classificazione e smaltimento.

    Scherzi a parte, ne so poco, quindi magari una bella analisi tecnica ariguardo completerebbe l'overiview sull'argomento energia nucleare.

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  15. Va bene, prof! Quanto tempo ho? No, perché mia moglie è sul limite della sopportazione e se mi vede al pc ancora un po' mi uccide. In questi giorni non so quante ore ho dormito e non per colpa dei baby!

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  16. Ciao, sto seguendo praticamente la situazione in diretta e ora il sito ansa ha pubblicato la notizia che tutte le barre dei tre reattori sono rimaste scoperte inoltre, in uno forse è già iniziata la fusione e il Giappone ha chiesto l'aiuto Usa; ora mi chiedo, le barre son state messe ma nn han rafreddato il reattore, l'acqua del mare è stata iniettata e non ha funzionato cmq, la cupola che copriva il primo reattore è esplosa, e son passati tre giorni ormai. Non è che la contaminazione sia già iniziata e il governo cinese non voglia allarmare la popolazione continuando a dare la speranza di essere ancora sulla via della soluzione?
    e poi.. un altra domanda... quando i rettori son fermi e raffreddati le barre si devono lasciar la per non far ripartire il processo o si possono togliere e il reattore comunque non parte?

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  17. Caro Poshfla, credo tu stia facendo un po' (tanta) confusione. In un reattore ci sono due tipi di barre: quelle di combustibile contenute nello zyrcalloy e che sono quelle che producono calore. Poi ci sono le barre di moderatore che servono per regolare e spegnere la reazione. Il combustibile è raffreddato con un liquido. Leggi bene il post qui sopra per capire come funzionano.

    C'è poi la questione della fiducia. I Giapponesi e in un secondo luogo tutti noi, siamo costretti a credere a quello che le autorità ci dicono. Puoi fidarti o no. Se non ti fidi, devi andare tu a fare le misure di dose.

    La contaminazione è già iniziata qualche giorno fa. A partire da questa notte si è innalzata, ma questa volta i cinesi non c'entrano nulla.

    RispondiElimina
  18. @MarKino

    Mi sono ricordato che avevo già scritto qualche cosa sulle scorie nell'articolo vecchio sui reattori a fissione. Prova a dargli un'occhiata, lo trovi qui e dimmi cosa manca o cosa vorresti aggiungere per poter aver una visione completa.

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  19. Un altro punto di vista:

    Ogni tanto fa bene ricordarlo FISSIONE NUCLEARE:
    pro
    Non produce gas serra, o, meglio ne produce pochi.
    contro
    1) scorie: praticamente eterne, restano radioattive per decine di migliaia di anni, NON ESISTONO ne contenitori ne tantomeno dei luoghi sicuri per questo arco temporale (nessun sito oggi non sismico, lo sarà sicuramente anche nell'anno 30000). Costi di smaltimento delle scorie da calcolare per 30000 anni.
    2) Pericolo di incidente: per quanto sicure siano esiste sempre la possibilità di incidenti, il disastri Giapponese ne è la conferma. Basta un solo incidente per provocare migliaia, se non milioni di vittime (sia morti sia come deformazioni o malattie)
    3) URANIO : l'uranio è sempre più difficile da trovare, si sta esaurendo e lo farà prima del petrolio (e meno male.....dico io), pertanto i costi del combstibile aumenteranno rendendo sempre più antieconomica la produzione di energia.
    4) Costi di costruzione e smaltimento:
    Si parla di costi di 1 miliardo di euro per centrale, costi calcolati al giorno di oggi. Nei 10 anni di costruzione è probabile che siano molti di più. Dulcis in fondo: quando dovremo smantellarla per fine vita produttiva i costi saranno MAGGIORI perchè tutto il materiale della centrale sarà radioattivo e andrà trattato come scorie nucleari.
    5) altri inquinamenti: l'acqua usata per produrre l'elettricità, le perdite dai circuiti di raffreddamento e le perdite radioattive in generale sono frequenti e inevitabili. La contaminazione per chi vive vicino è praticamente certa, come le malattie connesse e i bambini nati con deformazioni.

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  20. pugliese che vive a parma preoccupato15 marzo 2011 12:48

    Ciao a tutti... fino a qualche anno fa ritenevo che il nucleare fosse una valida alternativa alle centrali elettriche convenzionali, portando verso i benefici il famoso rapporto "costi/benefici". Il problema però è un altro:
    è vero che dal punto di vista tecnico, abbiamo raggiunto dei livelli di conoscenza ingegneristica tale da pensare e progettare sistemi di sicurezza validi (anche se il reattore EPR di Olkiluoto non è è proprio un valido testimonial), ma non possiamo prescindere dalla realtà politica!
    E' come dire che la cocaina, da cui derivano gli anestetici locali, viene usata allo stesso modo dai medici o dai tossicodipendenti (molto spesso le due figure non sono separate purtroppo).
    Intendo dire che non ho la certezza, e quando si parla di nucleare la certezza la pretenderei, che tutto il background (dal progetto, alla realizzazione, alla gestione, alla gestione di eventuali emergenze o incidenti!!) in Italia sia orientato al "beneficio" pubblico, perchè la maggior parte dei FATTI STORICI-ECONOMICI in Italia dimostra che le "grandi opere" al sud come al nord, sono state una imponente buco nero finanziario che ha inghiottito le risorse pubbliche per restituirle a qualche potente imprenditore. Senza voler necessariamente individuare qualche persona più di altre.
    Io ritengo che il Giappone sia ben al di sopra dell'Italia in fatto di "cultura del rispetto" e nonostante tutti gli sforzi, ha subito una catastrofe che ha coinvolto pesantemente anche le centrali nucleari, rischiando di peggiorare la situazione.
    Io non oso pensare che cosa potrebbe accadere se una centrale venisse costruita non rispettando i criteri di sicurezza, non utilizzando i materiali previsti, non impiegando i più efficienti sistemi di controllo. Già in Finlandia le autorità hanno deciso di rivedere i progetti (già in fase di realizzazione) della centrale di Olkiluoto, ammonendo forse la più esperta tra le aziende che progettano e costruiscono centrali nucleari, figuriamoci se in Italia possiamo stare tranquilli....
    Abbiamo già dimostrato di non essere all'altezza, perchè in Italia prevalgono gli interessi economici persino sulla salute pubblica! E questo non è né qualunquismo né disfattismo...E' purtroppo un'amara realtà!
    Il progetto Atomico in Italia, al momento, per me è solo l'ennesimo tentativo di "fare soldi".. Niente altro. E' accaduto e continua ad accadere anche con l'eolico e il fotovoltaico, ma almeno, se c'è un'avaria in un pannello, non muoiono decine di migliaia di persone.. E' triste ma è la realtà.. Parlerei volentieri di nucleare se il livello di fiducia nelle istituzioni e nelle Agenzie Nazionali ed Internazionali fosse diverso... Non c'è trasparenza nemmeno su come si concedono le licenze alle pizzerie d'asporto (e scrivo da una città del Nord molto efficiente, pur essendo un ragazzo dell'estremo Sud, innamorato della piccola isola felice che rappresenta la mia città di origine!!!

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  21. Quali procedure organizzative, quali controlli internazionali, quali garanzie può dare effettivamente il gestore di un impianto alla comunità che risentirebbe di eventuali, imprevedibili, incidenti?

    So che non sembra una domanda strettamente tecnica, ma anche l'organizzazione e la gestione di un impianto, credo facciano parte della stessa tecnologia, dello stesso sistema.

    Mi chiedo spesso cosa possa garantire che i controlli siano effettuati sul serio, che le precauzioni siano adottate anche quando sono costi non immediatamente necessari e che, per sfortuna o per sbaglio, dei lupi diventino responsabili del gregge.

    Mi occupo di organizzazione e di R&D, per questo motivo la mia sensibilità è concentrata su questo aspetto.

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  22. @Anonimo 20, il tuo punto di vista è ben accetto anche se alcune delle tue osservazioni sono basate più su cose che si dicono e paure piuttosto che basi scientifiche oggettive su cui costruire un dibattito serio e costruttivo.

    Fatta questa, a mio parere, doverosa premessa, ti dico la mia opinione che non mi stancherò mai di ripetere. Sono fermamente convinto che il nucleare non sia la panacea di tutti i mali energetici italiani e mondali. Così come non lo sono i combustibili fossili. Il nucleare così come è oggi può essere considerato solo come una soluzione tampone. Il nucleare di domani potrebbe essere ancora più pulito, più economico e anche più sicuro. Magari non servirà perché avremo un super-solare. Ma non lo sapremo mai se non continueremo con la ricerca.

    Quello che serve è un piano energetico ragionato non basato su paura o interessi economici.

    @Pugliese..., capisco perfettamente il tuo timore. La tua è una paura non tanto verso la tecnologia, ma nei riguardi dei manager e dei politici che gestiranno i fondi da affidare ai tecnici e agli scienziati.

    Abbiamo già dimostrato di non essere all'altezza, perchè in Italia prevalgono gli interessi economici persino sulla salute pubblica!
    Secondo te al di fuori dell'Italia, la situazione è migliore?

    Grazie ad entrambi per i contributi

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  23. @Enrico quando viene costruita una centrale nucleare si parte con il considerare quale sia il peggiore dei disastri. Visto che ti occupi di organizzazione allora conoscerai il concetto di defence in depth, ovvero ci sono una serie di livelli ridondanti e indipendenti per proteggere il più importante degli inconvenienti, ovvero la fusione del nucleo.

    E' chiaro che prima (nel senso della linea di difesa) si riesce ad arginare il pericolo, minori saranno le conseguenze.

    Se i controlli sono fatti o meno, questo è un altro discorso e credo che sia piuttosto organizzativo che progettuale. Onestamente non so come si può fare a obbligare a fare i controlli.

    Nel laboratorio dove lavoro, ogni tanto compaiono gli ispettori della IAEA, fanno un giro, fanno domande e poi controllano i registri. Non li ho mai visti provare a pigiare il bottone rosso dell'allarme per vedere se funziona, ma ti posso assicurare che ogni tre mesi - periodicità richiesta dalla legge - eseguiamo una serie completa di test (safety checks) proprio per questo.

    Credo che si tratti di una questione di coscienza.

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  24. pugliese etc etc...15 marzo 2011 19:17

    @Toto:
    ho letto altri tuoi articoli. Mi sembri una persona razionale, preparata e cosciente. E sono quasi sempre d'accordo con i tuoi punti di vista. Hai ragione a chiedermi se, al di fuori dell'Italia, le cose stanno diversamente. Credo di si. Nel senso che ciascun paese abbia più o meno gravi problemi e pregi da affrontare. Però una riflessione è d'obbligo: se non sono in grado di gestire situazioni di emergenza, per quanto preparati e organizzati, paesi più "corretti" politicamente e socialmente dell'Italia (non posso certamente garantire quest'affermazione), saremmo in grado noi, di prevenire o meglio affrontare un'eventuale ed imprevedibile emergenza nucleare??
    Mi dimostrino, negli anni, le istituzioni, di saper affrontare seriamente le emergenze, e sarò pronto a firmare per l'installazione di impianti nucleari.
    Io però ho sotto gli occhi e sotto i piedi ancora i risultati dell'irpinia, del vajont e per ultimo dell'abruzzo.Con il capo della protezione civile indagato (e dico indagato non "condannato") per presunti illeciti nella gestione della ricostruzione...
    La mia proposta è allora, investire intanto in fonti più sicure,e poi cambiare la coscienza sociale e i valori della gente, prima di dare inizio ad un piano di investimenti così costosi e pericolosi...
    Non sono assolutamente contrario alla ricerca, alle fonti energetiche alternative e nucleari. Sono contrario a dare questi "giocattoli" a bambini di età inferiore ai 3 anni. E' un po' la storia di Fermi ed Einstein, grandissimi uomini, e dei governi che hanno sfruttato la loro intelligenza, le loro scoperte, imbrattando di vergogna il genere umano con le applicazioni belliche e le relative conseguenze sulle persone.
    Ed io voglio bene alle persone, non ai soldi....

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  25. @Pugliese Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, il che prova che siamo entrambi persone razionali e direi ragionevoli. La tua osservazione non fa una piega la quoto in pieno e la ripeto qui facendola mia e senza dare nessuna colorazione politica.

    Mi dimostrino, negli anni, le istituzioni, di saper affrontare seriamente le emergenze

    Investire su un piano energetico serio è quello che chiedo e che come te desidero. Ma che lo si faccia sul serio. Vogliamo investire sul solare? Siamo uno dei paesi mediterranei, mi sembra una scelta intelligente, però facciamolo sul serio! In Portogallo, il mio collega che forse ci legge può confermare, ogni abitazione ha un pannello solare per riscaldamento sul tetto. Qui da noi se vuoi mettere un pannello fotovoltaico ti devi ammazzare di carta (forse la situazione è cambiata recentemente, ma fino a qualche mese fa era sicuramente così) e non è detto che il comune ti dia l'autorizzazione!

    Permettimi però una piccola precisazione, che comunque non stravolge il tuo discorso. Hai citato il Vajont, quella fu una vergogna perché per amore di portafoglio pagarono in 2000 con la vita. Quello è il paradigma del giocattolo dato in mano ai bambini di tre anni che sono interessati solo ai soldi.

    Venerdì in Giappone causa terremoto è venuta giù una diga. Dicono abbia fatto un migliaio di morti (non so la cifra esatta), ma onestamente non mi sento di metterla sullo stesso piano del Vajont.

    Quello che è successo a Chernobyl è un ricordo chiaro e terribile nella mente di tutti noi giovani/adulti. Fu l'imperizia umana unita ad un progetto destinato al fallimento. Anche in questo caso, qualunque saranno le conseguenze di Fukushima, non mi sento di metterle sullo stesso piano.

    ps. spero non ti sia offeso per aver abbreviato il tuo nick :-)

    pps. la mia domanda nel commento precedente non voleva essere una provocazione, ma uno stimolo per la discussione.

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  26. rispondimi

    certo volentieri, mi sono forse perso la domanda.

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  27. Premesso che non so assolutamente nulla sui reattori, c'è una cosa che non ho capito: essendo acqua bollente utilizzata come refrigerante/moderatore, essa è a contatto col combustibile e si trasforma in vapore radioattivo?

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  28. Anonimo 29, hai fatto proprio una bella domanda. Ti ho risposto nel post!

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  29. toto, mi permetto di chiamarti per nome ormai ehehehe..
    hai fatto bene a precisare che non sono sullo stesso piano gli esempi che avevo citato, perchè probabilmente non avevo chiarito sufficientemente il discorso. Non intendevo assolutamente dire che in Giappone le responsabilità siano minimamente paragonabili a quelle di chi ha provocato direttamente o indirettamente i disastri suddetti, anzi. Come avevo accennato, seppur conosca solo superficialmente la cultura giapponese, sono dell'opinione che non ci sia alcuna "cattiva gestione" dell'impianto, ma l'evento sismico e di conseguenza metereologico che ha provocato i danni a Fukushima è stato realmente di natura eccezionale... Poveri giapponesi, veramente sfortunati col nucleare..
    comunque, non sono per nulla offeso, né per l'abbreviazione (troppo troppo lungo il nick!!) né per la tua risposta, che ho apprezzato...
    Anzi, approfitto per chiederti un paio di cose, da profondo ignorante del nucleare quale io sono:
    1- ma, a quanto dicono, il reattore 4 della centrale, che sta causando non pochi problemi, non era "spento" da 4 mesi??? Capisco che ci voglia un tempo immagino lungo per raffreddarlo, ma dopo quel tempo, l'assenza di raffreddamento, può essere la causa di una "riaccensione" dei processi di fissione???
    2- sarei curioso di sapere che lavoro fai... sono confortato dal poter parlare con una persona così preparata e disponibile come sembri...
    Ti auguro buona notte... e speriamo che la situazione migliori...

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  30. Leggo che il problema della fusione del nocciolo è che fondendo si cambia la geometria del nocciolo stesso e le barre di controllo non assolvono più alla loro funzione di interrompere la reazione a catena. Se ho ben capito è quindi una sorta di spegnimento meccanico perdonatemi il termine da "profano". Ma non ci si può inventare un modo diverso di controllare lo spegnimento del reattore che prescinda dalla geografia del reattore come dice l'articolo?

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  31. Io sono stato una sola volta in Giappone e solo per una decina di giorni, gran parte dei quali trascorsi in una sala per conferenze. Ma sono proprio unici. Non smetterò mai di dire che atterrare a Tokyo è stato un po' come sbarcare su Marte tanto sono diversi da noi. Se cerchi nella sezione turisti per scienza (ovviamente solo se hai tempo da perdere) credo che potrai trovare il mio resoconto.

    Poveri giapponesi, veramente sfortunati col nucleare...

    Diceva la stessa cosa anche mio cognato questa sera: prima le due bombe e adesso questo incidente!

    Veniamo alle domande.

    1) Se non ho capito male, il problema che ieri (martedì) ha colpito il reattore 4 è stato un incendio nei pressi della piscina del combustibile spento (ho aggiunto una domanda nel post a tal riguardo). Perché e come si sia sviluppato un incendio in una piscina mi appare veramente incomprensibile. Non dobbiamo dimenticare però che la causa di tutto questo casino è stata un terremoto e magari l'incendio è scoppiato come un danno collaterale, accaduto in uno dei posti peggiori.

    Di pochi minuti fa, la notizia di un nuovo incendio al 4. Sono proprio curioso di sapere cosa stia succedendo.

    Per concludere la risposta. Per riaccendere i processi di fissione serve ristabilire il flusso di neutroni che a reattore spento sono bloccati dalle barre di controllo completamente inserite. La temperatura in sé non può far ripartire la fissione, a meno di essere tale da danneggiare le barre, provocare una parziale fusione e riconfigurare il combustibile in modo tale da essere critico anche in presenza delle barre.

    2) questa è molto più facile. sono un fisico con un background in elettronica nucleare. per anni ho lavorato (precariamente) con l'INFN (ist. naz. fisica nucleare) un po' a Milano e un po' a Roma collaborando su progetti di fisica delle alte energie (vedi CERN) e di fisica applicata (tipo applicazioni mediche).
    Da quasi due anni, lavoro (sempre precariamente) nel laboratorio "ciclotrone" dell'unità di nanobioscienze dell'istituto per la salute e la protezione del consumatore della commissione europea (è più lungo a scriversi che a dirsi). In pratica mi diverto ad operare il nostro piccolo acceleratore e fare esperimenti sulle nanoparticelle.

    questo blog è un po' il diario comunitario di un gruppetto di noi "giovani" scienziati comaschi (uni-co) che siamo cresciuti nella stessa università. poi ognuno ha preso strade diverse, ma questa resta la casa comune.

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  32. Anonimo 32. Il termine meccanico non è completamente sbagliato. La geometria all'interno di un reattore è fondamentale, serve per poter regolare la criticità. Giusto per chiarire un reattore è critico quando contiene un flusso di neutroni sufficienti a sostenere in modo indipendente la reazione a catena.

    Nel magma di combustibile completamente fuso, la riconfigurazione è pressoché continua e l'unico modo per fermare la reazione è avvelenando il combustibile. Avvelenare è un termine tecnico che deriva dall'inglese poisoned e corrisponde ad avere elementi che assorbono i neutroni. Le barre di controllo fuse contribuiscono all'avvelenamento insieme con veleni che si formano normalmente durante la fissione e altri che possono essere aggiunti all'interno del reattore, tipo il boro.

    Spero di averti risposto.

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  33. eheheh...lungo come il mio nick....
    sono contento di vedere che dalle nostre università escono persone in gamba... resisti e lavora anche solo per passione. Enorme è il sacrificio, ma anche la soddisfazione di superare le difficoltà e le precarietà. Io sono ancora vittima dell'università, tentando di raggiungere la laurea, nonostante la veneranda età. Però sono 3 giorni che studio fisica nucleare, reattori candu, bwr, abwr e pebble bed reactors... un casino!!! Però è veramente affascinante la fisica...
    A domani...

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  34. il mio precedente post è stato "mangiato". Anche qui buchi neri? Ci riprovo.
    Non è un luogo comune affermare che noi siamo i peggiori imbecilli della terra perchè inaffidabili anche nella costruzione di cose serie come le centrali? Eppure tutto il mondo è paese e lo diceva già Cicerone parlando di corruzione. A parte che non è rischioso quod vitam solo il nucleare - vajont docet - abbiamo riflettuto sul fatto che alcune centrali francesi stanno lì a due centimetri dal nostro confine e che l'Europa è piccola e , ad esempio, anche la Germania vicinavicina? Voi ci credete alla fola del Paese denuclearizzato?
    Mi colloco sul nucleare come il nostro san toto (absit iniuria che anzi) tra i non fobici e mi dispiacerebbe che un evento drammatico come questo servisse non a vedere la serietà, la collaboratività e ben altro ancora dei giappi ma a dimostrare quanto è stato giusto perdere tutti i treni che abbiamo già perduto in campo energetico.
    L'uranio è una risorsa limitata, non se ne possono utilizzare altre? E non sarebbe prudente usare più sistemi anche in previsione di rischi puramente teorici in una cauta pluriridondanza?
    Certamente da questa orribile esperienza si trarrà altra più avanzata tecnologia. Ormai il nucleare, penso fortemente, è un affare che riguarda tutti non solo i singoli Paesi perchè se rischi ci sono sono per l'umanità (un esempio per tutti le mutazioni genetiche dopo Cernobyl).

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  35. io ho votato no al referendum per il nucleare avevo 23 anni ora mi dite che ci anno preso in giro. ho due ragazzi grandi e spesso parliamo di questi argomenti il grande studia geologia ha 23 anni e è convinto che nel nostro paese il nucleare è meglio scordarcelo per vari motivi inaffidabilità vedi la normale e speciale spazzatura che sbuca da tutte le parti ed inquina tutto io penso sarebbe meglio fornire ogni tetto di pannelli solari con i soldi da spendere nelle centrali

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  36. Una nazione che debba costruire una centrale nucleare,comprare combustibile atomico,stoccare scorie in appositi siti,il tutto con sistemi di sicurezza monitoraggio ecc. non compie un'operazione antieconomica

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  37. Anonimo 37.Non ho assolutamente nulla contro i pannelli solari, anche se, in pochi lo sanno, la loro produzione e il loro smaltimento a fine vite non è poi così verde. Certo durante l'utilizzo sono molto più sicuri di ogni altra centrale. Io purtroppo non ho i mezzi e le conoscenze necessarie per fare una stima di costi e di compararli.

    Anonimo 38. Scusami ma non riesco a capire se la tua è una domanda o una affermazione. Tra i vari costi delle centrali nucleari hai dimenticato quello del de-commissioning ovvero della disattivazione, cioè spegnere definitivamente il reattore, smaltirlo e far tornare la zona de-classificata.

    Posso farti una domanda: secondo te la Francia che produce l'80% della sua energia con il nucleare, lo fa in perdita?

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  38. I mercenari della menzogna, altro che scienziati!

    1) Dicono che i reattori erano spenti e danno problemi.

    2) Se ci vogliono due ore per spegnere un reattore, perché non sono ancora spenti?

    3) Lo tsunami non è arrivato sulla centrale, basta guardare questa foto recente, cioè dopo le esplosioni:
    http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12762381

    La lista sarà sicuramente più lunga...

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  39. Caro Anonimo 40 se credevi di offendermi dandomi del mercenario e del bugiardo mi dispiace dirti che non ci sei riuscito, perché le accuse mi hanno schivato in pieno.

    1) Dicono che i reattori erano spenti e danno problemi.
    Immagino che ti riferisca ai reattori 4, 5 e 6. Per il momento i reattori in sé non hanno problemi, ma li hanno le vasche con il combustibile spento. Il problema resta, ma la colpa non è del reattore.

    2) Se ci vogliono due ore per spegnere un reattore, perché non sono ancora spenti?
    Ho scritto io due ore? Fai attenzione che un conto è parlare di spegnimento, ovvero di arrestare la reazione a catena, altro discorso è avere un cold-shutdown, ovvero un nocciolo freddo. E' un po' come dire che hai spento il forno e credere che sia immediatamente freddo.
    Ci vuole il suo tempo, specie se a causa di tutta quella lista di problemi che anche tu hai notato non si riesce ad intervenire subito. In particolare se manca il raffreddamento, l'acqua evapora, crea vapore che reagisce con la lega di zirconio e produce idrogeno. In questo modo il nocciolo si riempie di gas che impedisce di reimmettere l'acqua di raffreddamento.

    3) Lo tsunami non è arrivato sulla centrale, basta guardare questa foto recente, cioè dopo le esplosioni:
    http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-pacific-12762381

    Questo mi sembra un buon punto. Io non ero lì a vedere se l'onda è arrivata o meno. Dalla foto che ci mostri non si vede la devastazione che ha colpito altre zone, ma questo non significa che la causa del guasto alle turbine non possa essere stata l'onda anomale.
    Comunque questo mi sembra un dubbio legittimo, quindi metterò un punto di domanda nel testo, fin tanto che non troveremo una fonte certa per la conferma o la smentita.

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  40. Come mai esce vapore se c'è il contenitore stagno?

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  41. @Anonimo 42. Bella domanda, ti ho risposto nel post!

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  42. Attualmente la centrale è deserta, i 50 operatori sono stati allontanati, come è possibile controllare a distanza quello che succede all'interno di ciascun reattore? Tutti i circuiti come funzionano, autonomamente? Come fanno a pompare acqua di mare se non si possono avvicinare? Grazie Toto per le precedenti spiegazioni e l'obiettività di giudizio.

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  43. Ciao Anonimo 44. In realtà l'ordine di evacuare la centrale di Fukushima è rientrato quasi subito.

    Tutti i sistemi che compongono un reattore sono controllati a distanza, perché non è possibile entrare nel contenimento del reattore. Tutti i sistemi sono controllati dalla sala di controllo. E' la legge che impone un certo numero di operatori di essere presenti sul sito, non conosco la legge Giapponese, ma in Italia è così.

    Bella la domanda sull'acqua di mare. Credo che sia stato fatto un bypass, ovvero sia stato effettuato un collegamento diretto tra il bacino da dove pompano acqua di mare e il sistema d'emergenza che stanno usando per raffreddare il nucleo. Di preciso non so quanto sia lontano dal reattore questo bacino.

    A causa dell'elevato livello di radiazioni all'interno della centrale, il personale sarà costretto a fare turni. Tieni conto che il livello massimo accumulabile per ognuno degli operatori è stato innalzato a 250 mSv/anno (normalmente è 50 mSv/anno in Giappone e 20 mSv/anno in Italia) e la radiazione è al bordo della centrale intorno a 1 mSv/h. Vedi subito che non hanno tanto prima di raggiungere il limite annuo e dover abbandonare il lavoro.

    Mi spiace di non poter essere più preciso di così, ma mi mancano le informazioni per risponderti, purtroppo.

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  44. Non preoccupiamoci più del nucleare, ora ci sarà il diversivo della guerra...

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  45. E vero che quando si parla di convenienza del nucleare, ci si riferisce al solo costo del combustibile impiegato, che è più basso rispetto alle altre fonti di energia. Il costo finale dell’elettricità dipende, però, anche da altri fattori quali l’investimento iniziale per la realizzazione dell’impianto, la manutenzione, lo smaltimento dei materiali residui.

    Nel nucleare, il costo maggiore è rappresentato dalla realizzazione dell’impianto, un ingente investimento che può essere recuperato solo dopo quindici-venti anni di attività. I costi di costruzione di una centrale nucleare oltre ad essere i più alti, rispetto a quelli di centrali di altro tipo, tendono a lievitare durante la costruzione, rendendo non più così conveniente la produzione di energia.

    Basta vedere cosa succede in Francia e in Finlandia, dove si stanno costruendo gli unici due impianti EPR (dello stesso tipo di quelli che si vogliono costruire in Italia): i costi sono molto superiori alle attese, superando anche del 70 per cento le previsioni iniziali, e i ritardi nella costruzione arrivano anche a tre anni.

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  46. Ciao Anonimo 47, credo che la convenienza del nucleare dipenda dall'efficienza energetica del combustibile, diciamo in kW per kg di combustibile.

    Tu, hai giustamento sottolineato tutti i costi che però devono essere aggiunti al bilancio per poter fare il conto effettivo. A quanto hai citato tu, devi aggiungere il decommissioning, cioè la disattivazione dell'impianto. Questa è una spesa molto grossa che può lievitare nel tempo.

    Tutte queste cose, incluso l'esempio Finlandese, devono essere messe sul tavolo della discussione verso il piano energetico nazionale e la diminuzione delle emissioni di gas serra.

    Grazie per le tue osservazioni!

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  47. Ancora si fa confusione col referendum del 1987, che non era in alcun modo abrogativo del nucleare, bensì aveva carattere consultivo.
    Oltretutto fosse anche stato abrogativo (come poi di fatto è stato ahimè considerato dalla miope e ottusa classe politica degli anni '90 ) a distanza di 25 anni sarebbe il caso di riconsiderare la questione considerando la preoccupante situazione italiana dal punto di vista energetico...

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  48. Ciao Anonimo 49, in effetti è un errore comune e anche mio, grazie a te e a Mario per la precisazione.

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  49. Nella fusione del nucleo, per essere più chiari, avviene la rottura del tubo contenente le pallet? le pallet cadono o si ammassano sul fondo o altre parti del recipiente? avviene una vera e propria fusione delle pellet? l'ammassamento di pellet sul fondo a distanza ridotta rispetto alla geometria corretta del nucleo incrementa la fissione e il calore prodotto? ci sono sistemi per raccogliere l'uranio caduto o la soluzione definitiva di un reattore "fuso" è l'abbandono con i vessel di protezione di progetto?

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  50. Ciao Anonimo 51

    Nella fusione del nucleo, per essere più chiari, avviene la rottura del tubo contenente le pallet?


    le pallet cadono o si ammassano sul fondo o altre parti del recipiente?
    Si ammassano sul fondo del pressure vessel (vedi schema), eventualmente lo bucano e cadano sul basamento in cemento del reattore.

    avviene una vera e propria fusione delle pellet?
    il pellet è ossido di uranio, immaginatelo come fosse ceramica. quando fonde diventa molliccio come fosse lava. quando il combustibile si mischia con l'acciaio del vessel e lo zirconio delle barre prende il nome di corium.

    l'ammassamento di pellet sul fondo a distanza ridotta rispetto alla geometria corretta del nucleo incrementa la fissione e il calore prodotto?
    cadendo, il combustibile può riconfigurarsi e causare una criticità accidentale, che significa che riparte la reazione a catena aumentando la potenza termica quindi il calore.

    ci sono sistemi per raccogliere l'uranio caduto o la soluzione definitiva di un reattore "fuso" è l'abbandono con i vessel di protezione di progetto?
    Dipende da quanto è grave la situazione. A TMI dove il nocciolo era solo parzialmente fuso si è riusciti a portare via il combustibile e scaricarlo come scoria in deposito. A Chernobyl, una parte del nocciolo è ancora lì a fare cattiva mostra di sé.

    In teoria (è solo una teoria perché per fortuna non è mai servita una pratica) il contenimento in cemento con il suo core-catcher dovrebbe essere in grado di arrestare eventuali criticità, far raffreddare il nucleo e quindi poter permettere di recuperare il combustibile.

    RispondiElimina
  51. i nostri ricercatori e ingegneri sono bravi e coscienti,ma i nostri politici (tutti)sono immorali corrotti,prendono tangenti che fanno aumentare i costi e industriali e costruttori x guadagnare di più mettono meno ferro nel cemento e se il manufatto non regge ,a loro interessa solo prendere i soldi.Pensate al ponte sullo stretto quanto ci costerebbe di interventi manutentivi!Non siamo seri,non sanno neanche dirigere una compagnia aerea che aveva uno dei più grossi mercati al mondo!Sono dei banditi!
    giovanni.

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  52. ne approfitto:
    la condizione di criticità quando si raggiunge?
    l'uranio delle pellets deve avere delle caratteristiche particolari per "andare in criticità"?
    se la condizione di criticità è la vicinanza delle pellets, perché all'interno della stessa barra non si avvia (o permane la fissione) la condizione di criticità tra pellets e pellets?
    so che solo una percentuale di energia può essere derivata da una barra: le barre esauste sono ricondizionabili in qualche o inutilizzabili?
    i reattori francesi e inglesi possono produrre materiale per l'arsenale nucleare? e gli altri?

    RispondiElimina
  53. Ciao Anonimo 54, che bella filata di domande. Una alla volta rispondiamo.

    la condizione di criticità quando si raggiunge?, la criticità si raggiunge quando il numero di neutroni prodotti dalla reazione a catena è tale da sostenere la reazione. Nei reattori tradizionali ad acqua leggera, non basta avere una certa configurazione geometrica, ma serve che ci sia anche un "mezzo moderatore" in grado di rallentare i neutroni veloci emessi dalla reazione di fissione. Rispondo così anche alla seconda domanda, serve massa, geometria e moderatore.

    so che solo una percentuale di energia può essere derivata da una barra: le barre esauste sono ricondizionabili in qualche o inutilizzabili?
    quando una barra di combustibile arriva al suo fine vita, in realtà contiene ancora parecchio materiale fissile. Non tutto l'uranio 235 iniziale è stato bruciato, in più vengono creati per cattura di neutroni una frazione non trascurabile di elementi transuranici che possono essere bruciati.

    La barra si esaurisce perché molti dei prodotti di fissione, ovvero i frammenti degli atomi di combustibile che si sono divisi sono "veleni" nel senso che catturano neutroni con molta facilità e tendono a fermare la reazione. La presenza di veleni e la riduzione di materiale fissile rende inefficiente l'utilizzo della barra che quindi viene sostituita. In realtà prima di finire nella piscina degli spenti, una barra in genere corre per tutto il reattore. Le barre fresche vengono inserite proprio nel centro del reattore e man mano che invecchiano vengono spostate verso l'esterno perché cambia la distribuzione del flusso dei neutroni e in questo modo si massimizza la resa.

    In realtà le barre esauste sono ricondizionabili. L'U-235 e il Pu-239 e altri transuranici (2%) possono venire separati dal resto. Solo il 3 o 4% del contenuto di una barra è scoria da buttare, tutto il resto è uranio 238. Proprio in base a questo principio si produce il combustibile MOX, che è una miscela di diversi ossidi fissili.

    C'è un problema legale. Negli USA il riprocessamento del combustibile spento è vietato dalla legge perché potrebbe favorire la proliferazione di armi nucleari, nel senso che qualcuno potrebbe rubare il prezioso plutonio e costruire una bomba.

    I Francesi al contrario fanno molto riprocessamento...

    Per quanto riguarda le armi, non ti so essere d'aiuto, mi dispiace. Dovrei studiare l'argomento che non mi ha mai interessato.

    RispondiElimina
  54. Ciao mi chiamo Marco, e mi complimento per gli articoli.
    Specifico subito che sono contro il nucleare...( e quindi il suo ritorno) non sono laureato e non ho le tue conoscenze su questo argomento, ma come molti (penso e spero) solo domande alla quale cercare di trovare risposte.
    Prima di entrare nel filo della mia “idea” ti faccio una “critica”:visto la tua linea filo nucleare ( almeno a me e sembrato così) non ti pare di aver addolcito un po' troppo alcuni punti?
    Un esempio? Eccolo:
    --------------------------------------------------------------------------------------------
    ce ne sono alcuni che ci resteranno sullo stomaco per molti anni (ahi le scorie!).
    -------------------------------------------------------------------------------------------- leggendo “molti anni” si può avere un'idea alqunato “minimale” della cosa, mentre per la verità c'è ne vogliono anche fino a 100.000 anni,forse anche di più.................
    (fonte:http://www.ecoage.it/energia-nucleare-scorie-nucleari.htm)

    Ora, (cerco di esporre il perchè sono contrario ad un ritorno al nucleare) mettendo da parte la preoccupazione suscitata dal disastro nipponico, resta da dire che il caso Giapponese ha messo il mondo di fronte ad una tragica evidenza: se ad andare in crisi è uno dei paesi con le migliori tecnologie al mondo, evidentemente il problema c'è. Moltiplicare i controlli, aumentare le precauzioni… Tutto questo è utile, ma di fronte a fenomeni inaspettati, la verità salta fuori: le reazioni nucleari su cui si basa l’energia atomica sono PERICOLOSE, in condizioni di normalità possono essere controllate e sfruttate a favore dell’uomo, ma con il verificarsi di fattori imprevisti ….............
    Vale la pena correre questo rischio?
    Con le centrali che il governo vorrebbe costruire quanto far bisogno si copre?
    Mi sembra di aver letto che ci vogliono 10 centrali per coprire il 25% del farbisogno energetico.....
    Ci sono i fondi? (Penso prorio di no)
    Chi si occupa della costruzione delle centrali? Forse chi ha costruito (o ristrutturato) l'ospedale dell'Aquila? (Ricordiamo come è finito......?)
    Ti riporto un pezzo di un articolo che ho letto tempo fa:
    --------------------------------------------------------------------------------------
    come spiega l’economista Jeremy Rifkin: il nucleare avrebbe un senso se coprisse almeno il 20% del fabbisogno energetico mondiale, solo in questo caso i costi sostenuti per le centrali e il controllo sarebbero giustificati da un reale contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, portando un taglio significativo alle emissioni di CO2 da fonti fossili.
    Dati alla mano, «arrivare al 20% di nucleare – ricorda Rifkin - significa costruire 1 centrale atomica ogni 10 giorni per i prossimi 60 anni». È evidente che, anche volendo, non ci sarebbero risorse disponibili, a partire dai luoghi in cui localizzare le centrali stesse, tolte le aree a rischio sismico e idrogeologico ed eliminate le aree in cui non ci sono bacini d’acqua dolce sufficientemente abbondanti.
    -------------------------------------------------------------------------------------
    Infine ho letto una tua risposta sui dubbi di Pugliese (mi sembra)
    Abbiamo già dimostrato di non essere all'altezza, perchè in Italia prevalgono gli interessi economici persino sulla salute pubblica!
    <<<<<“Secondo te al di fuori dell'Italia, la situazione è migliore?”>>>>
    Si, io dico di si, tanto per fare un paio di esempi, (non ricordo bene la notizia) mi sembra che proprio in Giappone un ministro si sia dimesso per aver prelevato temporaneamente i soldi dalla carta di credito “del governo” (il giorno dopo c'è li ha rimessi) in Germania il ministro della difesa si è dimesso perché aveva copiato la tesi.......
    In Italia? …...................................................
    Ti fideresti di metter mano l'energia atomica a gente che dichiara: “grazie alla scissione delle cellule avremo l'energia elettrica” Firmato Silvio Berlusconi......
    Un saluto e mi scuso della lunghezza del post.

    RispondiElimina
  55. Ciao Marco benvenuto! Io non sono di quelli che vogliono il nucleare a tutti costi, sono tra quelli che dicono che serve fare i conti con tutti i parametri e vedere cosa ci conviene fare. Però questo non importa.

    Non credo di aver addolcito troppo la pastiglia. Se molti anni ti sembra poco, vado aggiornare il post scrivendo moltissimi anni o molti secoli. Se vuoi esplicito che tra quelli che hanno emivita maggiore di 25 anni ce ne sono solo 7 e i loro tempi di dimezzamento vanno dai 30 del cesio-137 e stronzio-90 ai 16 milioni di anni dello iodio-129. Attenzione però che quando un elemento ha 16 milioni di anni di vita allora è stabile perché emette una particella adesso e una tra qualche centomila anni di conseguenza difficilmente potrà arrecare danni. I peggiori restano cesio e stronzio che fanno danni per qualche secolo.

    Per quanto riguarda il nucleare in Italia, questa esula dallo scopo di questo post. Saranno i nostri governanti a decidere e purtroppo non sono sempre le persone più azzeccate, come anche tu hai fatto notare.

    Ripeto il messaggio, mi auguro che ci si muova nella direzione di avere un piano energetico concreto basato sui fatti e non sui portafogli dei politici e che questo non si riduca a comprare la corrente (con fonte nucleare) dalla Francia.

    Domanda, quanti sono in massa questi rifiuti? Circa il 3% della massa di un intero carico di uranio. Secondo me se si continuasse la ricerca come stanno facendo in Francia, il problema delle scorie pur restando millenario potrebbe essere di gran lunga ridotto. Anche la CO2 resta in atmosfera per millenni.

    RispondiElimina
  56. intanto ringrazio per le ottime informazioni fornite in questo utile blog. utilissime anzi vista l'attualità della materia e la sua difficoltà, con conseguente facilità che trapelino informazioni sbagliate.

    molti dei commenti cercano di giustificare il nucleare e garantire la sua sicurezza tirando in ballo altri eventi disastrosi quali dighe, incendi, terremoti, raffinerie distrutte, etc etc.
    questo è il classico esempio - scusate se mi permetto, ma mi fa arrabbiare come una bestia! - in cui per giustificare una cosa si fa capo ad un'altra cosa che non c'entra: "sì ma anche questo è sbagliato..."
    allora la lista sarebbe lunga: pm10 (automobili), ogni derivato del petrolio, disboscamenti, rifiuti chimici, discariche a cielo aperto, le antenne di radiomaria...

    la questione è invece molto precisa: NUCLEARE SI O NO?

    c'è chi ha fatto notare che i disastri prodotti dalle centrali nucleari hanno il difettuccio di condizionarci l'esistenza per anni ed anni... giusto?
    io non sono un esperto ma sono nato nel 1980 e sono ipotiroideo (morbo di hashimoto). nei nati in quegli anni c’è una incidenza stranamente alta di questa disfunzione e molti ricercatori endocrinologi fanno risalire la causa a chernobyl.
    se questo fosse vero, io grazie a chernobyl per sopravvivere devo mandar giù una pillolina tutte le mattine…

    consiglio di suguire il lavoro di gianni linnes (http://www.youtube.com/watch?v=IPCqv1mQOFo&feature=player_embedded), un uomo di grande coraggio.
    sapete a chi è stato affidato lo smaltimento delle centrali nucleari? indovinate!

    insomma, siamo in italia, vi immaginate che disastri combineremmo con le scorie radioattive ed il loro smaltimento?
    a garigliano sono anni che nascono mostri!

    io non ho figli e nemmeno nipoti, ma vorrei evitare che nascessero con due teste.
    eccessivo allarmismo?
    non credo perchè QUESTE COSE SONO SUCCESSE.
    e se anche ci fosse un incidente su 100mila giorni di funzionamento corretto, sarebbe un disastro che pagheremmo per anni.

    quindi: NUCLEARE Sì O NO?
    decisamente no!

    l'energia nucleare (importata) in italia è circa il 16-19% del totale dell'energia consumata.
    con tutto il sole ed il vento che abbiamo, non possiamo sostituire quella quantità col fotovoltaico o l'eolico?
    perchè non possiamo investire in altre fonti di energia?
    politici, per favore, non potete trovare altri campi di speculazione? non potete trovare altri ambiti per intascare le vostre mazzette sugli appalti?

    ad ogni modo, grazie veramente per le informazioni proposte. i processi energetici nucleari sono interessantissimi, ma scusate, io non vorrò mai una centrale nucleare nel mio paese, e sono pronto a battermi per questo.

    beppe

    RispondiElimina
  57. ciao toto,
    qui sempre beppe che scrive; intanto ti ringrazio ancora e personalmente per la conoscenza che condividi.
    vorrei dibattere su questa tua frase:
    "Secondo me se si continuasse la ricerca come stanno facendo in Francia, il problema delle scorie pur restando millenario potrebbe essere di gran lunga ridotto. Anche la CO2 resta in atmosfera per millenni."

    (ci risiamo: anche la CO2! ma che c'entra? qui si parla di centrali nucleari!)
    è quel "secondo me" quel "se si..." che mi spaventano. forse... se tutto va bene... se si opera in assoluta sicurezza (siamo seri: siamo in italia...)... se riusciremo a... si potrebbe forse ridurre...
    io non sono disposto a correre questi rischi!
    e comunque come dici te "il problema può essere ridotto", ma comunque rimane!
    ripeto: investire in altre fonti di energia!

    RispondiElimina
  58. Gentile autore degli articoli,
    mi sembra competente in materia,
    vorrei quindi farle qualche domanda
    sui problemi relativi al nucleare.
    1- Scorie, in particolare quelle di
    classe 1. Abbiamo visto che la loro
    gestione è critica e che alcuni elementi
    possono essere altamente radioattivi
    anche milioni di anni. Abbiamo visto
    che gli americani nonostante gli 8 mld$
    per Yucca Mountain non hanno risolto il
    problema perchè geologicamente il sito non
    era adatto. Abbiamo visto che i tedeschi col
    deposito classe 2 di Asse hanno combinato
    seri danni ambientali a causa dell'acqua che
    non sarebbe dovuta essere presente e dovranno
    spendere diversi mld€ per bonificare e svuotare.
    Abbiamo visto che svedesi, anche grazie alle favorevoli
    condizioni geologiche locali hanno forse trovato un
    sito idoneo.
    Ora ammesso e non concesso che veramente un sito
    possa essere sicuro per centinaia/migliaia di anni,
    nessuno può sapere cosa accadrà per ordini di
    grandezza superiori.
    Interrare quindi i rifiuti (ammesso e non concesso
    che tutti paesi al mondo abbiano siti minimamente
    stabili e sicuri a livello geologico, cosa ch enon sembra)
    le sembra una soluzione intelligente ?

    -2 Esistono attualmente centrali ciclo uranio
    che siano perfettamente sicure ? I.E. sistemi di
    gestione passiva che sicuramente contengano
    fusione del nocciolo anche in caso di mancato scram,
    che evitino qualsiasi possibilità di esplosione chimica.
    In sostanza centrali così sicure che in worst case scenario,
    non abbiano materialmente la possibilità di inquinare
    l'ambiente esterno ?

    3- Cosa ne pensa delle centrali torio MSR ?

    Grazie

    RispondiElimina
  59. Gentile autore del commento 60, non le nascondo che il problema delle scorie è vero e di difficile soluzione. La soluzione geologica è solo una e come ha già notato anche lei non sempre la più sicura. Inglobare le scorie di classe 1 come si fa attualmente richiede particolari condizioni di stoccaggio, nessuno però ci impedisce di trovare soluzioni migliori. Credo che solo i Francesi stiano veramente lavorando in questa direzione, lo dico non per sentito dire, ma per aver conosciuto persone che lo fanno di mestiere e che sono consapevoli dei limiti della situazione attuale. Se fosse economicamente accessibile e garantisse maggiori margini di sicurezza la soluzione migliore sarebbe spararli direttamente verso il sole. A parte gli scherzi, la soluzione per le scorie è la ricerca.

    Una centrale sicura al 100% non esiste per definizione di sicurezza. Si può aumentare il livello di sicurezza, ma sarà sempre possibile che accada qualcosa come questo terremo + tsunami che superi i livelli di progetto. Abbiamo parlato del probabilistic risk assessment in quest'altro post.

    Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza passivi, stiamo preparando un articolo con un confronto tra le varie categorie di reattori e ci sarà anche l'AP1000, il primo III+ a ricevere l'approvazione americana e che sarà dotato di questi sistemi di sicurezza. In questo articolo faremo anche una parentesi sui molten salt che attirano l'attenzione di molti.

    Pazienti qualche giorno...

    RispondiElimina
  60. Gentile Sig. Toto, la ringrazio per la risposta al commento 60.
    Spero che la ricerca possa portare a un sistema definitivo per
    l'eliminazione delle scorie ad alta - media radioattività, anche
    se al momento mi sembra che siamo ancora molto lontani dal traguardo.
    Rimango in attesa di un articolo approfondito su vantaggi/svantaggi
    torio msr e fattibilità di questa tecnologia, magari in relazione
    all'msr fuji e al programma nucleare cinese.
    Ho letto l'articolo sulla sicurezza e sulla valutazione probabilistica del rischio. Concordo sul fatto che non è ponderabile l'imponderabile, infatti non mi lamenterei di certo se un extintcion level event facesse fondere anche tutti i noccioli di tutti i reattori al mondo, perchè in quel momento sarei probabilmente già estinto. Diverso mi sembra il fatto di non aver pensato di mettere i generatori diesel di emergenza in un posto più riparato ... Magari avrei anche pensato a batterie sodio-zolfo come secondo back-up. L'errore mi
    è sembrato più concettuale che a causa di un evento avverso, segnatamente lo tsunami non il terremoto. In sostanza se so che un componente è fondamentale per il funzionamento del reattore non lo lascio in un luogo vulnerabile...
    Mi interesserebbe anche sapere cosa pensa del LENR nih di Focardi - Rossi e del solare termodinamico. Ha mai pensato di realizzare un forum ?

    Grazie

    RispondiElimina
  61. lrggendo i vari interventi ho notato che alcuni sono perplessi sul referendum tenutosi 25 anni fa, nel senso che tale referendum in realtà non metteva la parola fine al nucleare.
    Questa considerazione denota una mancanza di conoscenza del sistema legislativo referendario italiano. In Italia un referendum del tipo "vuoi il nucleare si o no?" (come succede in Svizzera) NON SI PUO' FARE!!!! Si possono fare solo referendum abrogativi di singoli articoli di legge. Pertanto la strategia adottata dagli antinuclearisti è stata quella di sottoporre a referendum alcuni articoli chiave della legge stessa come, ad esempio, quelli per il reperimento dei fondi.
    Pertanto chi allora si è recato alle urne e ha votato per l'abrogazione dei suddetti articoli secondo voi per quale motivo lo ha fatto?
    Certo siamo in un periodo di disonestà intellettuale ma essere così spudorati ci porta dritti ad un sistema dittatoriale.
    N.B. anche il prossimo referendum di giugno sul nucleare e sulla privatizzazione dell'acqua chiederà semplicemente l'abrogazione di alcuni articoli di legge, quindi se sei pro il nucleare devi votare contro se sei contro devi votare a favore. Nulla osta comunque al governo il giorno dopo presentare una nuova legge come se nulla fosse perchè, ripeto, la domanda diretta su un tema in Italia NON SI PUò FARE

    RispondiElimina
  62. Anonimo 62, dai diamoci del tu! In effetti avremmo evitato anche noi di mettere i generatori diesel nello scantinato, che adesso nelle altre centrali TEPCO verrà protetto con delle barriere e verranno raddoppiate le batterie.

    Allora per quanto riguarda il Focardi-Rossi sono molto perplesso. Ne abbiamo parlato qui. I miei dubbi non derivano tanto dal fatto che quel coso non possa produrre energia e che io che appartengo alla scienza tradizionale non posso pensare che loro abbiano avuto un'idea così geniale. Anzi sarei contento di alimentare casa mia con una bella bombola di idrogeno e una barretta di nickel, ma quando dicono che è fusione nucleare, a me non tornano i conti perché scientificamente parlano non regge.

    Adesso dicono che sarà il mercato a rendergli giustizia. Io spero che ne vendano tanti e a buon prezzo, anzi ne comprerei uno anch'io per smontarlo e capire come funziona!

    Solare termodinamico, tipo il Nevada Solar One?

    A presto per il prossimo post.

    RispondiElimina
  63. Caro Toto, mi presento mi chiamo Guido, e concordo sul darci del tu.
    Mi piace molto come ti poni e come scrivi, mi sembri effettivamente molto competente , purtroppo io non sono uno scenziato e le mie basi di chimica
    e fisica derivano dai lontani tempi del liceo, nonostante questo mi piace
    informarmi e confrontarmi su temi scientifici che toccano tutti sempre più
    da vicino. Mi fa piacere inoltre poter scambiare opinioni con uno scienziato,
    per valutare se le mie idee puramente "compilative" provenienti dalle fonti più disparate hanno un senso oppure no. Mi fa piacere inoltre confrontarmi con una persona che non ha preconcetti ideologici, ma che affronta quelli che sono i reali problemi da risolvere senza demagogia in un senso o nell'altro.
    Personalmente la mia opinione sul nucleare da uranio non è molto positiva, non certo perchè spinto dall'"onda dell'emotività" termine che pare coniato da Areva in un suo report... Ma su basi principalmente scientifiche (spero).
    Vorrei fare con te un discorso articolato sul nucleare filiera uranio con i suoi pro e i suoi contro e le possibili alternative al nucleare da uranio e ai fossili. Immagino che tu abbia già indicativamente capito la mia posizione da alcune domande che ti ho posto. Riassumendo in modo molto (troppo) sintetico:
    Ho dei seri dubbi sul reale impatto della filiera uranio sull'ambiente:
    1 estrazione - immissione "sterile" nell'ambiente in modo indiscriminato
    2 lavorazione ed arricchimento
    3 ritrattamento con produzione plutonio - uranio impoverito (contaminato)
    4 riutilizzo MOX
    5 incidenti anche gravi sconosciuti fino a pochi anni fa (Mayak)e reale inquinamento dell'ecosistema.
    6 sicurezza intrinseca delle centrali e delle varie tipologie di reattori attualmente in voga VVER - EPR - AP
    7 "risoluzione" problema scorie, decommissioning centrali (molti paesi hanno avuto problemi rilevanti e fallimenti cocenti, altri ci stanno lavorando e bisogna vedere se faranno qualcosa di buono).

    Gli altri dubbi sono invece concernenti le alternative all'uranio:
    1 Msr torio, pro e contro è un'alternativa valida ?
    2 Solare termodinamico ad es. Nevada solar one oppure Blythe California in progettaizone, possono effetivamente produrre molta energia a prezzi non assurdi
    e arrivare a produzioni sensibili nel mix energetico di un paese adatto ?
    3 Geotermico da vulacani sottomarini nel mediterraneo progetto Marsili,
    è problematico fare una piattaforma offshore e tirare 160 km di cavi ?
    Vantaggi e svantaggi.
    4 Eolico da alta quota, fattibile o troppo problematico ?
    5 Fusione fredda, LENR mito o possibile realtà ? In particolare ho letto il tuo articolo sul catalizzatore Rossi-Focardi, tu hai espresso dubbi scientifici, io ne aggiungo uno storico "Petrol Dragon" il principio di funzionamento era corretto solo che pare si producessero più "scorie" che energia. Per quanto riguarda il nichel che viene usato mi pare che debba "essere trattato" in maniera "propietaria" i.e. lo forniranno loro ... questo se ho capito bene avvalora la tua tesi che non va bene nickel qualsiasi, ma probabilmente solo una tipologia particolare, magari difficile e costosa da produrre, corretto ?
    Cioè potrebbe essere che se anche è vero che con 60 wpe producono l'equivalente termico di 1200 wpe, l'energia per produrre il nickel necessario sia superiore ?
    6 Reazioni piezonucleari, anche qui possibile realtà o fantascienza ?
    7 Metodi per l'immagazzinamento dell'energia, batterie sodio-zolfo, compressione, piscine offshore, sali fusi ... esistono metodi credibili per sopperire parzialmente all'"intermittenza" di alcune fonti alternative ?

    Grazie ciao

    RispondiElimina
  64. Guido, quanti giorni ho per risponderti?

    Curiamo questo blog come una specie di passatempo! In questi giorni di "emergenza" ci stiamo buttando dentro moltissima energia e ho nella mia casella di posta una mail di un amico collaboratore con una proposta per un articolo/ricerca su come poter confrontare con numeri le varie fonti energetiche. Lo faremo e già quello risponderà ad alcune delle tue domande. Ma non so dirti entro quando.

    Per essere sicuro di non perderti l'articolo iscriviti al nostro feed RSS.

    ps. visto che ti firmi, ti consiglio di usare l'opzione Nome/URL al posto di Anonimo. Rende più facile capire chi sei e rispondere.

    RispondiElimina
  65. Hai ragione Toto,
    non ti preoccupare ho visto l'impressionante lavoro che state facendo per seguire
    "in diretta" gli sviluppi dei reattori di Fukushima.
    Rispondimi pure quando e se avrai tempo.
    Il vostro lavoro è eccezionale, continuate così !
    Mi sembrerebbe più pratico però l'uso di un forum per certi versi,
    sono sicuro che avrebbe un ottimo successo e sarebbe sicuramente utile
    a molti.

    Cari Saluti

    RispondiElimina
  66. gentilissimo sig.Toto,La ringrazio per questo bellissimo blog.Sono un tecnico e non uno scienziato.Ho notato che i reattori nucleari sono abbastanza simili alla vecchia pila di Fermi (barre di combustibile,barre di controllo).Ma dopo tutti questi anni è normale che la struttura del reattore debba ancora essere progettata in questo modo ?
    Mi sono documentato un poco e mi sono fatto una domanda: invece di creare strutture di contenimento sempre più sofisticate,non è possibile immaginare la struttura del nocciolo in modo completamente diverso?
    Io qualche idea me la sono fatta,ma mi chiedo se c'è qualcuno in qualche parte del mondo che sta pensando ad una struttura completamente diversa ,lei è al corrente se esiste qualche studio per ingegnerizzare e migliorare sia dal punto di vista dei costi che della sicurezza la struttura delle attuali centrali?
    Se le interessa potremo continuare questa discussione,per intanto la saluto cordialmente

    RispondiElimina
  67. Certo Anonimo 68 che mi va di continuare la discussione. In realtà ci sono molti modi in cui la sicurezza di un reattore nucleare è andata migliorando nel corso degli anni. Un'evoluzione fondamentale è stata l'introduzione di sistemi di emergenza passivi, ovvero che non necessitano di corrente elettrica esterna per poter essere azionate, ma semplicemente la termodinamica e la gravità.

    L'idea di base è sempre quella: combustibile, barre di controllo, moderatore e termovettore. Esistono nuovi concetti in cui il combustibile è mantenuto liquido (MSR) o i reattori a metallo liquido... però sono proprio curioso di sentire le sue opinioni!

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  76. pugliese etc etc...9 maggio 2011 11:34

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  78. pugliese che vive a parma preo9 maggio 2011 11:34

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  81. speriamo tanto d avere soltanto energia pulita

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  82. Tutto quello che vuoi ma se al posto della centrale nucleare avessimo avuto una centrale a combustibili fossili non si parlerebbe di 300 km di fondo marino radioattivo per i MIGLIAIA DI ANNI.....
    Per l'effetto serra e il co2 ho tante soluzioni da adottare insieme dal rinnovabile alla magiore efficienza energetica al marino all' eolico all'idroelettrico e domani mattina si cambia e finisce ....le scorie nucleare NON ESISTERA SOLUZIONE PER I PROSSIMI 10000 ANNI
    Economicamente NON FACCIANO I SOLITI IGNOTI una centrale moderna ha un ciclo di vita di 60 anni e ce ne vgliono 20 solo per rientrare nei costi ...se ci mettiamo i costi di smantellamento ce ne vorranno altri 20 a vremo indipendenza energetica quindi per soli 60-40=20 anni e dovremmo montare piu di una centrale nucleare per regione per avere appena il 70% con regioni con rischio sismico altissimo...
    ULTIMA COSA....SIAMO IN UN PAESE DI MERDA DOVE AUTOSTRADE SCUOLE E QUALUNQUE COSA PUBBLICA FA SCHIFO E VIENE FATTA COI PIEDI E CI SON INFILTRAZIONI CAMORRISTICHE...DOVE CAZZO VOLETE FARE STO NUCLEARE??? MA SIETE MATTI??????

    RispondiElimina
  83. Perche i territori vicini NON SONO A RISCHIO SISMICO Come l'ITALIA!!!!! Seconda cosa...INDOVINATE A CHI PAGHEREMO PER LA COSTRUIZIONE E LO SMALTIMENTO DELLE SCORIE?? SEMPRE I FRANCESE E SEMPRE PROFUMANTAMENTE SCORDATEVI L'ABBASSAMENTO DELLE BOLLETTE!!!!  PS Le centrali vengono fatte perchè  è l0ennersima opera pubblica dove tutti ci mangerammo e noi lo prendiamo in culo!!!

    RispondiElimina
  84. Ribruciare i prodotti di fissione crea altri prodotti esausti con TEMPO DI DECADIMENTO DECINE E DECINE DI VOLTE MAGGIORE rispetto agli attuali 10000 anni quindi io ci penserei 10000 volte prima di fare diqueste sciocchezze. 
    PS Oggi giorno NON ESISTE NESSUN RAPPORTO CHE LE SCORIE VENGONO BEN CONSERVATE NEL CEMENTO!!! nessuno sa da ora a 100 anni a 1000 anni cosa cacchio succedera alle scorie stipate sotto terra e se il cemento non fara filtatrare qualcosa o un terremoto rompa le gabbie di contenimento etc...ragazzi stiamo lasciando merda per migliaia e migliaia di anni sottoterra che se esce fuori e va nelle falde e entra nell'ecosistema SONO CACCHI AMARI!!!

    PPS se la camorra mangia su qualcosa che non esplode e mi rovina un territorio per migliai di anni sincermanete sono piu contento

    RispondiElimina
  85. Domanda : nella scala INES sugli incidenti  il massimo  livello (7) è considerato quando c'è un rilascio all'esterno di un impianto di ingenti quantità di materiale radioattivo. Nei casi finora avvenuti dovuti ad esplosioni chimiche. Ma l'evento più grave (di cui non si parla mai) di una reazione incontrollata di tipo esplosivo è possibile ? E nelle centrali di IV gen? Penso ci sia differenza fra evento altamente improbabile e impossibile.
    grazie, Diego

    RispondiElimina
  86. Diego sono in vacanza e ti rispondo molto velocemente. Con esplosione intendi tipo bomba atomica? Se si' allora mi sentirei di escluderlo perche' il combustibile nei due e' molto diverso.

    Cerchero' di ampliare la risposta al mio rientro.

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  87. buonasera, io non ci capiscouna mazza, ma invece che raffreddarle, non possiamo fonderle??

    cioè avrà un punto di fusione dove diventerà un niente. tipo buttarle nel magma, non dovrebbe distruggerle completamente ???

    so che è una cavolata, ma è pur sempre una domanda!!

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  88. Anonimo direi proprio di no. O meglio il combustibile a Fukushima e' gia' fuso, ma il problema e' evitare la diffusione di ulteriori contaminanti radioattivi cosa molto ostica durante la fusione

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  89. Si' , la domanda da profano è se nelle centrali nucleari attuali e future, in primis quelle di IV gen, è possibile che la reazione nucleare vada fuori controllo e produca un'esplosione, non chimica, ma nucleare con fissione e/o fusione. La teoria che cosa ci dice ? che una reazione veloce di tipo esplosivo è impossibile ? o molto poco probabile ?  attendo tue notizie al tuo rientro.... ciao  

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  90. C'e' una categoria di reattori chiamata "intrinsecamente sicuri". Dovrebbe persino esserci una domanda e risposta nel testo dell'articolo.

    In questi reattori la fissione avviene lentamente a differenza di una bomba, e se ci fosse un aumento di potenza non accompagnato da un aumento di portata di acqua, allora le leggi della fisica smorzano questo aumento.

    In definitiva direi di no, ma magari sentiamo anche il parere di @ValerianoB

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  91. Bel blog prima di tutto.Ho 2 domande,la prima è : come si accende il reattore?quali sono le fasi?
    La seconda : chi estrae,raffina e produce i combustibili nucleari?

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  92. Ciao DiegoJAH!

    Per la prima domanda trovi una risposta anche in un altro post citato all'inizio di questo.

    In poche parole dipende dalle carattestiche del combustibile: cirtico, supercritico o sottocritico. I reattori per energia sono generalmente critici, il che vuol dire che appena tolte le barre di controllo il combustibile e' pronto per sostenere una reazione a catena. Ma serve il primo neutrone. Possiamo aspettare fino al primo decadimento per fissione spontanea oppure inserire una sorgente.

    Bella anche la seconda domanda. I paesi produttori (nel senso che hanno e vendono uranio) sono in ordine Kazakhstan, Canada, Australia, Namibia e Niger. Sono tre le maggiori imprese coinvolte Cameco (Canada), Areva (Francia) e KazAtomProm.

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  93. Lorenzo Leonardi14 giugno 2011 12:08

    Perchè non fanno centrali a Torio?

    Lorrenzo

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  94. Ciao,



    volevo saper che differenza c'è tra le centrali nucleari spente qui in
    Italia e quelle attive in Francia. Se dovesse succedere qualche
    catastrofe naturale che le intaccasse a quali conseguenze potrebbero
    portare?

    Grazie mille!



    Fabio

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  95. Ciao Lorenzo, le centrali basate sul ciclo del torio sono attualmente in fase di progetto in India e Cina.

    Ci sono aspetti positivi e negativi che devono ancora essere opportunamente studiati.

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  96. Di preciso non conosco l'inventario di combustibile irraggiato e non che e' ancora nelle varie centrali. So che almeno parte del conbustibile e' stato trasferito in Francia.

    Le centrali spente italiane sono decisamente spente, nel senso che se anche ci fosse del combustibile irraggiato, non necessita più di raffreddamento in piscina.

    Le conseguenze di un disastro naturale sulle centrali italiane sarebbero minime se comparate a quelle di una centrale attiva.

    Per essere più preciso dovrei conoscere quante barre ci sono in Italia. Sorry :(

    RispondiElimina
  97. Come mai non esiste nel mondo una compagnia di assicurazioni che accetti una polizza per assicurare una centrale nucleare??

    .

    RispondiElimina
  98. p'erchè se ci fosse un reattore a fusione nucleare non ci sarebbe radioattività?

    RispondiElimina
  99. In un reattore a fusione non c'e' produzione di scorie nel senso che quanto prodotto dalla fusione non e' radioattivo a differenza dei prodotti di fissione.

    Nella fusione c'e' solo una piccola componente di materiale che costituisce il reattore che e' esposto al flusso dei neutroni e puo' attivarsi, ovvero diventare radioattivo.

    Nell'intro di questo post c'e' un link ai reattori a fusione: prova a dargli un'occhiata.

    RispondiElimina
  100. Inutile dire che le centrali atomiche sono degli specie di dinosauri, una simile tecnologia in mano agli uomini non puo' che provocare disastri e vittime, con la differenza che il territorio rimane avvelenato per migliaia di anni. Consiglio di leggere 'La Centrale' di Filhol Elisabeth per capire il precariato e la mancanza di controlli in Francia, consiglio anche di vedere programmi che hanno parlato della nuova centrale di 'quarta generazione' in costruzione in Finlandia...un pozzo di soldi senza fondo e una gran fretta di finire passando sopra ai dovuti controlli. Il reattore finlandese secondo la stessa società francese non si sa quanto costerà e non si sa quando sarà pronto!!!
    Però abbiamo bisogno di tanta elettricità!!Ma proprio nessuno ha sentito parlare del rapporto 41????

    RispondiElimina
  101. Perchè dicono che quando una centrale nucleare scende sotto un certo livello di potenza prodotta diventa pericoloso?

    RispondiElimina
  102. E' vero nel caso di reattori a "coeffieciente di vuoto positivo" come quello di Chernobyl. In tal caso la reazione ha una retroazione positiva, ovvero reagisce alle flutttuazioni amplificandole. I reattori moderni invece le smorzano.

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  103. quanto durano le barre di contenimento, prima di essere piene di elettroni ?

    RispondiElimina
  104. @4de5bba404ed0de082374ea904da3af4 , scusa ma non capisco la domanda. Di preciso cosa intendi per barre di contenimento? Ti riferisci forse alle barre di controllo? Tutto è pieno di elettroni, le barre di controllo come noi esseri umani. 
    Puoi riformulare la domanda? Non è colpa tua, ma sono io lento a capire....

    RispondiElimina
  105. Giovannibordi2 marzo 2012 19:13

    si si di controllo scusami

    RispondiElimina
  106. il principio delle barre di controllo è quello di bloccare una parte del flusso di neutroni presenti nel nocciolo in modo da far cessare la reazione a catena. 

    la cattura dei neutroni avviene ad opera del boro (B-11) che si trasforma in B-12 e che in 20 millisecondi si dimezza in carbonio 12. Quindi a tutti gli effetti parte del boro di cui è composta la barra di controllo si "consuma" trasformandosi in carbonio. 

    in realtà le barre di controllo sono esposte ad un flusso intenso di neutroni solo nei primissimi istanti dello spegnimento del reattore, perché non appena la reazione a catena viene interrotta, il flusso di neutroni diventa quasi trascurabile. 

    inoltre durante le fasi di spegnimento, l'acqua con cui viene attivamente raffreddato il reattore per rimuovere il calore di decadimento viene "avvelenata" ovvero viene aggiunto acido borico per avere lo stesso effetto.

    spero di averti più o meno risposto. se così non fosse, torna qui a chiedere!  

    RispondiElimina
  107. Giovannibordi10 marzo 2012 19:56

    grazie mille toto sei stato moltochiaro!

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  108. Quanto personale può occupare una centrale nucleare di ultima generazione?

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  109. Bella domanda Paolo, di preciso non ti so rispondere, ma prometto che lunedì chiedo ad un mio collega che ha lavorato in centrale e ti faccio sapere il suo caso specifico.

    RispondiElimina
  110. Quali sistemi di sicurezza è necessario adottare per gli operatori addetti ad un ciclotrone per la produzione di radiofarmaci? Lo smaltimento come avviene dell'aria interna e dell'acqua, ci sono pericoli per l'ambiente circostante e per l'uomo?
    Grazie

    RispondiElimina
  111. ciao @amedeosabato domande molto precise le tue e per fortuna che ho lavorato nell'ambito per tre anni.


    Durante l'irraggiamento (ciclotrone con fascio in funzione), l'aria si attiva (diventa radioattiva), ma ha una vita media piuttosto breve. Nelle nuove installazioni si minimizza il volume d'aria mettendo delle strutture che riempiono i volumi e che non si attivano, l'aria restante viene tutta aspirata e stoccata in bombole per il tempo necessario al decadimento.


    Per l'acqua, dipende dal radiofarmaco. Il più comune è il [18]FDG, dove l'elemento radioattivo è il fluoro-18 con emivita di 2 ore circa. Si usa pochissima acqua, diciamo 5 ml per irraggiamento e la quasi totalità della radioattività proviene dal 18F e quindi rimossa dall'acqua per la realizzazione del farmaco. Nell'acqua irraggiata restano tracce di radioattività, in particolare trizio dall'attivazione dell'acqua stessa e vanadio 48 da impurezze del target.


    Se l'impianto lavora secondo la specifica rilasciata dagli ispettori, non ci sono rischi per l'ambiente e per l'uomo.

    RispondiElimina

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