La nostra famiglia è tra i maggiori sostenitori di Disney Pixar e Dreamworks, abbiamo praticamente tutti i loro capolavori di animazione che a rotazione guardiamo. Proprio grazie a questo supporto economico, la Pixar ci ha omaggiato con un cadeau che ci è stato consegnato proprio oggi: una chitarra gonfiabile (voto: 6-- di stima), un paio di ali tipo trilli (voto: 6+ con riserva) e un cofanetto con quattro DVD delle Cronache di Narnia (voto: wow!)
Non resisto alla tentazione, scarto il cofanetto e infilo il primo disco mentre stiamo cucinando la cena. Dopo la prima decina di minuti, dove ho dovuto rispondere a domande pressanti su cosa fosse la guerra e perché ci fosse gente così cattiva da voler costruire le bombe in fabbrica, la situazione volge decisamente a mio favore. La piccola Lucy scopre l'ingresso al fantastico regno di Narnia e i bambini restano ammirati dalla neve, dal fauno, dalla casetta nell'albero e così via...
Io per un quarto d'ora buono torno ad essere un adulto dal punto di vista cinematografico, il film mi cattura e mi piace. Intendiamoci, non è che non gradisca i cartoni animati... ma un bel film è tutta un'altra cosa. Il sogno è svanito intorno al minuto 47 quando hanno voluto venirmi in braccio e ho capito che era ora di tornare a Peppa Pig.
Così, adesso che ho assaporato il sapore di un bel film, mi domando quando sarà di nuovo il tempo di vedere qualche grande classico come il Signore degli Anelli o la mitica saga di Guerre Stellari.
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4 marzo 2013
24 novembre 2012
Mamma, saluta pure i mobili
Così, dopo che nelle precedenti edizioni di feste di compleanno e regali di Natale, si era dotato di motosega, caschetto, guanti e occhiali protettivi, con la tuta della festa di oggi, il set è completo. E adesso la mamma può salutare tranquillamente i mobili!
22 novembre 2012
Quattro
Ho appena finito l'assistenza alla fase uno di tre dell'assemblaggio di un camion a rimorchio per trasporto inerti da miniera. L'oggetto è una costruzione di Lego, con i pezzi piccoli, come direbbe con un filo d'orgoglio mal celato, il legittimo proprietario che l'ha ricevuto per il suo quarto compleanno.
E così sono già quattro anni, vola proprio il tempo quando ci si diverte, e Jack di divertimento ce ne da proprio parecchio. Questa sera abbiamo festeggiato in piccolo, solo tra noi quattro (questo numero che per lui è una maledizione), e dovrà aspettare fino a sabato pomeriggio per la celebrazione più in grande con i nonni e gli zii e quando riceverà l'atteso regalo: una tuta da boscaiolo per giocare in giardino e nel bosco con il nonno!
Tanti auguri Giacomo e non crescere troppo in fretta, mi raccomando!
E così sono già quattro anni, vola proprio il tempo quando ci si diverte, e Jack di divertimento ce ne da proprio parecchio. Questa sera abbiamo festeggiato in piccolo, solo tra noi quattro (questo numero che per lui è una maledizione), e dovrà aspettare fino a sabato pomeriggio per la celebrazione più in grande con i nonni e gli zii e quando riceverà l'atteso regalo: una tuta da boscaiolo per giocare in giardino e nel bosco con il nonno!
Tanti auguri Giacomo e non crescere troppo in fretta, mi raccomando!
7 agosto 2012
Eppure è subacquea!
Se compri un dispositivo di alta tecnologia e sulla confezione c'è scritto a lettere cubitali "1.5 m shockproof" non ti viene necessariamente l'impulso di provare a vedere se funziona ancora dopo una caduta dal tavolo della cucina. Ma se su una macchina fotografica digitale c'è scritto "3 m waterproof" allora la tentazione di farle fare un bagnetto in piscina mi viene tutta. E vi posso confermare che è veramente così, non ho potuto provare alla profondità di 3 metri, ma la Olympus uTough 3000, come dice il nome, è effettivamente bella tosta e funziona anche sott'acqua.
30 luglio 2012
Vacanze tutte d'un fiato
L'inizio non è stato un granché, i bimbi, specialmente Giacomo, avevano enormi aspettative, ma dopo una serie di infuocati anticicloni africani e delle Azzorre, è arrivata la maga Circe che ha portato acqua e vento anche sulla costa adriatica. Se è già difficile trattenere le due belve durante una giornata uggiosa quando siamo a casa, immaginatevi cosa è stato metter loro un freno al mare sotto la pioggia e in una mini camera d'albergo.
19 luglio 2012
Come funziona un umidificatore ad ultrasuoni
Qualche settimana fa, un mio collega è diventato padre per la prima volta. Appena superato lo stato di totale allegrezza dell'evento ha iniziato a sperimentare con mano cosa significa essere genitore con pappe notturne, pianti inconsolabili, pannolini da cambiare, naso da pulire e cose di questo genere.
Non che la mia esperienza sia molto più vasta, però quella fase l'ho già vissuta almeno due volte e con due esemplari di piccoli umani differenti, quindi diciamo che comincio anche ad avere una certa base statistica. Si viene così allo scambio di consiglii, del tipo, ma voi quante volte al giorno usavate la soluzione salina per il naso? E il bagnetto, meglio la sera o al mattino? Lo sterilizzatore? Fino a quando siamo arrivati a parlare dell'umidificatore per la cameretta da letto: meglio caldo o freddo?
Io ho risposto caldo, perché avendoli provati entrambi, quello caldo mi sembra faccia meglio il suo scopo di permettere una migliore respirazione. Ma a quel punto ci siamo bloccati, come se il nostro cervello fosse partito per un loop infinito alla ricerca della risposta alla domanda: come funziona l'umidificatore a freddo?
Non che la mia esperienza sia molto più vasta, però quella fase l'ho già vissuta almeno due volte e con due esemplari di piccoli umani differenti, quindi diciamo che comincio anche ad avere una certa base statistica. Si viene così allo scambio di consiglii, del tipo, ma voi quante volte al giorno usavate la soluzione salina per il naso? E il bagnetto, meglio la sera o al mattino? Lo sterilizzatore? Fino a quando siamo arrivati a parlare dell'umidificatore per la cameretta da letto: meglio caldo o freddo?
Io ho risposto caldo, perché avendoli provati entrambi, quello caldo mi sembra faccia meglio il suo scopo di permettere una migliore respirazione. Ma a quel punto ci siamo bloccati, come se il nostro cervello fosse partito per un loop infinito alla ricerca della risposta alla domanda: come funziona l'umidificatore a freddo?
19 giugno 2012
Quando sarò grande...
Sono un po' assente, lo so. Al lavoro siamo veramente pienissimi di attività interessanti e passo anche dieci ore in laboratorio. La cosa non mi pesa affatto, anzi visto che potrebbero essere le mie ultime giornate in questo particolare lab, cerco di godermele il più possibile.
Prendo solo un minuto, prima di scappare a letto a riposarmi per farvi ridere, con quella che sembra una barzelletta e invece è una conversazione realmente avvenuta questa mattina con il piccolo Jack. Sono le 8 meno cinque minuti, ci stiamo mettendo tutti le scarpe per uscire e andare ognuno al proprio lavoro, quando lui inizia.
Prendo solo un minuto, prima di scappare a letto a riposarmi per farvi ridere, con quella che sembra una barzelletta e invece è una conversazione realmente avvenuta questa mattina con il piccolo Jack. Sono le 8 meno cinque minuti, ci stiamo mettendo tutti le scarpe per uscire e andare ognuno al proprio lavoro, quando lui inizia.
Jack: Papà, quando sarò grande mi puoi dare la tua cassetta degli attrezzi?Io: Sì, Giacomo.Jack: Con dentro tutti i ferri? (li chiama veramente così...)Io: Va bene.Jack: E anche il saldatore?Io: Ok. Jack: Non è che potresti cominciare a prepararmeli?
23 marzo 2012
Buon compleanno
19 marzo 2012
Che mestiere fare il papà
Per chi se lo fosse dimenticato, basta aprire Google per avere un reminder, oggi è la festa del papà e sarebbe un giorno normale se non ci fossero i figli, con un disegno con i pastelli o con una telefonata a renderlo speciale.
La notte appena trascorsa è stata piuttosto movimentata, con entrambi i nostri piccoli insonni: una per il mal di denti che piangeva senza pace e l'altro che faceva avanti e indietro dal bagno per qualcosa di indigesto. E proprio quando ero tutto impegnato in questo lavoro straordinario che mi sono tornate alla mente le stupende parole di Giacomo Poretti - meglio conosciuto da tutti come il baffetto del trio Aldo, Giovanni e Giacomo - raccolte in un articolo apparso su La Stampa di ieri, intitolato: Giacomo: è più facile fare il premier che il papà.
Prendete cinque minuti del vostro tempo per leggerlo, poi spendetene un minuto per pensare se siete un papà moderno o uno di quelli di una volta, e prima di passare oltre, investite un altro minuto, magari due e fate un colpo di telefono al vostro papà (sicuramente uno di quelli di una volta), solo per dirgli tanti auguri, o anche solo "ciao come stai?" se fare gli auguri vi sembra una cosa da asilo ormai passato di moda.
Io, lo faccio così: Auguri papà!
La notte appena trascorsa è stata piuttosto movimentata, con entrambi i nostri piccoli insonni: una per il mal di denti che piangeva senza pace e l'altro che faceva avanti e indietro dal bagno per qualcosa di indigesto. E proprio quando ero tutto impegnato in questo lavoro straordinario che mi sono tornate alla mente le stupende parole di Giacomo Poretti - meglio conosciuto da tutti come il baffetto del trio Aldo, Giovanni e Giacomo - raccolte in un articolo apparso su La Stampa di ieri, intitolato: Giacomo: è più facile fare il premier che il papà.
Prendete cinque minuti del vostro tempo per leggerlo, poi spendetene un minuto per pensare se siete un papà moderno o uno di quelli di una volta, e prima di passare oltre, investite un altro minuto, magari due e fate un colpo di telefono al vostro papà (sicuramente uno di quelli di una volta), solo per dirgli tanti auguri, o anche solo "ciao come stai?" se fare gli auguri vi sembra una cosa da asilo ormai passato di moda.
Io, lo faccio così: Auguri papà!
15 febbraio 2012
Tanti auguri Giulia Petta
Oggi è il compleanno della nostra piccola Giulia, soprannominata Petta da mamma, papà e ovviamente Giacomo. E' il suo primo compleanno e questa mattina l'abbiamo svegliata cantandole Tanti auguri tutti in coro. Se fosse stato per suo fratello, avremmo fatto colazione direttamente con la torta di compleanno, che invece mangeremo questa sera dopo cena.
Papà, ma come ero da piccola?
Cambio registro e scrivo i ricordi di questo anno trascorso insieme come se a leggerli sarai tu, Giulia, per il tuo decimo o ventesimo compleanno, quando curiosa ci chiederai come eri da piccola. Eri veramente una Petta piperita, eri piccolina, ma guai a farti mettere sotto. Noi avevamo un po' di timore per l'eventuale gelosia di tuo fratello, invece eri tu che non riuscivi proprio a sopportare la vista di Giacomo in braccio alla mamma. Pochi denti in bocca e capelli radi, ma lunghi sulla testa. Occhi blu da principessa e un sorriso da far innamorare.
Papà, ma come ero da piccola?
Cambio registro e scrivo i ricordi di questo anno trascorso insieme come se a leggerli sarai tu, Giulia, per il tuo decimo o ventesimo compleanno, quando curiosa ci chiederai come eri da piccola. Eri veramente una Petta piperita, eri piccolina, ma guai a farti mettere sotto. Noi avevamo un po' di timore per l'eventuale gelosia di tuo fratello, invece eri tu che non riuscivi proprio a sopportare la vista di Giacomo in braccio alla mamma. Pochi denti in bocca e capelli radi, ma lunghi sulla testa. Occhi blu da principessa e un sorriso da far innamorare.
14 gennaio 2012
Nella piscina dei grandi
Venerdì mattina scorso, faccio per svegliare Giacomo e lui mi dice che no, aveva deciso di andare in piscina e non a scuola. Questa mattina stesso ritornello, solo che almeno ho potuto rispondergli: oggi pomeriggio andiamo in piscina e tu per la prima volta entrerai da solo nella vasca dei grandi!
Giacomo, come anche la sorella, hanno iniziato ad andare in piscina da quando avevano sei mesi partecipando al corso di acquaticità, ma per lui oggi era la grande svolta: da oggi si inizia il corso di nuoto vero e proprio. Mamma e papà aspettano sugli spalti e lui entra da solo nella vasca con altri bambini e i due istruttori. Ha voluto prepararsi la borsa alle 11 di mattina (orario inizio corso 16:15!) e ogni 10 minuti mi domandava: andiamo in piscina?
Alla fine siamo quasi riusciti ad arrivare in ritardo, perché abituati ad andare la domenica mattina senza il minimo traffico, non abbiamo considerato il macello del sabato pomeriggio. La mamma era preoccupatissima e continuava a ripetere: mi raccomando fai quello che ti dice il tuo maestro. La mia unica preoccupazione era che si sarebbe gettato nella vasca da 25 metri appena uscito dagli spogliatoi. Invece è andato tutto alla perfezione, lui si è divertito come sempre, la mamma tratteneva il fiato in tribuna ogni volta che perdeva di vista la sua cuffia bianca e rossa e io che cercavo di rendermi conto di quanto è già diventato grande!
Giacomo, come anche la sorella, hanno iniziato ad andare in piscina da quando avevano sei mesi partecipando al corso di acquaticità, ma per lui oggi era la grande svolta: da oggi si inizia il corso di nuoto vero e proprio. Mamma e papà aspettano sugli spalti e lui entra da solo nella vasca con altri bambini e i due istruttori. Ha voluto prepararsi la borsa alle 11 di mattina (orario inizio corso 16:15!) e ogni 10 minuti mi domandava: andiamo in piscina?
Alla fine siamo quasi riusciti ad arrivare in ritardo, perché abituati ad andare la domenica mattina senza il minimo traffico, non abbiamo considerato il macello del sabato pomeriggio. La mamma era preoccupatissima e continuava a ripetere: mi raccomando fai quello che ti dice il tuo maestro. La mia unica preoccupazione era che si sarebbe gettato nella vasca da 25 metri appena uscito dagli spogliatoi. Invece è andato tutto alla perfezione, lui si è divertito come sempre, la mamma tratteneva il fiato in tribuna ogni volta che perdeva di vista la sua cuffia bianca e rossa e io che cercavo di rendermi conto di quanto è già diventato grande!
8 gennaio 2012
Primi passi
Ieri sera è avvenuto un evento straordinario, e non mi riferisco alla vittoria per 5 a 0 dell'Inter, cosa per altro degna di menzione in un giorno speciale. L'evento, decisamente più familiare, sono stati i primi passi di Giulia sotto lo sguardo attonito dei genitori e le grida di incoraggiamento del fratello. Non ha nemmeno 11 mesi, eppure sembra decisa ad iniziare a correre.
I due si assomigliano sotto tanti aspetti, entrambi svegli e attenti a quello che succede, con una buona dose di vivacità innata, ma hanno anche degli aspetti decisamente caratteristici e praticamente agli opposti. Giacomo, il più grande, è solo marginalmente geloso, direi quella gelosia inevitabile tra fratelli. Giulia è estremamente gelosa, non può sopportare la visione della mamma che abbraccia il fratello. Chissà quali saranno le sue reazioni quando lunedì Francesca riprenderà a lavorare dopo la maternità.
I due si assomigliano sotto tanti aspetti, entrambi svegli e attenti a quello che succede, con una buona dose di vivacità innata, ma hanno anche degli aspetti decisamente caratteristici e praticamente agli opposti. Giacomo, il più grande, è solo marginalmente geloso, direi quella gelosia inevitabile tra fratelli. Giulia è estremamente gelosa, non può sopportare la visione della mamma che abbraccia il fratello. Chissà quali saranno le sue reazioni quando lunedì Francesca riprenderà a lavorare dopo la maternità.
22 dicembre 2011
Toto il pompiere
Se solo Giacomo fosse stato a casa! Sarebbe impazzito vedendo suo papà, che ogni tanto si destreggia come Manny Tuttofare, trasformarsi per l'occasione in Sam il pompiere. Con calma però, prima vi devo spiegare che mentre in tutta Italia piove, nevica e fa un freddo cane, qui da noi fa solo freddo e c'è un secco da far paura. Casa nostra è piuttosto fuori mano, con un bosco alle spalle e una serie di prati "incolti" tutt'attorno. E' pomeriggio e mi suona il campanello, aspettavo l'elettricista e quindi non mi sono stupito della visita, ma mi ha incuriosito il fumo che saliva da appena fuori la nostra siepe e spaventosamente vicino alla mia auto parcheggiata.
Penso che qualcuno sta, pericolosamente, eliminando qualche montagna di foglie secche bruciandole, ma quando vedo la mia vicina affannarsi avanti ed indietro con un secchio e un altro mi domanda il numero dei vigili del fuoco, allora cambio decisamente idea e mi precipito. Proprio come si vede nei film, le fiamme stavano bruciando foglie secche e sterpaglie seguendo una traiettoria semi-circolare e lasciando terra bruciata alle spalle. E qui è scattato il pompiere che c'è in me.
Sono corso in casa, presa la canna dell'acqua e gettata al di là della siepe. A spegnere il fuoco ci sono voluti pochi secondi, poi ci siamo assicurati che tutto intorno fosse parecchio bagnato e ci siamo goduti i nostri cinque minuti di eroismo!
Penso che qualcuno sta, pericolosamente, eliminando qualche montagna di foglie secche bruciandole, ma quando vedo la mia vicina affannarsi avanti ed indietro con un secchio e un altro mi domanda il numero dei vigili del fuoco, allora cambio decisamente idea e mi precipito. Proprio come si vede nei film, le fiamme stavano bruciando foglie secche e sterpaglie seguendo una traiettoria semi-circolare e lasciando terra bruciata alle spalle. E qui è scattato il pompiere che c'è in me.
Sono corso in casa, presa la canna dell'acqua e gettata al di là della siepe. A spegnere il fuoco ci sono voluti pochi secondi, poi ci siamo assicurati che tutto intorno fosse parecchio bagnato e ci siamo goduti i nostri cinque minuti di eroismo!
15 dicembre 2011
Una gita alla Pixar
Magari in un futuro andremo a visitare gli studios in California, per quest'anno ci siamo accontentati della Mostra Pixar a Milano presso il PAC (Padiglione d'Arte Contemporanea). L'interesse per il soggetto è stato chiaramente suscitato dal piccolo Jack che tra i suoi eroi cartonati annovera miti Pixar e del concorrente Dreamworks in gran quantità. E così ci siamo presi il pomeriggio libero e oltre alla mostra, in un colpo solo, Giacomo e Giulia hanno provato l'ebbrezza del treno e della metropolitana.
La mostra ce l'aspettavamo diversa. Forse eravamo partiti con il preconcetto sbagliato che trattandosi di cartoni animati adorati dai nostri figli dovesse essere una specie di parco giochi a tema con intrattenimento, mega pupazzi, attrazioni oltre ovviamente all'arte che si cela dietro la realizzazione di questi capolavori digitali. In realtà, a parte qualche modellino in scala in resina ureica espansa, c'erano solo due pupazzoni di Monsters & Co. a cui era permesso avvicinarsi e fare una fotografia. Tutto il resto era arte, bozzetti, rappresentazioni artistiche delle più svariate tecniche tratte dai film d'animazione.
La mostra ce l'aspettavamo diversa. Forse eravamo partiti con il preconcetto sbagliato che trattandosi di cartoni animati adorati dai nostri figli dovesse essere una specie di parco giochi a tema con intrattenimento, mega pupazzi, attrazioni oltre ovviamente all'arte che si cela dietro la realizzazione di questi capolavori digitali. In realtà, a parte qualche modellino in scala in resina ureica espansa, c'erano solo due pupazzoni di Monsters & Co. a cui era permesso avvicinarsi e fare una fotografia. Tutto il resto era arte, bozzetti, rappresentazioni artistiche delle più svariate tecniche tratte dai film d'animazione.
22 novembre 2011
Il compleanno d'autunno
"Papà, hai visto che cadono le foglie? Vuol dire che è autunno ed è il mio compleanno!" È una frase che mi hai ripetuto spesso in questi giorni mentre ti accompagnavo alla scuola materna. Sei il più piccolo di tutta la scuola e solo oggi compi tre anni. Da un po' di tempo ci alleniamo a contarli sulle dita e oggi hai potuto finalmente fare sfoggio della tua età ai compagni e amici.
Mi fai impazzire quando di fronte ad una nuova attività mi chiedi: quando divento un po' più grande, posso farla io? Come posso risponderti di no. Oppure quando mi dici di fare attenzione, per esempio ad affettare il salame con il coltello vero ed io che per poco non ci lascio un dito.
Oggi all'asilo sarà una grande festa perché coincidenza vuole che oltre alla torta con le candeline, alle caramelle e alla coca cola, è in programma la gita nel bosco, per uno spettacolo teatrale sul palcoscenico della natura, con le foglie scricchiolanti per terra, gli alberi spogli e quella foschia mattutina trafitta dai tenui raggi del sole che rendono l'autunno una stagione meravigliosa. Sei un amante della natura, staresti tutto il giorno in giardino o dallo zio con le tue caprette, le anatre e adesso pure le oche. Vai meno d'accordo con le castagne, perché una caduta sui ricci mentre le stavamo raccogliendo ti ha riempito una mano di spine. E che pianti e urla per torglierle!
Questa sera ti arriverà il regalo di mamma e papà, due Buzz Lightyear, uno vero - come dice tu -, ovvero un pupazzo giocattolo, e uno da montare con i mattoncini Lego. La festa, con i nonni e gli zii, è in programma per sabato, così che avremo più tempo per stare tutti insieme.
Tre anni sembrano tanti e invece passano in un lampo, sembrava ieri il tuo primo giorno a casa, il tuo primo dentino, il tuo primo compleanno con i tuoi primi passi e adesso è già passato anche il tuo primo giorno di scuola. Ci saranno ancora tante prime volte, tante nuove esperienze e noi ti auguriamo di viverle tutte con quel sorriso con cui ci saluti ogni mattina appena sveglio!
Mi fai impazzire quando di fronte ad una nuova attività mi chiedi: quando divento un po' più grande, posso farla io? Come posso risponderti di no. Oppure quando mi dici di fare attenzione, per esempio ad affettare il salame con il coltello vero ed io che per poco non ci lascio un dito.
Oggi all'asilo sarà una grande festa perché coincidenza vuole che oltre alla torta con le candeline, alle caramelle e alla coca cola, è in programma la gita nel bosco, per uno spettacolo teatrale sul palcoscenico della natura, con le foglie scricchiolanti per terra, gli alberi spogli e quella foschia mattutina trafitta dai tenui raggi del sole che rendono l'autunno una stagione meravigliosa. Sei un amante della natura, staresti tutto il giorno in giardino o dallo zio con le tue caprette, le anatre e adesso pure le oche. Vai meno d'accordo con le castagne, perché una caduta sui ricci mentre le stavamo raccogliendo ti ha riempito una mano di spine. E che pianti e urla per torglierle!
Questa sera ti arriverà il regalo di mamma e papà, due Buzz Lightyear, uno vero - come dice tu -, ovvero un pupazzo giocattolo, e uno da montare con i mattoncini Lego. La festa, con i nonni e gli zii, è in programma per sabato, così che avremo più tempo per stare tutti insieme.
Tre anni sembrano tanti e invece passano in un lampo, sembrava ieri il tuo primo giorno a casa, il tuo primo dentino, il tuo primo compleanno con i tuoi primi passi e adesso è già passato anche il tuo primo giorno di scuola. Ci saranno ancora tante prime volte, tante nuove esperienze e noi ti auguriamo di viverle tutte con quel sorriso con cui ci saluti ogni mattina appena sveglio!
21 novembre 2011
Nostalgia da cartone animato
Rispondo qui all'amico Giorgio che in un suo recente articolo ha parlato dei cartoni animati dei bambini degli anni 70. Io sono nato nella seconda metà di quegli anni e non ricordo cartoni animati, o meglio ho un ricordo di mio nonno - che è morto quando avevo 3 anni - che mi faceva vedere su un vecchio televisore a tre canali in bianco e nero gli episodi di Dolce Remi.
I cartoni animati che hanno fatto la mia fanciullezza sono però altri e sono decisamente degli anni ottanta. Stiamo parlando di capolavori come Sampei il pescatore con le sue avventure che ogni bambino vorrebbe ripetere. E come dimenticare poi i giganti della robotica giapponese, come il mitico Jeeg Robot d'acciaio? Quante volte l'ho visto sfrecciare con la sua motocicletta e chiedere alla compagna di lanciargli i componenti.
Adesso di cartoni animati ne faccio quotidianamente un'indigestione. Giacomo, ne ha parecchi preferiti. A partire dal grande schermo, i suoi disegni animati preferiti sono l'orco Shrek, Buzz and Woody della saga di Toy Story e, solo recentemente sotto l'influenza dei compagni d'asilo, anche la fiammante Saetta McQueen di Cars. A metà tra il grande e il piccolo schermo, a farla da padrone è l'inimitabile Handy Manny, l'aggiustattutto, di cui il piccolo Jack ha tutti i personaggi attrezzi. Passando alla Tv, noi dobbiamo ringraziare il digitale terrestre per il canale 43 - Rai YoYo, che trasmette solo programmi sicuri per bambini. A farla da padrone sono il postino Pat e il pompiere Sam, ma ci piacciono molto anche gli episodi di Minuscule (pure il sito è stupendo) e le Fiabe Ungheresi, che di sicuro non sono un cartone moderno, ma che ancora riscuote molto successo.
A proposito, potrebbe esserci una nuova invasione di cartoni animati su Facebook, quindi siete doppiamente incoraggiati a fare un viaggio nei vostri ricordi.
I cartoni animati che hanno fatto la mia fanciullezza sono però altri e sono decisamente degli anni ottanta. Stiamo parlando di capolavori come Sampei il pescatore con le sue avventure che ogni bambino vorrebbe ripetere. E come dimenticare poi i giganti della robotica giapponese, come il mitico Jeeg Robot d'acciaio? Quante volte l'ho visto sfrecciare con la sua motocicletta e chiedere alla compagna di lanciargli i componenti.
Adesso di cartoni animati ne faccio quotidianamente un'indigestione. Giacomo, ne ha parecchi preferiti. A partire dal grande schermo, i suoi disegni animati preferiti sono l'orco Shrek, Buzz and Woody della saga di Toy Story e, solo recentemente sotto l'influenza dei compagni d'asilo, anche la fiammante Saetta McQueen di Cars. A metà tra il grande e il piccolo schermo, a farla da padrone è l'inimitabile Handy Manny, l'aggiustattutto, di cui il piccolo Jack ha tutti i personaggi attrezzi. Passando alla Tv, noi dobbiamo ringraziare il digitale terrestre per il canale 43 - Rai YoYo, che trasmette solo programmi sicuri per bambini. A farla da padrone sono il postino Pat e il pompiere Sam, ma ci piacciono molto anche gli episodi di Minuscule (pure il sito è stupendo) e le Fiabe Ungheresi, che di sicuro non sono un cartone moderno, ma che ancora riscuote molto successo.
A proposito, potrebbe esserci una nuova invasione di cartoni animati su Facebook, quindi siete doppiamente incoraggiati a fare un viaggio nei vostri ricordi.
18 settembre 2011
Prima settimana di asilo
Il risultato è stato che mercoledì scorso, quando per la prima volta si è fermato a pranzare con i compagni e la mamma è andata a prenderlo alle 14, orario di chiusura in queste settimane iniziali a tempo ridotto, lui non voleva tornare a casa perché aveva ancora troppo lavoro da fare. Mi fa un po' sorridere, ma è proprio lui a chiamarlo così, quello è il suo lavoro e lo deve fare con il massimo impegno. E come dargli torto.
Lunedì, primissimo giorno, Francesca si è appostata con la macchina dietro un furgoncino parcheggiato in prossimità del parco dell'asilo. Dalla sua postazione privilegiata poteva vedere i bambini che in quel momento era fuori a giocare senza essere vista. Quando si è accorta che anche dal furgoncino stavano facendo la stessa opera di spionaggio, sarebbe voluta sprofondare sotto terra, ma ormai il danno era fatto. Un consiglio per i dirigenti scolastici: insieme all'inserimento per i bambini, programmate anche un disinserimento per i genitori, ve ne saranno molto grati.
Altra gradevole sorpresa è che a Giacomo piace la cucina della scuola. Mentre a casa dargli da mangiare è una tortura e per fargli ingoiare un boccone bisogna rincorrerlo su è giù per le scale, la maestra ci ha detto che si siede al tavolo come un grande e non se ne va fino a quando non svuota il piatto. Meglio così.
E per finire, venerdì ha fatto pure il suo primo giorno di assenza, causa febbre. Sembra che la prima epidemia di raffreddore abbia colpito la sua classe e lui chiaramente non poteva esimersi dal partecipare. Oggi sta un po' meglio, avendo trasferito la candela al naso alla sorella, ma niente piscina e speriamo di poter tornare al lavoro lunedì.
8 settembre 2011
Me grande adesso!
Primo giorno di asilo. Anzi, no: di scuola materna, come si dice adesso. Asilo lo chiamiamo solo noi di una certa età! E sembrava ieri quando il piccolo Jack nasceva e questa mattina (ieri per chi leggo) lo abbiamo accompagnato alla scuola materna per la prima volta. Non è il vero e proprio inizio, che sarà lunedì, ma una sorta di gita per conoscere le maestre, l'ambiente e gli altri nuovi bimbi. Insomma un pre-inserimento.
La sua è una scuola di quartiere molto piccolina, nella sua sezione, quella delle coccinelle, sono solo cinque i nuovi arrivati e sono un po' meno di venti alunni se si aggiungono anche i mezzani e i grandi. Due, invece, le maestre che si dividono le ore di lavoro per dare riposo alla povera voce. Non avrei mai detto, ma il mestiere - forse sarebbe meglio chiamarla vocazione - della maestra della materna è davvero un lavoro impegnativo.
Giacomo si è ambientato piuttosto in fretta e quando era ora di andare a casa, non era troppo dell'opinione di lasciare i giochi e i compagni per andare a mangiare. Per fortuna che lunedì è subito dietro l'angolo. La mamma era quella più preoccupata e credo anche quella che subirà maggiormente il dolore del distacco. Questa sera però ha fatto venire il magone anche a me, quando con il candore tipico dei bambini, mi ha detto: "papà, me grande adesso!"
La sua è una scuola di quartiere molto piccolina, nella sua sezione, quella delle coccinelle, sono solo cinque i nuovi arrivati e sono un po' meno di venti alunni se si aggiungono anche i mezzani e i grandi. Due, invece, le maestre che si dividono le ore di lavoro per dare riposo alla povera voce. Non avrei mai detto, ma il mestiere - forse sarebbe meglio chiamarla vocazione - della maestra della materna è davvero un lavoro impegnativo.
Giacomo si è ambientato piuttosto in fretta e quando era ora di andare a casa, non era troppo dell'opinione di lasciare i giochi e i compagni per andare a mangiare. Per fortuna che lunedì è subito dietro l'angolo. La mamma era quella più preoccupata e credo anche quella che subirà maggiormente il dolore del distacco. Questa sera però ha fatto venire il magone anche a me, quando con il candore tipico dei bambini, mi ha detto: "papà, me grande adesso!"
25 agosto 2011
Quel maledetto divano letto...
| Il pirata Jack |
Trasferiti sì, ma non certo ai poli, ci siamo accontentati di preparare un divano letto matrimoniale e allestire due lettini da campeggio per i bambini in taverna, che con i suoi 23 gradi offre un ambiente molto più accogliente.
Come accade a tutti quelli che utilizzano il divano letto solo in rare occasioni, il semplice fatto di eseguire la trasformazione diventa un'acrobazia. Nel tentativo di ricordarmi come avevo fatto la volta precedente, ho tirato un po' qua, alzato un po' là, sudato tanto e alla fine mi sono lasciato cadere la base del letto dritta su un piede. Con le lacrime agli occhi ho infilato il piede in una ciabatta di ghiaccio e ho finito di preparare la branda.
Il risultato finale non è stato così male, un po' scomodo forse, ma dormire al fresco è tutta un'altra cosa rispetto a rosolarsi tra le lenzuola. Così decidiamo di lasciare montato l'aggeggio e continuare nell'esperienza. La seconda notte, cioè ieri sera, il maledetto letto ha colpito ancora. Questa volta il bersaglio è stato il piccolo Jack e le conseguenze ben più gravi e dolorose: uscendo di corsa dalla sala giochi e scivolando sul pavimento, è andato a sbattere il sopracciglio sinistro dritto contro lo spigolo del letto. Risultato: corsa di gran carriera all'ospedale, paura e stress per mamma e papà e il piccolo Jack che si laurea pirata con quattro bei punti di sutura proprio dove anche sua zia (stesso carattere e stessa dinamicità) ha un ricordo di una caduta contro il letto.
Lui è stato veramente un grande, molto coraggio e nemmeno una lacrima. Molto più coraggioso del padre, che appena vede una goccia di sangue va in modalità standby e non è facile riavviarlo. Al termine della sutura, Giacomo era ancora un po' intimorito, ma come vedete anche nella foto, non troppo scombussolato. Io ero talmente pallido e stralunato che l'infermiera mi ha chiesto se volevo qualcosa. Volete sapere la mia risposta? Uscire al più presto da questo posto!
Sono i suoi primi punti e la nostra prima corsa all'ospedale. Speriamo che serva di lezione, a lui e anche a noi.
4 agosto 2011
Hic sunt leones
Quando venerdì scorso ho detto a Giacomo che questa settimana sarei stato in ferie, lui ha iniziato a saltare per la casa e a gridare "Leoni! Leoni!". Si trattava di una vecchia promessa ancora non mantenuta di andare a fare una gita al Parco Faunistico delle Cornelle nella bergamasca per poter vedere dal vivo i suoi beniamini dei film Madagascar e Kung Fu Panda. In particolare i felini, il leone e la tigre, e la simpatica zembra.
E così pronti via, questa mattina, non troppo presto, siamo partiti alla volta di Valbrembo armati di tutto il necessario dei gitanti: panini e bibite per il pic nik, macchina fotografica, cappellino, occhiali da sole, felpa nel malaugurato caso che non si deve nemmeno nominare e tanto entusiasmo.
Giulia è ancora troppo piccola per avere un'opinione sugli animali, ma per Giacomo sono una vera passione. Non perde occasione di andare a trovare le sue capre e di portargli qualche tozzo di pane raffermo o le bucce delle mele o le anatre anche quelle in realtà dello zio, ma il leone... il leone è tutta un'altra storia. Prima di continuare, se vi va, guardatevi il riassunto della nostra gita in un minuto esatto in questo video.
La giornata è stata spettacolare, anche troppo calda. Il posto è accogliente, esattamente come me lo ricordavo dalla mia ultima visita, quando ero un ragazzino e nell'occasione mi avevano fregato il portafoglio. E' superfluo dire che Giacomo si è divertito un mondo e adesso ogni due minuti esibisce la sua tigre giocattolo e, ruggendo, mima un attacco, per poi tranquillizzare tutti dicendo: "Questa è finta!".
Questa notte i nostri sogni avranno lo sfondo della savana...
E così pronti via, questa mattina, non troppo presto, siamo partiti alla volta di Valbrembo armati di tutto il necessario dei gitanti: panini e bibite per il pic nik, macchina fotografica, cappellino, occhiali da sole, felpa nel malaugurato caso che non si deve nemmeno nominare e tanto entusiasmo.
Giulia è ancora troppo piccola per avere un'opinione sugli animali, ma per Giacomo sono una vera passione. Non perde occasione di andare a trovare le sue capre e di portargli qualche tozzo di pane raffermo o le bucce delle mele o le anatre anche quelle in realtà dello zio, ma il leone... il leone è tutta un'altra storia. Prima di continuare, se vi va, guardatevi il riassunto della nostra gita in un minuto esatto in questo video.
La giornata è stata spettacolare, anche troppo calda. Il posto è accogliente, esattamente come me lo ricordavo dalla mia ultima visita, quando ero un ragazzino e nell'occasione mi avevano fregato il portafoglio. E' superfluo dire che Giacomo si è divertito un mondo e adesso ogni due minuti esibisce la sua tigre giocattolo e, ruggendo, mima un attacco, per poi tranquillizzare tutti dicendo: "Questa è finta!".
Questa notte i nostri sogni avranno lo sfondo della savana...
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