Il reattore numero 2 della centrale incidentata di Fukushima Daiichi resta al centro dell'attenzione e non solo a causa dell'ennesimo sensore di temperatura che segna un aumento. Nello scorso mese di gennaio (preparazione e risultati), per la prima volta dall'inizio dell'incidente, gli operatori avevano potuto catturare immagini dall'interno del PCV. Le immagini purtroppo sono risultate di bassa qualità, parecchio disturbate dall'umidità e dalla condensa ed è stato impossibile misurare sia il livello, sia la temperatura dell'acqua accumulata sotto al RPV.
Il sistema di ispezione, in pratica l'endoscopio, è stato migliorato aumentandone la lunghezza e dotandolo oltre che di una termocoppia anche di una camera ad ionizzazione per la misura della dose ed è tutto pronto per una seconda ispezione che secondo programma dovrebbe avvenire per lunedì (26/3) e martedì (27/3) della prossima settimana.
Il piano di ispezione
Lo scopo di questo secondo tentativo è di completare quanto non si è riuscito a fare nella prima ispezione. E' importante vedere a che livello si trova l'acqua principalmente per assicurarsi che il corio caduto sul piedistallo del PCV sia effettivamente coperto e raffreddato da uno strato d'acqua. Dubitiamo che sarà possibile effettuare fotografie chiare sott'acqua, ammesso che la lunghezza dell'endoscopio sia sufficiente, a causa delle condizioni di scarsa illuminazione.
Insieme al livello, sarà importante misurare anche la temperatura dell'acqua, perché questa informazione è fondamentale per capire se la potenza del calore di decadimento è effettivamente bilanciata dalla portata del raffreddamento.
Infatti non sappiamo né a che temperatura viene iniettata acqua nel reattore (è ragionevole assumere che si trovi alla temperatura ambiente esterna) e ancora meno sappiamo con quale temperatura esce l'acqua dal vessel dopo essere stata in contatto con il combustibile nucleare. Per permettere questa ispezione, è stata ulteriormente abbassata la portata dell'azoto all'interno del PCV (linea blu), mentre resta per il momento invariata quella all'interno del RPV (linea gialla). Il grafico qui a lato si aggiornerà man mano che avremo dati nuovi da aggiungere.
Altra misura interessante sarà quella del rateo di dose di radiazione che avverrà con una camera ad ionizzazione con un intervallo di misura che si estende da 0 a 1000 Sv/h.
L'ispezione della sala TIP
Lo scorso 21 marzo, invece, à stata effettuata a grazie ai robot una mappatura precisa della dose oraria all'interno della cosiddetta sala TIP, sempre al pian terreno del reattore 2. TIP è l'acronimo inglese per la strumentazione che dall'esterno del PCV viene inserita all'interno del nocciolo del reattore per valutarne le condizioni operative. Ecco per esempio il manuale fornito da GE.
Il risultato dell'ispezione è tutto sommato positivo perché non si vedono danni importanti alla strumentazione e il rateo di dose ambientale si aggira intorno ad 1 o 2 milliSv/h che è più basso di quello misurato all'esterno e che, anche se non per tempi prolungati, permette agli operatori di eseguire semplici operazioni. In particolare, questa strumentazione potrebbe essere utilizzata o sostituita con altra più adeguata a questa situazione fuori dall'ordinario.
Qui di seguito trovate il video girato dal robot:
Altro sensore guasto
Aprivamo questo aggiornamento dicendo della poca affidabilità dei sensori di temperatura di questo reattore. Come potete vedere dal grafico riportato qui a lato, un altro sensore di temperatura posizionato sul fondo del reattore ha iniziato a salire e sono in corso verifiche sul suo stato di salute. Vi terremo informati circa gli sviluppi.
TEPCO ha dichiarato il sensore identificato dalla linea di colore azzurro nel nostro grafico come guasto e lo ha tolto dai suoi grafici statici (D1). Inoltre notate come la linea rossa della temperatura del fondo (RPV_BOT_135) abbia avuto un salto verso valori più alti, in corrispondenza con la diminuzione della portata di azoto nel PCV (grafico).
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