Torno a parlare di fusione fredda, catalizzatori di energia e della coppia Focardi & Rossi perché mi vengono sempre più frequentemente inviate segnalazioni, email, link ad altri siti e blog che ne parlano largamente, e ovviamente i lettori di unico-lab vogliono sapere la nostra opinione.
Mesi fa, avevo pubblicato un post, piuttosto tecnico, in cui mettevo in evidenza tutti i punti poco chiari dell'esperimento effettuato durante una conferenza stampa e poi ritrasmesso sul web.
Da allora, la situazione sembra essersi evoluta: una coppia di scienziati svedesi dell'università di Uppsala si sono prestati ad osservare l'esecuzione dell'esperimento di produzione di energia (sarebbe più opportuno definirlo di conversione di energia), certificando che gli sperimentatori non stessero clamorosamente mentendo, ma con le medesime limitazioni precedenti. Gli osservatori possono vedere solo quello che succede all'esterno, ma senza poter mettere le mani su questo catalizzatore di energia.
L'altra evoluzione è che la Grecia avrebbe appaltato ai due la costruzione di una centrale per una potenza di un megawatt, quindi non più un prototipo, ma qualcosa di dimensioni "macroscopiche" in grado di dare corrente a molte abitazioni e non solo.
Non mi sono preso la briga di verificare nessuna delle due notizie, ma questo ha poca importanza per lo scopo di questo articolo. Dal punto di vista tecnico-scientifico, non ci sono novità: ne sappiamo come prima, vorremmo saperne di più, ma non possiamo farlo. Oggi vorrei proporre una riflessione su questo evento che vede contrapposti inventori che potrebbero rivoluzionare la storia del pianeta e la scienza ufficiale che continua a negare loro l'avvallo e la gloria.
E' questa contrapposizione reale e a che cosa è dovuta?
Nessuno nega l'evidenza: l'acqua entra fredda nel reattore ed esce calda. L'energia fornita dall'esterno (come energia elettrica) è inferiore a quella termica contenuta nell'acqua calda in uscita, il che significa che il reattore è in grado di trasformare una forma di energia potenziale contenuta nel "combustibile" in energia termina e che, a sua volta, può essere utilizzata per produrre energia elettrica. Fino a qui non ci sono problemi di sorta, non ho assistito personalmente agli esperimenti, ma ci sono tutti i numeri e le informazioni per poter arrivare a questa conclusione e sono convinto che se c'è un guadagno d'energia sia giustissimo costruire un impianto su larga scala - fatte tutte le opportune valutazioni, incluse quelle di sicurezza.
Ma dove è, allora, questa contrapposizione? Questa deriva dal fatto che il reattore è una scatola chiusa, un mistero di cui solo gli inventori sono a conoscenza, forse. Sono loro stessi a definire ingrediente segreto quel tocco in più che permette al catalizzatore di estrarre così tanta energia. La comunità scientifica può facilmente accettare un inventore che si presenta in tutta umiltà e dice: ho scoperto una cosa, ma non capisco il perché e il come funziona. Ma non può accettare qualcuno che arriva dicendo: ho scoperto questa cosa, ti garantisco che è questo fenomeno molto particolare, ma ti devi fidare, perché c'è un ingrediente segreto che non ti posso svelare.
La scienza moderna si basa sul metodo scientifico in cui è previsto che ci sia un esperimento volto a verificare le ipotesi e questo esperimento deve essere accuratamente descritto in tutti i suoi aspetti e questi messi a disposizione del pubblico, in modo che altri sperimentatori possano ripetere l'esperimento e validare la teoria. Non a caso una delle sezioni immancabili nelle pubblicazioni scientifiche è intitolata "Materials and Methods".
Perché è importante l'approvazione della scienza?
Se ti presenti ad una conferenza per annunciare la scoperta della fusione nucleare fredda e dici che il trucco è tutto nell'ingrediente segreto, se sei fortunato dalla platea ricevi un sorriso, se sei meno fortunato, la gente prende e va a farsi una pausa caffè senza aspettare che tu arrivi alla fine del tuo discorso.
Questo però non significa che il tuo dispositivo sia una bufala o che non funzioni, semplicemente non puoi chiedere alla comunità scientifica di credere che quello che avviene lì dentro è la fusione nucleare fredda.
Uno potrebbe dire: se quelli rivelano l'ingrediente segreto, poi sicuramente qualche furbone della comunità scientifica si prenderà i meriti della scoperta e soprattutto si prenderà i soldi che da questa invenzione potrebbero conseguire. In genere quando uno scienziato pubblica un suo lavoro su una rivista scientifica, lo fa con la sicurezza che i referees, ovvero gli altri scienziati che leggono e valutano il lavoro, siano onesti. In questo modo la gloria è garantita, forse non i soldi, perché poi chiunque leggendo l'articolo può costruire e vendere i reattori.
Se uno non si fida dei suoi colleghi, ed oltre alla gloria è interessato anche all'oro, allora può sempre andare all'ufficio brevetti e depositarne uno (credo che la coppia Focardi & Rossi lo abbia fatto) e a quel punto si può pubblicare ovunque in sicurezza perché i brevetti sono tutelati dalla legge. Il brevetto non è una pubblicazione scientifica: mentre si può pubblicare l'osservazione di un determinato fenomeno naturale, non si può brevettare una reazione fisica, quella appartiene alla natura. Un brevetto può anche essere piuttosto generico, si può brevettare un metodo generale, senza entrare troppo nel dettaglio. Con questo pezzo di carta in mano si può tornare davanti alla comunità scientifica e rivelare l'ingrediente segreto, aprire la scatola chiusa e per potersi vedere riconosciuto il merito della scoperta. La gloria è assicurata e il denaro è protetto dalla legge.
Uno potrebbe non fidarsi neppure della legge e tenersi l'ingrediente segreto stretto stretto. La Coca Cola si basa su una formula segreta e fa un sacco di soldi. Focardi e Rossi potrebbero fare altrettanto, ma dovrebbero cominciare a far firmare contratti di confidenzialità a tutti coloro che coinvolgeranno nella produzione di massa dei loro reattori, quelli che ne valuteranno la sicurezza e persino i politici che dovranno decidere l'impatto di questa opzione nelle politiche energetiche del loro paese. E allo stesso tempo dovranno rinunciare ad una pubblicazione scientifica che li incoroni come i primi uomini a realizzare la fusione a freddo.
Ma non abbiamo ancora risposto alla domanda: perché a tutti i costi vogliono l'approvazione della comunità scientifica? Se è per la gloria senza rinunciare ai soldi, abbiamo già trovato una soluzione. Se è per qualche altro motivo che mi sfugge, credo ce lo potranno rivelare solo loro, oppure è proprio questo l'ingrediente segreto!
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25 maggio 2011
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