We all know Disqus is great, but this doesn't mean it could be better. One feature that Blogger users are loosing moving from the standard comment system to Disqus is the ability of displaying a message before the comment list. Generally speaking this message is very useful because blog authors can use it to define common rules for commenting or a sort of disclaimer.Cerca nel blog
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Visualizzazione post con etichetta bigG. Mostra tutti i post
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2 ottobre 2012
[Howto] Add a (disclaimer) message before Disqus comments
We all know Disqus is great, but this doesn't mean it could be better. One feature that Blogger users are loosing moving from the standard comment system to Disqus is the ability of displaying a message before the comment list. Generally speaking this message is very useful because blog authors can use it to define common rules for commenting or a sort of disclaimer.1 aprile 2012
L'applicazione di Gmail in codice Morse
Per chi ha il Blackberry, la tastiera QWERTY estesa è comoda, ma i tastini sono spesso troppo piccoli. Per chi ha un qualche telefono Touch, allora la tastiera a video è un po' più comoda, ma tutto dipende dalle dimensioni delle vostre dita. Ecco la soluzione: perché continuare ad usare tutti quei tasti, quando da anni sappiamo benissimo che due singoli simboli possono comunicare tutto quello che ci serve? Una linea e un punto.
Le multinazionali delle tastiere ci hanno riempito la testa cercando di convincerci che 100 tasti sono il minimo che possiamo accettare e adesso persino sui portatili hanno aggiunto il completamente inutile tastierino numerico. Ma per fortuna, Google, con uno dei suoi prodotti di punta, Gmail, ha avuto il coraggio di ribellarsi al sistema e ha re-introdotto la tastiera a due tasti. Guardate il video dimostrativo qui sotto...
Le multinazionali delle tastiere ci hanno riempito la testa cercando di convincerci che 100 tasti sono il minimo che possiamo accettare e adesso persino sui portatili hanno aggiunto il completamente inutile tastierino numerico. Ma per fortuna, Google, con uno dei suoi prodotti di punta, Gmail, ha avuto il coraggio di ribellarsi al sistema e ha re-introdotto la tastiera a due tasti. Guardate il video dimostrativo qui sotto...
21 marzo 2012
Il country redirect e i plugin sociali
Ieri abbiamo visto quale è stata la prima conseguenza negativa dell'aver introdotto il country redirect sui blog della piattaforma blogger. Poche ore dopo la pubblicazione, il post aveva già ottenuto una quantità di visite a dir poco inaspettate visto il contenuto e il taglio di questo blog. Ci viene segnalato anche un altro malfunzionamento che non avevamo notato, ovvero che i contatori di AddThis, ovvero i bottoncini Mi piace, Twitter e G+ che trovate sopra ad ogni articoli erano stranamente resettati.
Il motivo è presto detto: tutti gli articoli pubblicati prima del country redirect erano stati condivisi sulle varie piattaforme utilizzando il suffisso .com, mentre adesso appaiono con i più disparati suffissi e i vari plugin sociali, come AddThis appunto, contano in modo differente se un post è identificato dal dominio .com o punto .it. Visto che un'immagine vale mille parole, provate a confrontare le due immagini seguenti e cercate le piccole differenze.
L'immagine a sinistra è stata catturata utilizzando l'indirizzo con dominio italiano (guardate nella barra dell'indirizzo) e vedete che apparentemente nessuno mai ha cliccato sul bottone mi piace. Nella schermata di destra invece, ci sono oltre 200 mi piace e l'indirizzo è quello originale .com prima della migrazione.
Ad aiutarci ad uscire da questo impasse ci è venuto in aiuto un altro lettore che ci ha suggerito di utilizzare la variabile di template data:post.canonicalURL al posto della data:post.url perché punta sempre alla versione NCR (no country redirect).
Come risolvere il problema?
Nel caso di AddThis la soluzione è alquanto semplice, ma richiede la modifica del codice HTML del vostro template, quindi, come al solito, prima di procedere assicuratevi di fare una copia di backup e chiedete aiuto in caso non foste sicuri di quello che fate.
Una volta che avrete aperto l'HTML del vostro template, cliccate sull'opzione per espandere i widget e cercate la stringa chiave
Dovreste trovarne al massimo due copie, la prima per la versione desktop del vostro blog, la seconda per quello mobile. Noi utilizziamo AddThis solo per la versione desktop, quindi faremo la modifica solo alla prima istanza. Per essere sicuri che è proprio la riga giusta, provate a scorrere il template di qualche riga verso l'alto e dovreste trovare la riga <b:includable id='post' var='post'>, se trovate la riga <b:includable id='mobile-post' var='post'> allora è quella sbagliata.
La correzione che dovete fare è semplicissima, sostituire a data:post.url la variabile data:post.canonicalUrl in modo che la riga di cui sopra vi si presenti in questo modo:
Al momento non abbiamo ancora trovato conseguenze inaspettate per questa variazione del template e come potete vedere dall'immagine qui sotto, i contatori sono tornati al loro valore originario anche per la versione .it
Grazie ad entrambi i lettori per le segnalazioni!
Il motivo è presto detto: tutti gli articoli pubblicati prima del country redirect erano stati condivisi sulle varie piattaforme utilizzando il suffisso .com, mentre adesso appaiono con i più disparati suffissi e i vari plugin sociali, come AddThis appunto, contano in modo differente se un post è identificato dal dominio .com o punto .it. Visto che un'immagine vale mille parole, provate a confrontare le due immagini seguenti e cercate le piccole differenze.
L'immagine a sinistra è stata catturata utilizzando l'indirizzo con dominio italiano (guardate nella barra dell'indirizzo) e vedete che apparentemente nessuno mai ha cliccato sul bottone mi piace. Nella schermata di destra invece, ci sono oltre 200 mi piace e l'indirizzo è quello originale .com prima della migrazione.
Ad aiutarci ad uscire da questo impasse ci è venuto in aiuto un altro lettore che ci ha suggerito di utilizzare la variabile di template data:post.canonicalURL al posto della data:post.url perché punta sempre alla versione NCR (no country redirect).
Come risolvere il problema?
Nel caso di AddThis la soluzione è alquanto semplice, ma richiede la modifica del codice HTML del vostro template, quindi, come al solito, prima di procedere assicuratevi di fare una copia di backup e chiedete aiuto in caso non foste sicuri di quello che fate.
Una volta che avrete aperto l'HTML del vostro template, cliccate sull'opzione per espandere i widget e cercate la stringa chiave
<a expr:href='data:post.url'><data:post.title/></a>
Dovreste trovarne al massimo due copie, la prima per la versione desktop del vostro blog, la seconda per quello mobile. Noi utilizziamo AddThis solo per la versione desktop, quindi faremo la modifica solo alla prima istanza. Per essere sicuri che è proprio la riga giusta, provate a scorrere il template di qualche riga verso l'alto e dovreste trovare la riga <b:includable id='post' var='post'>, se trovate la riga <b:includable id='mobile-post' var='post'> allora è quella sbagliata.
La correzione che dovete fare è semplicissima, sostituire a data:post.url la variabile data:post.canonicalUrl in modo che la riga di cui sopra vi si presenti in questo modo:
<a expr:href='data:post.canonicalUrl'><data:post.title/></a>
Al momento non abbiamo ancora trovato conseguenze inaspettate per questa variazione del template e come potete vedere dall'immagine qui sotto, i contatori sono tornati al loro valore originario anche per la versione .it
Grazie ad entrambi i lettori per le segnalazioni!
20 marzo 2012
[Rilsolto] Primo baco del country redirect
Vi ricordate quando vi avevo detto che Blogger cambiava gli indirizzi dei Blog? Era circa un mese fa quando ci siamo accorti che accadeva qualcosa di strano e alcuni contatti al nostro blog ci apparivano con un suffisso di dominio differente dal solito. Oggi possiamo confermarvi che i nostri visitatori che si collegano da indirizzi IP appartenenti a reti italiane e giapponesi (le prime due nazioni nella classifica dei nostri lettori) verranno automaticamente reindirizzati verso domini della loro nazione.
In altre parole, per chi si collega dall'Italia a unico-lab.blogspot.com, dopo un instante vedrà comparire nella barra dell'indirizzo unico-lab.blogspot.it. Niente di eccezionale, un semplice redirect, e nessuna differenza per i lettori che non si accorgono nemmeno della transizione.
In altre parole, per chi si collega dall'Italia a unico-lab.blogspot.com, dopo un instante vedrà comparire nella barra dell'indirizzo unico-lab.blogspot.it. Niente di eccezionale, un semplice redirect, e nessuna differenza per i lettori che non si accorgono nemmeno della transizione.
19 novembre 2011
unico-lab su Google+
Da qualche settimana, Google+ ha aperto la possibilità di registrare anche pagine non strettamente personali, ma di gruppi, aziende, istituti, blog e via discorrendo. Poteva l'unico-lab lasciarsi scappare questa possibilità di starvi vicino? Certo che no!
Se volete potete seguirci anche sul social network di Google cliccando sul punto G qui sotto:

unico-lab
su Google+
Se volete potete seguirci anche sul social network di Google cliccando sul punto G qui sotto:
unico-lab
su Google+
4 novembre 2011
E' finito un incubo: mi sono liberato del panza
Avete in mente quell'incubo ricorrente in cui il prof di latino del liceo ti chiama interrogato e tu ti alzi e ti rendi conto di essere nudo e tutti i tuoi compagni ti stanno guardando e a stento trattengono le risate? Mi è successa una cosa del genere due giorni fa e non era neppure un incubo!
Succede che Gmail decide di cambiare look e offre in anteprima ad alcuni affezionati utenti (io incluso) la possibilità di provarlo con qualche giorno in anticipo rispetto alle grande masse. E' bello, pulito e fresco come tutte le cose nuove, non troppo rivoluzionario così che non devo ri-imparare come fare le cose e decisamente più in linea con lo stile social di Google+. L'esempio più eclatante sono le conversazioni, ovvero il modo - secondo me utilissimo, con cui Gmail raggruppa le email di risposta: in un solo colpo si può leggere chi ha scritto cosa in risposta di quella o quell'altra domanda. Nel nuovo look, le conversazioni assumono un aspetto più chattoso, come se le varie email fossero dei messaggi istantanei caratterizzati dall'avatar della persona che ha scritto il testo. Ed è proprio qui che ha inizio il mio incubo.
Una volta applicata la transizione al nuovo look, apro una conversazione dalla mia inbox per provare l'esperienza dello stile chat e tra le varie foto dei partecipanti alla discussione ne vedo una che non riconosco. E' un uomo seminudo, sarebbe più corretto dire nudo per quello che si vede nell'immagine e solo le dimensioni ridotte dell'avatar ci negano - per fortuna - la possibilità di sapere se almeno lì era in qualche modo coperto. Dicevamo un uomo adulto, nudo e con una vistosa pancia sporgente. Incuriosito, vado a vedere a chi corrisponde quell'immagine e con orrore scopro che sono io. Lo ripeto per chi non avesse colto, anziché la mia tradizionale foto con occhiali scuri, cappello alla marinara e T-shirt nera con la lisca di pesce del missoltino mentre attraverso il ponte romano della Val Verzasca, compare quella di un perfetto sconosciuto, per di più nudo e panzone!
Preso dall'ansia vado a controllare tra le impostazioni e vedo la mia foto, ma mi sorge il dubbio: sarà mica che gli altri miei contatti vedono questo obbrobrio e se la stanno ridendo di me? Provo a chiedere ad alcuni amici e mi rassicurano, niente panza; bene è già qualcosa. Provo a rimuovere la mia foto, cambiarla, cancellarla, le faccio tutte, ma io continuo a vedere sempre e solo il panza. Disperato mando un'email al supporto di Gmail dove mi prendono per pazzo, nessuno ci crede che non ho mai caricato quella foto, che non conosco neppure l'individuo e ancor peggio che non riesco a toglierla.
Cerco sul web, e in effetti in passato era già successa una cosa simile a qualcuno e avevano risolto la stranezze eliminando il proprio contatto dall'elenco. Ho fatto la stessa cosa e grazie al cielo è scomparsa la foto dell'innominato. Che brutti scherzi questa tecnologia!!!
Succede che Gmail decide di cambiare look e offre in anteprima ad alcuni affezionati utenti (io incluso) la possibilità di provarlo con qualche giorno in anticipo rispetto alle grande masse. E' bello, pulito e fresco come tutte le cose nuove, non troppo rivoluzionario così che non devo ri-imparare come fare le cose e decisamente più in linea con lo stile social di Google+. L'esempio più eclatante sono le conversazioni, ovvero il modo - secondo me utilissimo, con cui Gmail raggruppa le email di risposta: in un solo colpo si può leggere chi ha scritto cosa in risposta di quella o quell'altra domanda. Nel nuovo look, le conversazioni assumono un aspetto più chattoso, come se le varie email fossero dei messaggi istantanei caratterizzati dall'avatar della persona che ha scritto il testo. Ed è proprio qui che ha inizio il mio incubo.
Una volta applicata la transizione al nuovo look, apro una conversazione dalla mia inbox per provare l'esperienza dello stile chat e tra le varie foto dei partecipanti alla discussione ne vedo una che non riconosco. E' un uomo seminudo, sarebbe più corretto dire nudo per quello che si vede nell'immagine e solo le dimensioni ridotte dell'avatar ci negano - per fortuna - la possibilità di sapere se almeno lì era in qualche modo coperto. Dicevamo un uomo adulto, nudo e con una vistosa pancia sporgente. Incuriosito, vado a vedere a chi corrisponde quell'immagine e con orrore scopro che sono io. Lo ripeto per chi non avesse colto, anziché la mia tradizionale foto con occhiali scuri, cappello alla marinara e T-shirt nera con la lisca di pesce del missoltino mentre attraverso il ponte romano della Val Verzasca, compare quella di un perfetto sconosciuto, per di più nudo e panzone!Preso dall'ansia vado a controllare tra le impostazioni e vedo la mia foto, ma mi sorge il dubbio: sarà mica che gli altri miei contatti vedono questo obbrobrio e se la stanno ridendo di me? Provo a chiedere ad alcuni amici e mi rassicurano, niente panza; bene è già qualcosa. Provo a rimuovere la mia foto, cambiarla, cancellarla, le faccio tutte, ma io continuo a vedere sempre e solo il panza. Disperato mando un'email al supporto di Gmail dove mi prendono per pazzo, nessuno ci crede che non ho mai caricato quella foto, che non conosco neppure l'individuo e ancor peggio che non riesco a toglierla.
Cerco sul web, e in effetti in passato era già successa una cosa simile a qualcuno e avevano risolto la stranezze eliminando il proprio contatto dall'elenco. Ho fatto la stessa cosa e grazie al cielo è scomparsa la foto dell'innominato. Che brutti scherzi questa tecnologia!!!
28 settembre 2011
Meglio statico o dinamico?
Ogni giorno c'è una diavoleria nuova che ci tiene incollati al web! Senza novità non sappiamo più stare e queste devono essere migliori in termini di velocità, sicurezza, ma soprattutto devono essere più sexy! Purtroppo l'occhio vuole sempre più la sua parte e alle volte lo fa anche a scapito dell'usabilità e forse anche dell'utilità.
La novità di oggi è che Blogger, la piattaforma blog di casa Google, su cui si basa anche unico-lab, ha introdotto le Dynamic Views. In parole povere Dynamic Views trasforma il tuo blog in qualcosa di più moderno, fatto di ombreggiature, trasparenze, contenuti vecchi che sembrano nuovi, finestrelle che si aprono e che ti lasciano senza fiato indipendentemente da quello che ci trovi scritto dentro.
Io che sono il primo della classifica degli smanettoni che consumano con avidità la loro dose di novità quotidiana, ho subito verificato se questa dinamicità fosse applicabile anche all'unico-lab e la risposta è sì!
Ci sono sette viste dinamiche, ovvero sette modi diversi in cui potete visualizzare i contenuti di un blog, c'è quella classica con un unica colonna centrale e solo qualche giochino di luci ed ombre ed icone che si spostano. C'è quella più fotografica (snapshot) in cui come in un album fotografico potete cominciare la lettura di un articolo sfogliando le foto. Non mi piace, forse si sposa per un photo-blog, ma con un unico-lab la resa è discutibile. C'è lo stile inbox, per niente male, in cui gli articoli sembrano tante email nella vostra casella di posta e c'è il mosaico, in cui gli articoli occupano uno spazio tanto più grande quanto è stato l'interesse dei lettori. La versione flipcard, che non mi piace molto, è una sorta di gioco del memory, la home page si trasforma in una tabella di immagini e se ci passate sopra con il mouse vedrete il titolo del post che potrete leggere cliccandovici sopra. La vista timeslide è quella che esplora più in profondità il vostro diario on line mettendo in risalto un articolo ogni tanto, ma elencandone molti così che anche post vecchi possano tornare alla luce.
Quella che mi piace più di tutti è la versione magazine che vedete anche nella foto d'apertura. Simile alla timeslide, ricorda molto la prima pagina dell'edizione on-line di una testata giornalistica, con un articolo di apertura in rilievo, seguito da una barra orizzontale con articoli presentati da una fotografia e poi le pagine interne con gli articoli più datati.
Cosa non mi piace è che si vanno a perdere i widget e i gadget, ovvero tutte quelle scatolette che trovate attualmente nella barra verticale destra del blog. Per alcuni sono solo una rottura di scatole perché rallentano il caricamento della pagina e non contengono nulla di importante, per altri sono uno spunto per vedere cos'altro c'è nel blog e cosa succede fuori specie nei cosiddetti blog amici. Altro aspetto positivo è che, mentre gli attuali template tendono a mantenere uno struttura costante nel tempo, queste viste sono appunto dinamiche e ogni volta il vostro blog preferito (non necessariamente il nostro!) vi sembrerà nuovo e potreste aver bisogno di qualche minuto per ritrovare l'orientamento.
Mi sono dimenticato di dirvi, ma voi sicuramente ve ne sarete già accorti, che cliccando sui nomi delle varie viste dinamiche vedrete unico-lab travestito secondo quella modalità di visualizzazione, per meglio rendervi conto di cosa significhi.
E' sempre il solito dilemma tra la forma e la sostanza...
La novità di oggi è che Blogger, la piattaforma blog di casa Google, su cui si basa anche unico-lab, ha introdotto le Dynamic Views. In parole povere Dynamic Views trasforma il tuo blog in qualcosa di più moderno, fatto di ombreggiature, trasparenze, contenuti vecchi che sembrano nuovi, finestrelle che si aprono e che ti lasciano senza fiato indipendentemente da quello che ci trovi scritto dentro.
Io che sono il primo della classifica degli smanettoni che consumano con avidità la loro dose di novità quotidiana, ho subito verificato se questa dinamicità fosse applicabile anche all'unico-lab e la risposta è sì!
Ci sono sette viste dinamiche, ovvero sette modi diversi in cui potete visualizzare i contenuti di un blog, c'è quella classica con un unica colonna centrale e solo qualche giochino di luci ed ombre ed icone che si spostano. C'è quella più fotografica (snapshot) in cui come in un album fotografico potete cominciare la lettura di un articolo sfogliando le foto. Non mi piace, forse si sposa per un photo-blog, ma con un unico-lab la resa è discutibile. C'è lo stile inbox, per niente male, in cui gli articoli sembrano tante email nella vostra casella di posta e c'è il mosaico, in cui gli articoli occupano uno spazio tanto più grande quanto è stato l'interesse dei lettori. La versione flipcard, che non mi piace molto, è una sorta di gioco del memory, la home page si trasforma in una tabella di immagini e se ci passate sopra con il mouse vedrete il titolo del post che potrete leggere cliccandovici sopra. La vista timeslide è quella che esplora più in profondità il vostro diario on line mettendo in risalto un articolo ogni tanto, ma elencandone molti così che anche post vecchi possano tornare alla luce.
Quella che mi piace più di tutti è la versione magazine che vedete anche nella foto d'apertura. Simile alla timeslide, ricorda molto la prima pagina dell'edizione on-line di una testata giornalistica, con un articolo di apertura in rilievo, seguito da una barra orizzontale con articoli presentati da una fotografia e poi le pagine interne con gli articoli più datati.
Cosa non mi piace è che si vanno a perdere i widget e i gadget, ovvero tutte quelle scatolette che trovate attualmente nella barra verticale destra del blog. Per alcuni sono solo una rottura di scatole perché rallentano il caricamento della pagina e non contengono nulla di importante, per altri sono uno spunto per vedere cos'altro c'è nel blog e cosa succede fuori specie nei cosiddetti blog amici. Altro aspetto positivo è che, mentre gli attuali template tendono a mantenere uno struttura costante nel tempo, queste viste sono appunto dinamiche e ogni volta il vostro blog preferito (non necessariamente il nostro!) vi sembrerà nuovo e potreste aver bisogno di qualche minuto per ritrovare l'orientamento.
Mi sono dimenticato di dirvi, ma voi sicuramente ve ne sarete già accorti, che cliccando sui nomi delle varie viste dinamiche vedrete unico-lab travestito secondo quella modalità di visualizzazione, per meglio rendervi conto di cosa significhi.
E' sempre il solito dilemma tra la forma e la sostanza...
29 agosto 2011
Trovare le coordinate GPS di un indirizzo
Fino a qualche settimana fa non sapevo nemmeno cosa fosse il geocoding. Non è che adesso sia un guru in materia, ma per lo meno ho un'idea di quello che è. In pratica si tratta del motore di ricerca che sta dietro servizi come Google Maps, in cui tu inserisci un indirizzo più o meno completo, e lui ti risponde con uno o più punti su una mappa.
Quando riempiamo il database con i dati della contaminazione alimentare ci ritroviamo con enormi quantità di dati da geocodificare, perché ogni alimento ha una sua prefettura di origine e molto spesso anche una località associata. Il punto critico è che tutte le volte che voi, cari utenti, interpellate il nostro database, un server di google deve accollarsi il compito di calcolare tutte le posizioni rallentando di gran lunga la risposta.
Così abbiamo deciso che per migliorare la vostra esperienza, non tanto il carico dei server di BigG, abbiamo fatto noi a monte il geocoding una volta per tutte e google non deve fare altro che posizionare un indicatore in corrispondenza delle coordinate (latitudine, longitudine) sulla mappa. Abbiamo quindi spostato il problema da Google a unico-lab, come si ricavano le coordinate GPS di un indirizzo? Semplicissimo usando l'applicazione qui sotto.
Quando riempiamo il database con i dati della contaminazione alimentare ci ritroviamo con enormi quantità di dati da geocodificare, perché ogni alimento ha una sua prefettura di origine e molto spesso anche una località associata. Il punto critico è che tutte le volte che voi, cari utenti, interpellate il nostro database, un server di google deve accollarsi il compito di calcolare tutte le posizioni rallentando di gran lunga la risposta.
Così abbiamo deciso che per migliorare la vostra esperienza, non tanto il carico dei server di BigG, abbiamo fatto noi a monte il geocoding una volta per tutte e google non deve fare altro che posizionare un indicatore in corrispondenza delle coordinate (latitudine, longitudine) sulla mappa. Abbiamo quindi spostato il problema da Google a unico-lab, come si ricavano le coordinate GPS di un indirizzo? Semplicissimo usando l'applicazione qui sotto.
20 agosto 2011
La webapp in beta
Dalla scorsa settimana ad oggi ho imparato molto di programmazione web e gran parte è merito dei vostri preziosi consigli. La scorsa volta vi avevo esternato quelle che erano le due maggiori cause di grane in cui mi ero imbattuto. La prima era la mancanza di debug, la seconda l'estrema variabilità di risultati passando da un browser moderno ad Internet Explorer.
La prima perplessità mi è stata perfettamente risolta grazie all'utilizzo di Firebug, un fantastico add-on di Firefox che non solo ti permette di debuggare gli script della tua web-app, ma puoi facilmente modificare gli stili, verificare gli elementi della pagina e collocare gli spazi. Firebug ovviamente funziona con Firefox, per testare gli altri browser si può pensare di utilizzare Firebug Lite, ma non sono riuscito a sfruttarlo altrettanto bene, oppure si deve ricorrere a strumenti dedicati. Chrome ha uno strumento per gli sviluppatori che è praticamente identico a Firebug, fa esattamente le stesse cose, con una grafica un po' diversa e, a parer mio, un po' meno intuitiva. Internet Explorer 9 è anch'esso dotato di un strumento per sviluppatori, sulla falsa riga degli altri, ma meno performante.
Se possiamo dire risolto il problema del debug, resta assolutamente aperto e irrisolvibile quello della compatibilità tra browser diversi. Ho provato la web app su 3 browser, Firefox e Chrome direttamente mentre scrivevo il codice, e IE9 a bocce ferme con l'unico scopo di farla funzionare. E' incredibile come lo stesso codice che si presenta identico e funziona allo stesso modo su FF e Chrome, con IE9 non appaia nemmeno nel browser elencando una serie di errori che non stanno né in cielo né in terra.
Ad un certo punto, sulla strada verso il manicomio, ho deciso che avrei accettato qualche piccola incompatibilità di Explorer e temo che gli utenti della versione 7 e precedenti non riusciranno a utilizzare la web app. Mi verrebbe voglia di suggerirgli un browser degno di quel nome.
Come fare una web app ben progettata
Certamente non con la strategia "Trial & Error" che al più può funzionare per calcolare l'area del quadrato. Per progettare una web-app come si deve si devono tenere in contro tre colonne: il contenitore HTML, lo stile CSS e il codice. Questi tre elementi fanno ognuno il loro compito separatamente, e il buon programmatore deve essere in grado di non mischiarne i ruoli. Ma la differenza tra un'applicazione ben progettata e una di successo è data dall'interazione tra questi tre elementi che deve essere mantenuta al giusto livello, in modo da trasformare l'applicazione da una semplice pagina web a qualcosa di più vivo e interattivo. Un aspetto fondamentale è l'utilizzo di DOM, che si trova proprio nel baricentro di questo triangolo equilatero e permettendone una fusione dolce e in genere ottimi risultati.
Dicevamo del trial & error che è da evitare, e l'unico modo per farlo è allontanare i polpastrelli dalla tastiera per qualche minuto e tornare a scuola per un po' di studio. Un sito molto ben fatto che vi presenta tutti questi aspetti è w3school - ve lo avevo detto che si doveva tornare a scuola. Contiene tanti tutorial, referenze complete a HTML, CSS, Javascript, DOM (non ben fatto come gli altri) e un ottimo servizio di "Try it", così che al termine della lezione puoi provare direttamente dal browser quello che hai imparato. w3school ti spiega anche alcune delle particolarità dei browser e come evitare problemi con Explorer, ma è una battaglia troppo difficile per essere vinta.
Come è venuta la mia app
Per essere in beta e anche la mia numero 1, direi piuttosto bene. E' persino semplice da inglobare in una pagina web esterna: importare le dipendenze, caricare un foglio di stile dedicato, aggiungere un evento per far partire in automatico l'applicazione e una semplice <div> nella pagina web.
E' tutto quasi pronto per il debutto al grande pubblico, ma se qualcuno di voi volesse avere un'anteprima e si offrisse come beta-tester gratuito, lasci un commento qui sotto e ci accordiamo su come fare.
Mi stavo già quasi dimenticando. Nello sviluppo ho trovato un paio di pecche nel framework utilizzato e ho sottomesso alcuni bachi e richieste di miglioramento. Quella che mi sta più a cuore è questa quindi se mi volete aiutare non dovete fare altro che cliccare sul link e aggiungere una stellina!
La prima perplessità mi è stata perfettamente risolta grazie all'utilizzo di Firebug, un fantastico add-on di Firefox che non solo ti permette di debuggare gli script della tua web-app, ma puoi facilmente modificare gli stili, verificare gli elementi della pagina e collocare gli spazi. Firebug ovviamente funziona con Firefox, per testare gli altri browser si può pensare di utilizzare Firebug Lite, ma non sono riuscito a sfruttarlo altrettanto bene, oppure si deve ricorrere a strumenti dedicati. Chrome ha uno strumento per gli sviluppatori che è praticamente identico a Firebug, fa esattamente le stesse cose, con una grafica un po' diversa e, a parer mio, un po' meno intuitiva. Internet Explorer 9 è anch'esso dotato di un strumento per sviluppatori, sulla falsa riga degli altri, ma meno performante.
Se possiamo dire risolto il problema del debug, resta assolutamente aperto e irrisolvibile quello della compatibilità tra browser diversi. Ho provato la web app su 3 browser, Firefox e Chrome direttamente mentre scrivevo il codice, e IE9 a bocce ferme con l'unico scopo di farla funzionare. E' incredibile come lo stesso codice che si presenta identico e funziona allo stesso modo su FF e Chrome, con IE9 non appaia nemmeno nel browser elencando una serie di errori che non stanno né in cielo né in terra.
Ad un certo punto, sulla strada verso il manicomio, ho deciso che avrei accettato qualche piccola incompatibilità di Explorer e temo che gli utenti della versione 7 e precedenti non riusciranno a utilizzare la web app. Mi verrebbe voglia di suggerirgli un browser degno di quel nome.
Come fare una web app ben progettata
Certamente non con la strategia "Trial & Error" che al più può funzionare per calcolare l'area del quadrato. Per progettare una web-app come si deve si devono tenere in contro tre colonne: il contenitore HTML, lo stile CSS e il codice. Questi tre elementi fanno ognuno il loro compito separatamente, e il buon programmatore deve essere in grado di non mischiarne i ruoli. Ma la differenza tra un'applicazione ben progettata e una di successo è data dall'interazione tra questi tre elementi che deve essere mantenuta al giusto livello, in modo da trasformare l'applicazione da una semplice pagina web a qualcosa di più vivo e interattivo. Un aspetto fondamentale è l'utilizzo di DOM, che si trova proprio nel baricentro di questo triangolo equilatero e permettendone una fusione dolce e in genere ottimi risultati.
Dicevamo del trial & error che è da evitare, e l'unico modo per farlo è allontanare i polpastrelli dalla tastiera per qualche minuto e tornare a scuola per un po' di studio. Un sito molto ben fatto che vi presenta tutti questi aspetti è w3school - ve lo avevo detto che si doveva tornare a scuola. Contiene tanti tutorial, referenze complete a HTML, CSS, Javascript, DOM (non ben fatto come gli altri) e un ottimo servizio di "Try it", così che al termine della lezione puoi provare direttamente dal browser quello che hai imparato. w3school ti spiega anche alcune delle particolarità dei browser e come evitare problemi con Explorer, ma è una battaglia troppo difficile per essere vinta.
Come è venuta la mia app
Per essere in beta e anche la mia numero 1, direi piuttosto bene. E' persino semplice da inglobare in una pagina web esterna: importare le dipendenze, caricare un foglio di stile dedicato, aggiungere un evento per far partire in automatico l'applicazione e una semplice <div> nella pagina web.
E' tutto quasi pronto per il debutto al grande pubblico, ma se qualcuno di voi volesse avere un'anteprima e si offrisse come beta-tester gratuito, lasci un commento qui sotto e ci accordiamo su come fare.
Mi stavo già quasi dimenticando. Nello sviluppo ho trovato un paio di pecche nel framework utilizzato e ho sottomesso alcuni bachi e richieste di miglioramento. Quella che mi sta più a cuore è questa quindi se mi volete aiutare non dovete fare altro che cliccare sul link e aggiungere una stellina!
14 agosto 2011
Che noia le applicazioni web
E' da qualche settimana che mi sono buttato nella web-programmazione, nulla di particolarmente complicato, anzi decisamente di livello banale, ma secondo me è una leggenda metropolitana che chiunque può inventarsi programmatori 2.0.E' cominciato tutto quando ho voluto provare ad integrare dei grafici interattivi utilizzando Google Chart Tools API. Il termine api non rappresenta il genere degli insetti sociali di cui l'ape Maia è tra i suoi più noti rappresentanti; API è un acronimo inglese utilizzato per intendere quell'insieme di procedure che un programmatore può utilizzare per integrare nella propria applicazione funzionalità esterne.
Nel giro di poche ore, ringraziando le esperienze di programmazione C++ nella mia vita precedente, ho trovato il bandolo della matassa ed avevo integrato in una paginetta web locale grafici, mappe e altri ammennicoli (1 e 2) del panorama Google. Fino a questo punto tutto girava sul mio computer locale, nel senso che la pagina web che avevo utilizzato come banco di prova era fisicamente salvata sul mio hard disk e l'unica cosa che prendevo dalla rete erano le API di google. Il passaggio logico successivo è stato quello di trasferire questa pagina sul web. Mi creo un blog di prova su Blogger - tanto è gratis! -, copio e incollo l'HTML della pagina locale e dopo cinque minuti la mia mini web-application è in linea.
E qui cominciano le sorprese. La mia paginetta semplice semplice è stata trasformata da Blogger in un qualcosa di molto più evoluto CSS di qui, altri javascript di là. Risultato l'applicazione funziona solo a metà: si vedono i grafici, ma niente mappa, o meglio la mappa appare per un secondo e poi si ricopre tutta di bianco. Combatto una mezz'ora buona, interrogo il grande oracolo, ma nulla. Apparentemente sono l'unico al mondo ad avere questo problema e la risposta non esiste ancora. E poi l'illuminazione, visto che la mappa appare per una frazione di secondo prima di sparire potrebbe essere che il CSS di blogger è un po' troppo invasivo ed è lui l'origine del guaio. Cerco un po' e trovo l'inghippo, lo stile utilizzato metteva uno sfondo bianco alle piastrelle della mappa.
Stavo già per stappare una bottiglia, in senso figurato visto che non bevo, quando mi viene un dubbio. Lasciami provare su windows... mi sposto di qualche metro, accedo al pc di mio cognato con windows 7: con Firefox è tutto come mi aspettavo, ma con IE non c'è nemmeno l'ombra di quello che mi aspettavo. Non va nulla e la cosa peggiore è che non ho messaggi di errore e nessun modo per fare un po' di debug. Questa è chiaramente una mia lacuna, ma mentre quando programmi per davvero il compilatore ti aiuta a correggere quello che non va con messaggi di errore e ci sono fior fior di programmi per il debug, qui non c'è nemmeno un piccolo suggerimento. Faccio un paio di ricerche, ma non trovo nulla di specifico. Ci sono volute parecchie ore - e non sto esagerando - per trovare che almeno uno dei problemi è una non meglio compresa incompatibilità del mio script con quello che gestisce il Google Friend Connect widget che è utilizzato anche in questo blog.
La mia avventura ancora non è finita perché, nonostante tutte queste avversità, continuo nello sviluppare la mia applicazione cercando di dargli oltre al contenuto anche una forma. Mi serve uno di quegli aggeggi calendario in cui il visitatore può scegliere la data, ce ne sono un paio, scelgo questo perché ha tutte le cose che mi servono. Lo metto sul sito di prova e funziona tutto alla grande, quando però lo passo su unico-lab, mi accorgo che qualunque data l'utente sceglie lo script vede sempre e solo la data iniziale. Sono costretto a rimuovere l'applicazione e a trovare un ripiego per il calendario.
La situazione non è andata migliorando nemmeno oggi, quando ho voluto aggiungere nuove funzionalità all'applicazione, ma il ritornello è sempre lo stesso: con Firefox funziona tutto, ma appena passo ad Internet Explorer è un vero e proprio disastro.
Non posso credere che sia così complicato, ma cosa sto sbagliando? Voi conoscete qualche modo per debuggare le web applicazioni su più browser?
11 luglio 2011
Google+, Gmail e le mie manie
Ho una mania. Magari ne avessi una sola. Ma quella di cui vi voglio parlare oggi mi sta veramente mandando ai matti. Adoro avere i miei contatti tutti in ordine e possibilmente tutti sincronizzati.
Per chi stesse cercando i capire: con contatti non intendo quei pezzi di conduttore che collegano due circuiti elettrici, ma la rubrica con le informazioni dei miei amici, colleghi e conoscenti: telefono, indirizzo, email e via discorrendo. Qualche anno fa, avevo deciso che la cosa migliore era di utilizzare la rubrica di Gmail come repositorio unico e di sincronizzare tutto da quella fonte. L'approccio ha i suoi vantaggi, Gmail è online e quindi accessibile da ogni dove; è sicura e difficilmente perderà i miei dati; e ancora più importante permette di esportare / importare dati da un semplice file csv il che la rende praticamente universale.
Ma come sempre ci sono anche aspetti negativi. Quando cominciai questa avventura, Gmail utilizzava un solo campo per immagazzinare il nome completo senza distinguere tra nome e cognome. Così, io che sono un maniaco dell'ordine alfabetico, ho scritto tutti i miei contatti con il cognome prima del nome. In fondo questo è l'ordine che vi aspettate quando sfogliate un elenco telefonico.
Il numero dei contatti è andato via via crescendo, 100, 500, 1000... grazie anche alla comoda funzione di Gmail che, quando rispondi ad una email contente un indirizzo nuovo, lei te lo aggiunge nella sezione "Altri contatti" della tua rubrica, così che puoi rivederlo, aggiungere informazioni, trasferirlo alla sezione principale o anche più semplicemente integrare quelle info con altre che avevi già. Così io periodicamente rivedo la sezione "Other contacts" [1] e il numero dei contatti è arrivato a 1200.
Da qualche tempo, gli sviluppatori di Gmail si sono accorti che un solo campo per nome e cognome era troppo limitante, specie da quando Gmail è stato promosso come mail service da parecchie aziende. E' stato fatto il grande balzo, ora i contatti sono un database completissimo ed espandibile, esattamente come quello che uno si aspetterebbe di trovare sul proprio BlackBerry. Peccato che quando è stata eseguita la transizione, Gmail abbia automaticamente trasferito la prima parola del vecchio campo nome in quello che è diventato il nuovo nome, la seconda nel campo cognome, ovvero esattamente il contrario di quello che avevo fatto io. Conclusione a causa della mia mania, mi sono ritrovato con 1200 contatti tutti sbagliati e da risistemare e ovviamente senza la minima voglia di farlo a mano.
Ho preso il coraggio a due mani, salvato in un file csv tutti i miei contatti e apertolo con un foglio di calcolo ho scambiato la colonna del nome con quella del cognome e sistemato tutti i contatti con un cognome o un nome composto da due o più parole. A quel punto ho eliminato tutti i contatti esistenti e importato quelli rigenerati freschi freschi. La procedura è andata dritta filata fino in fondo, senza il ben che minimo problema ed io stavo già per stappare una bottiglia di bollicine per condividerla con gli amici di Google+, quando mi viene detto che tutte le mie cerchie sono vuote...
Cosaaaa?!? Esattamente, l'aver eliminato i miei contatti da Gmail ha fatto credere a Google+ che questi non fosse più appartenenti ai miei circles [2] e me li ha levati di torno. Appoggio il bicchiere di spumante, mi armo di santa pazienza e ricomincio a riempire i cerchiolini con le vostre facce. Ma le stranezze non sono finite..., infatti dopo una mezz'ora di drag-n-drop torno sulla pagina dei contatti di Gmail e mi accorgo che ci sono un tot di nuovi arrivi nella sezione "Other", vado a vedere e scopro che sono tutti quelli che avevo appena finito di aggiungere in G+, solo che contengono esclusivamente la voce Profilo e la foto. Non ci penso due volte, eseguo un Find&Merge e riassegno i profili e... indovinate un po'? Le cerchie si sono svuotate nuovamente!
Ho sottomesso un bug report a Google+, ma credo che per il momento la diagnosi sia disturbo ossessivo compulsivo dei maniaci che vogliono tenere in ordine la propria rubrica.
[1] il mio Gmail parla inglese così ottengo prima gli aggiornamenti e le nuove funzionalità! (su)
[2] domanda di mia sorella, ma Google+ esiste in italiano? Si basta cliccare su Google+ settings, Language e selezionare italiano. (su)
Per chi stesse cercando i capire: con contatti non intendo quei pezzi di conduttore che collegano due circuiti elettrici, ma la rubrica con le informazioni dei miei amici, colleghi e conoscenti: telefono, indirizzo, email e via discorrendo. Qualche anno fa, avevo deciso che la cosa migliore era di utilizzare la rubrica di Gmail come repositorio unico e di sincronizzare tutto da quella fonte. L'approccio ha i suoi vantaggi, Gmail è online e quindi accessibile da ogni dove; è sicura e difficilmente perderà i miei dati; e ancora più importante permette di esportare / importare dati da un semplice file csv il che la rende praticamente universale.
Ma come sempre ci sono anche aspetti negativi. Quando cominciai questa avventura, Gmail utilizzava un solo campo per immagazzinare il nome completo senza distinguere tra nome e cognome. Così, io che sono un maniaco dell'ordine alfabetico, ho scritto tutti i miei contatti con il cognome prima del nome. In fondo questo è l'ordine che vi aspettate quando sfogliate un elenco telefonico.
Il numero dei contatti è andato via via crescendo, 100, 500, 1000... grazie anche alla comoda funzione di Gmail che, quando rispondi ad una email contente un indirizzo nuovo, lei te lo aggiunge nella sezione "Altri contatti" della tua rubrica, così che puoi rivederlo, aggiungere informazioni, trasferirlo alla sezione principale o anche più semplicemente integrare quelle info con altre che avevi già. Così io periodicamente rivedo la sezione "Other contacts" [1] e il numero dei contatti è arrivato a 1200.
Da qualche tempo, gli sviluppatori di Gmail si sono accorti che un solo campo per nome e cognome era troppo limitante, specie da quando Gmail è stato promosso come mail service da parecchie aziende. E' stato fatto il grande balzo, ora i contatti sono un database completissimo ed espandibile, esattamente come quello che uno si aspetterebbe di trovare sul proprio BlackBerry. Peccato che quando è stata eseguita la transizione, Gmail abbia automaticamente trasferito la prima parola del vecchio campo nome in quello che è diventato il nuovo nome, la seconda nel campo cognome, ovvero esattamente il contrario di quello che avevo fatto io. Conclusione a causa della mia mania, mi sono ritrovato con 1200 contatti tutti sbagliati e da risistemare e ovviamente senza la minima voglia di farlo a mano.
Ho preso il coraggio a due mani, salvato in un file csv tutti i miei contatti e apertolo con un foglio di calcolo ho scambiato la colonna del nome con quella del cognome e sistemato tutti i contatti con un cognome o un nome composto da due o più parole. A quel punto ho eliminato tutti i contatti esistenti e importato quelli rigenerati freschi freschi. La procedura è andata dritta filata fino in fondo, senza il ben che minimo problema ed io stavo già per stappare una bottiglia di bollicine per condividerla con gli amici di Google+, quando mi viene detto che tutte le mie cerchie sono vuote...
Cosaaaa?!? Esattamente, l'aver eliminato i miei contatti da Gmail ha fatto credere a Google+ che questi non fosse più appartenenti ai miei circles [2] e me li ha levati di torno. Appoggio il bicchiere di spumante, mi armo di santa pazienza e ricomincio a riempire i cerchiolini con le vostre facce. Ma le stranezze non sono finite..., infatti dopo una mezz'ora di drag-n-drop torno sulla pagina dei contatti di Gmail e mi accorgo che ci sono un tot di nuovi arrivi nella sezione "Other", vado a vedere e scopro che sono tutti quelli che avevo appena finito di aggiungere in G+, solo che contengono esclusivamente la voce Profilo e la foto. Non ci penso due volte, eseguo un Find&Merge e riassegno i profili e... indovinate un po'? Le cerchie si sono svuotate nuovamente!
Ho sottomesso un bug report a Google+, ma credo che per il momento la diagnosi sia disturbo ossessivo compulsivo dei maniaci che vogliono tenere in ordine la propria rubrica.
[1] il mio Gmail parla inglese così ottengo prima gli aggiornamenti e le nuove funzionalità! (su)
[2] domanda di mia sorella, ma Google+ esiste in italiano? Si basta cliccare su Google+ settings, Language e selezionare italiano. (su)
1 luglio 2011
Google+ in esclusiva per tutti gli unico-labbers!
Lo sapete già tutti ed è inutile che ve lo ripeta io: Google ha lanciato il suo servizio di social network dopo che i primi due tentativi (Wave e Buzz) non si sono rivelati grandi successi. Si chiama Google+ e la rivoluzione era nell'aria e stata preparata a dovere inserendo il cosiddetto bottone +1 per socializzare i risultati della ricerca.Come spesso accade per i prodotti di BigG, questi vengono lanciati in modalità di prova solo per un ristretto numero di utenti fortunati che però hanno la possibilità di invitare altri a partecipare al gioco. Io ho avuto la fortuna di essere invitato, ma stare in un social network da solo non avrebbe troppo senso, quindi se volete unirvi a me in questo esperimento non dovete fare altro che contattarmi. Se ho già il vostro indirizzo, basta che mi lasciate un commento qui sotto, altrimenti contattatemi all'indirizzo del blog: il.gluista@gmail.com.
Ci vediamo su Google+!
1 marzo 2011
E se Gmail dovesse perdere la tua posta?
Il mio peggiore incubo, svegliarmi una mattina, accedere alla mia casella di posta e trovarla assolutamente vuota, niente più email archiviate, allegati, contatti. Tutto perfettamente pulito, come nuovo, come se non fosse mai esistito. Non oso immaginare la sensazione di smarrimento che devono aver provato l'0.02% degli utenti della posta con la G, quando si sono trovati davanti la loro mailbox vuota.
Succede anche ai migliori, e Gmail è certamente tra i migliori, e nonostante tutte le precauzioni e le promesse che le nostre email e i nostri dati sono al sicuro. Un aggiornamento di un componente software utilizzato per l'archiviazione della posta conteneva un bug che ha causato per questa minoranza di utenti la cancellazione della propria posta. Il danno è stato veramente grave, perché Gmail mantiene multiple copie dei nostri dati su diversi data center proprio per evitare che un problema su un singolo nodo possa causare perdite di dati, ma il baco l'ha fatta grossa e ha causato l'eliminazione di tutte le copie on-line delle email.
Solo la lungimiranza di BigG e il fatto che un backup di tutti i dati venga effettuato anche su cassette mantenuto off-line sta permettendo ai tecnici di Mountain View di ripristinare le caselle di posta degli sfortunati utenti. Ci vorrà del tempo, ma tutti torneranno ad avere la loro posta come l'avevano lasciata... certo che è stato proprio un brutto colpo!
La notizia originale sul blog ufficiale di Gmail: Gmail back soon for everyone - Official Gmail Blog
Succede anche ai migliori, e Gmail è certamente tra i migliori, e nonostante tutte le precauzioni e le promesse che le nostre email e i nostri dati sono al sicuro. Un aggiornamento di un componente software utilizzato per l'archiviazione della posta conteneva un bug che ha causato per questa minoranza di utenti la cancellazione della propria posta. Il danno è stato veramente grave, perché Gmail mantiene multiple copie dei nostri dati su diversi data center proprio per evitare che un problema su un singolo nodo possa causare perdite di dati, ma il baco l'ha fatta grossa e ha causato l'eliminazione di tutte le copie on-line delle email.
Solo la lungimiranza di BigG e il fatto che un backup di tutti i dati venga effettuato anche su cassette mantenuto off-line sta permettendo ai tecnici di Mountain View di ripristinare le caselle di posta degli sfortunati utenti. Ci vorrà del tempo, ma tutti torneranno ad avere la loro posta come l'avevano lasciata... certo che è stato proprio un brutto colpo!
La notizia originale sul blog ufficiale di Gmail: Gmail back soon for everyone - Official Gmail Blog
9 luglio 2010
Finalmente cambiano le firme
Per chi, come me, usa Gmail come unico e solo client di posta elettronica, finalmente ci sono delle buone notizie sul fronte delle signatures. La notizia è apparsa questa mattina sul blog ufficiale di Gmail e l'opzione è già attiva sulla mia versione del client (lingua EN-US). Vediamo di cosa si tratta...
Da testo semplice a testo arricchito
La prima grande miglioria è il passaggio da testo semplice, fatto dai soli caratteri ASCII, al rich text in cui è possibile aggiungere link ipertestuali, immagini e tutte quelle cose che rendono il web bello e appealing. Da oggi in avanti, se vorrete far apparire una firma fancy al termine di ogni vostra email non ci saranno più problemi e non dovrete più affidarvi a trucchi e raggiri.
Firme multiple
Ma questa non è la sola novità. Quella ancora più importante è legata alla gestione di firme multiple, una per ogni account che gestite all'interno di Gmail. Per fare più chiarezza, vi spiego il mio caso specifico: io uso Gmail sia per l'account di lavoro - serio e professionale - sia per tutti quelli privati, decisamente meno seri e per nulla professionali. E' chiaro che la stessa firma non può essere usata su entrambe le tipologie di account. Fino ad oggi ho usato Blank Canvas Gmail Signatures, ma d'ora in avanti non sarà più necessario.
Grazie Gmail, ancora una volta ti stai dimostrando il miglior client di posta elettronica - gratuito - sul web!
Da testo semplice a testo arricchito
La prima grande miglioria è il passaggio da testo semplice, fatto dai soli caratteri ASCII, al rich text in cui è possibile aggiungere link ipertestuali, immagini e tutte quelle cose che rendono il web bello e appealing. Da oggi in avanti, se vorrete far apparire una firma fancy al termine di ogni vostra email non ci saranno più problemi e non dovrete più affidarvi a trucchi e raggiri.
Firme multiple
Ma questa non è la sola novità. Quella ancora più importante è legata alla gestione di firme multiple, una per ogni account che gestite all'interno di Gmail. Per fare più chiarezza, vi spiego il mio caso specifico: io uso Gmail sia per l'account di lavoro - serio e professionale - sia per tutti quelli privati, decisamente meno seri e per nulla professionali. E' chiaro che la stessa firma non può essere usata su entrambe le tipologie di account. Fino ad oggi ho usato Blank Canvas Gmail Signatures, ma d'ora in avanti non sarà più necessario.
Grazie Gmail, ancora una volta ti stai dimostrando il miglior client di posta elettronica - gratuito - sul web!
16 febbraio 2010
Opinioni su BlackBerry Curve 8520 e sui BB in generale
Qualche giorno fa mia moglie è stata contatta da Vodafone in merito ad una promozione, in cui, per farla molto breve, le suggerivano il passaggio dalla sua attuale formula ricaricabile ad una di tipo abbonamento con traffico incluso. Chiaramente il tutto è stato condito con quella serie di gadget che dovrebbero rendere l'offerta irripetibile, incluso un telefono BlackBerry Curve 8520.
12 febbraio 2010
Buzz, qualcosa di cui non avevamo bisogno
Dopo il grande flop di Apple con il suo iPannolino, anche Google non ha voluto perdere il passo facendo un bel buco nell'acqua con il suo Buss di ... Ovviamente questa è una mia opinione, ma di questo Buzz appiccicato a Gmail non ne sentivo proprio la mancanza e tantomeno il bisogno. Onestamente non ho neppure capito tanto bene come funziona: è un qualcosa di simile a Facebook, ma con molti meno utenti e non è sempre ben chiaro quali siano i buzz-messaggi ancora da leggere.
BigG ci aveva già provato ad entrare nel mondo del social networking con Wave e anche in quell'occasione ne era uscito con le ossa rotta, ma non contento ci ha riprovato, ingrandendo la scala e anche le dimensioni dell'insuccesso. Voi lo avete provato? Come vi trovate?
BigG ci aveva già provato ad entrare nel mondo del social networking con Wave e anche in quell'occasione ne era uscito con le ossa rotta, ma non contento ci ha riprovato, ingrandendo la scala e anche le dimensioni dell'insuccesso. Voi lo avete provato? Come vi trovate?
Ho trovato questo video, proprio su Buzz, sulla guerra dei Social Network... fatevi quattro risate!
7 gennaio 2010
Apple e Google: la guerra dei Phoni
Dopo essermi lustrato gli occhi per qualche ora con l'iPhone nuovo fiammante di mio cognato, arriva l'attesa notizia dello sbarco sul mercato americano del Googlefonino, in arte Nexus One, e piovono da ogni dove descrizioni tecniche, anticipazioni e, manco a dirlo, confronti con il rivale di casa Apple.
Voi tutti conoscete la mia passione per i prodotti di casa Cupertino e allo stesso tempo la mia fedeltà per i servizi di BigG. Credo di essere tra i più antichi utenti di Gmail in Italia e di essere un profondo conoscitore di tutti i prodotti che Google mette a disposizione degli internauti. Non a caso qualche tempo fa avevo persino inviato un mio curriculum per un lavoro da analista presso la sede centrale di Google a Palo Alto. Per me si tratta proprio di una guerra interiore e spero che i fan di guerre stellari abbiano apprezzato il gioco di parole nel titolo di questo post.
Ovviamente la stampa generalista e quella specializzata hanno dato grande risalto a questo evento e la notizia è rimbalzata su tutti i media molto velocemente. Se però volete sapere la verità bisogna andare a spulciare innanzitutto le pagine ufficiali di Google, per farsi un'idea generale, e poi leggersi le recensioni sui vari blog per capire veramente se questo è il telefonino che fa per voi. A proposito, la pagina Flash su Google è qualcosa di veramente ben fatta; potete anche simulare la sensazione di averlo tra le mani! Io mi sono documentato un po' ovunque e ho trovato particolarmente interessanti questi link che vi suggerisco di leggere:
Caspita questo gPhone è proprio interessante, sembra sopperire a tutte le mancanze dell'iPhone come per esempio la possibilità di rimuovere ed eventualmente sostituire la batteria, la maggiore risoluzione del display con anche mezzo centimetro in più sulla diagonale. E poi c'è il costo! Il telefonino di casa Google al momento costa poco più della metà dell'iPhone, cosa non per niente trascurabile. Qualcuno potrebbe vedere un limite nei soli 4 giga byte di memoria interna comparati ai 16 o 32 dell'iPhone 3GS, ma bisogna tenere conto che il Nexus One offre la possibilità di sostituire la micro SD card di espansione con una con capienza fino a 32 giga, cosa assolutamente impossibile sull'iPhone.
Paolo Attivissimo sul disinformatico è un po' preoccupato perché il Googlefonino, in particolare il fatto che il suo sistema operativo - Android - spingerà gli utenti a diventare sempre più google dipendenti. Infatti, il client di posta elettronica di default è Gmail, il calendario è il Calendar di Google e il sistema di navigazione è basato su Google Maps, per non parlare di Google Documents... Insomma il telefonino di BigG si sposa sì perfettamente con il web, ma ancora meglio se questo è il web di Google. Nel mio caso questo sarebbe un non problema perché io sono già un google dipendente e tutte le mie applicazioni online hanno il loghino colorato. Stavo anche pensando di convertirmi al Googlismo, diventando un seguace della chiesa di Google.
Peccato che per il momento non sia acquistabile in Italia, a meno di sfruttare qualche amico con un indirizzo valido negli Stati Uniti o qualche altro servizio ad hoc, vorrà dire che aspetteremo sognando...
Voi tutti conoscete la mia passione per i prodotti di casa Cupertino e allo stesso tempo la mia fedeltà per i servizi di BigG. Credo di essere tra i più antichi utenti di Gmail in Italia e di essere un profondo conoscitore di tutti i prodotti che Google mette a disposizione degli internauti. Non a caso qualche tempo fa avevo persino inviato un mio curriculum per un lavoro da analista presso la sede centrale di Google a Palo Alto. Per me si tratta proprio di una guerra interiore e spero che i fan di guerre stellari abbiano apprezzato il gioco di parole nel titolo di questo post.
Ovviamente la stampa generalista e quella specializzata hanno dato grande risalto a questo evento e la notizia è rimbalzata su tutti i media molto velocemente. Se però volete sapere la verità bisogna andare a spulciare innanzitutto le pagine ufficiali di Google, per farsi un'idea generale, e poi leggersi le recensioni sui vari blog per capire veramente se questo è il telefonino che fa per voi. A proposito, la pagina Flash su Google è qualcosa di veramente ben fatta; potete anche simulare la sensazione di averlo tra le mani! Io mi sono documentato un po' ovunque e ho trovato particolarmente interessanti questi link che vi suggerisco di leggere:
- Punto Informatico, dove oltre alla presentazione del Nexus One da parte di Alessandro Del Rosso, è interessante leggere i commenti degli utenti. Non c'è niente di meglio dell'opinione pubblica per capire - forse - la verita.
- Il blog di Shift, sito di un negozio di informatica con sede a Como, che non si limita a descrivere le principali caratteristiche del cellulare di Google, ma presenta anche un bel confronto grafico tra i due rivali. Mi sono permesso di prendere in prestito questa immagine...
- Il Disinformatico, tra tutti certamente il migliore. La recensione più completa che abbia letto con una descrizione dettagliata e motivata dei pro e dei contro. Come valore aggiunto ci sono, al momento in cui scrivo queste righe, già 45+ commenti di interessati internauti.
Il mio parere...
Caspita questo gPhone è proprio interessante, sembra sopperire a tutte le mancanze dell'iPhone come per esempio la possibilità di rimuovere ed eventualmente sostituire la batteria, la maggiore risoluzione del display con anche mezzo centimetro in più sulla diagonale. E poi c'è il costo! Il telefonino di casa Google al momento costa poco più della metà dell'iPhone, cosa non per niente trascurabile. Qualcuno potrebbe vedere un limite nei soli 4 giga byte di memoria interna comparati ai 16 o 32 dell'iPhone 3GS, ma bisogna tenere conto che il Nexus One offre la possibilità di sostituire la micro SD card di espansione con una con capienza fino a 32 giga, cosa assolutamente impossibile sull'iPhone.
Paolo Attivissimo sul disinformatico è un po' preoccupato perché il Googlefonino, in particolare il fatto che il suo sistema operativo - Android - spingerà gli utenti a diventare sempre più google dipendenti. Infatti, il client di posta elettronica di default è Gmail, il calendario è il Calendar di Google e il sistema di navigazione è basato su Google Maps, per non parlare di Google Documents... Insomma il telefonino di BigG si sposa sì perfettamente con il web, ma ancora meglio se questo è il web di Google. Nel mio caso questo sarebbe un non problema perché io sono già un google dipendente e tutte le mie applicazioni online hanno il loghino colorato. Stavo anche pensando di convertirmi al Googlismo, diventando un seguace della chiesa di Google.
Peccato che per il momento non sia acquistabile in Italia, a meno di sfruttare qualche amico con un indirizzo valido negli Stati Uniti o qualche altro servizio ad hoc, vorrà dire che aspetteremo sognando...
1 settembre 2009
Gmail è tornato online
(L'articolo è stato modificato dopo la pubblicazione)
Ragazzi, ma anche voi non riuscite ad andare oltre questa schermata?
È da qualche minuto che non riesco a loggarmi e già mi sento in crisi d'astinenza...Update @ 22.13: Gmail ha effettivamento rilasciato la notizia che stanno avendo un problema di non facile soluzione e che purtroppo colpisce una notevole quantità di utenti. Le notizie ufficiali qui e qui. Prossimo aggiornamento previsto alle 23.13.
Update @ 23.13: Le cose si mettono male. Stanno ancora investigando l'origine del guasto e rilasceranno nuove informazioni solo tra un'ora. Ovvero stanno adottando la cosidetta tecnica del "salame", cioè ti dicono la verità una fetta alla volta. A questo punto me ne vado a letto e spero di trovare la mia mailbox bella piena domani mattina.
Update @ 23.20: Anche il corriere si è reso conto del fattaccio...
Update @ 23.25: Evviva!!!! Il mio account è risorto! Speriamo che duri...
Update @ 00.00 (circa): Il problema è stato definitivamente risolto e i tecnici di Gmail hanno pubblicato sul blog ufficiale della posta di big G una breve spiegazione dell'accaduto. Apparentemente sembra che un tentativo di rendere il servizio più fluido sia stato la causa scatenante di questo guasto insieme alla manutenzione periodica di alcuni server. Da Google ci assicurano che sono stati presi tutti gli accorgimenti per evitare il verificarsi di questa evenienza in futuro e si scusano con i milioni di utenti per i disservizi causati.
Come si dice in questi casi: tutto è bene, quello che finisce bene e vissero tutti felici e contenti!
23 maggio 2009
Quando la ricerca diventa intelligente
O almeno vorrebbe esserlo, bisognerebbe aggiungere come sottotitolo. Per completezza dovrei anche aggiungere che non si tratta della ricerca intensa come l'insieme di quelle attività di ingegno che portano a nuove scoperte e all'ampliamento della conoscenza dell'umanità. Per questa volta mi riferisco alla più semplice, ma allo stesso tempo, parecchio utile ricerca di informazioni all'interno del cybermondo.Tutti sanno cos'è Google, o almeno sanno a cosa serve, mentre pochi sanno esattamente come funziona. Google non è solo un immenso catalogo con oltre un miliardo di schede, ma è anche e sorpattutto un criterio di selezione che permette individuare tra i milioni di siti possibili solo quelli inerenti alle parole chiave che l'utente ha fornito. Inoltre si preoccupa di gestire una graduatoria, mostrandoti per primi i siti più affidabili (GoogleRank) e nonostante l'algoritmo sia segreto, in base ad alcune indiscrezioni che sono filtrate o sono state fatte filtrare, ne è nata persino una professione. Il SEO, da non confondersi con l'amministratore delegato, è un tecnico responsabile di ottimizzare la forma e i contenuti di un sito web per renderli più comprensibili da un motore di ricerca. Nonostante tutto questo e sebbene Google sia il leader mondiale tra i motori di ricerca, non è esente da errori e capita spesso di imbattersi in qualcosa di indesiderato facendo una normale e innocente ricerca. Ne sanno qualcosa tutti gli studenti di fisica che hanno cercato istruzioni sul web riguardo a LaTex, un programma per la video-scrittura tecnico-scientifica.
Proprio ieri, parlando con una collega circa i costi di un programma per il calcolo letterale piuttosto diffuso tra i fisici e i matematici (Mathematica) vengo a scoprire che questi hanno appena lanciato una sorta di motore di ricerca denominato Wolfram Alpha, il cui scopo non è tanto trovare una pagina web corrispondente alle tue chiavi di ricerca, ma quello di fornire una risposta alla tua domanda. Si esatto, non si devono scrivere parole chiave, ma si devono porre domande (in inglese, per il momento) e l'intelligenza computazionale interpreterà la domanda, cercherà nel cybermondo e darà la risposta senza che voi dover cliccare da nessun altra parte. L'idea è innovativa, anche se non originalissima... il problema è che funziona bene solo quando funziona bene. Ovvero funziona solo raramente...
Manco farlo apposta, ieri sera su uno dei blog di cui sono affezionato lettore è comparsa una recensione del motore di ricerca intelligente e così non sono riuscito a tratternermi dal dire anche la mia!
I più nerd troveranno divertente domandare qual è la risposta del tutto perché, infondo, il modo migliore per non perdersi è portarsi con sé una buona guida alla galassia per autostoppisti!
28 gennaio 2009
Gmail va anche offline
Da quando sono diventato un fedelissimo utilizzatore di Gmail, ho imparato a convivere con il fatto di dover essere collegato per poter sfogliare i miei quasi tre giga di posta, ma da domani potrò cambiare abitudine e allora Gmail sarà a tutti gli effetti il miglior client di posta elettronica che esista!
La notizia ufficiale la trovate qui ed essendo in inglese ve la riassumo brevemente. Grazie a Gear alto potente strumento di casa Google, Gmail scaricherà una certa quantità di dati e li terrà in una copia cache temporanea sul vostro computer. Quando non connessi alla rete sarà possibile rispondere ai messaggi che saranno poi inoltrati non appena la rete tornerà ad essere disponibile. In pratica, la differenza tra i client tradizionali e Gmail andrà ulteriormente assottigliandosi e, se non mi sbaglio, Gmail è il primo servizio webmail ad offrire anche questo servizio.
Offile gmail è offerto in modalità labs. Ovvero solo chi ha attivo i Gmail labs potrà usufruirne e purtroppo per il momento sarà disponibile solo agli utenti che usano la lingua inglese.
A metà tra il serio e il faceto, sul blog ufficiale di Gmail viene evidenziata un'altra potenzialità di Gmail offiline, ovvero quella di lavorare con reti ballerine, come, per esempio, quando prendete a prestito la rete wireless del vostro vicino...
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