Qualche giorno fa, Toto ha pubblicato un bel post che tratta delle sesazioni che abbiamo con i diversi carburanti (potenziati e normali) e delle diverse catene.
Secondo me, vale la pena cercare una distributore/marca buoni per trovare un ottimo compromesso tra il costo e la qualita’.
Comunque per fare piu’ risparmi e nello stesso tempo far diventare le noste macchine meno inquinanti ci sono altre soluzioni..
La domanda dal titolo sta diventando sempre più comune in Argentina, Brasile, Pakistan, ma anche in Europa. I motori diesel di ultima generazione sono tecnicamente più avanzati rispetto a quelli a benzina: raggiungono potenze più elevate e il loro papà, tale Rudolf Diesel, sarebbe orgoglioso della sua creatura.
Un automobilista diesel deve però essere disposto a pagare all'inizio qualcosina in più per questa tipologia di propulsore (TDI, CDTI, CDI, DI...). Quasi tutti sono "common rail", ovvero gli iniettori vengono rinforzati da un contenitore dove la pressione del gasolio viene portata intorno a 1900 bar. Inoltre il controllo elettronico dell'iniezione garantisce una precisione maggiore nel dosaggio del carburante e rende possibile l'iniezione più di una volta per ciclo Otto, aumentando la resa del motore, riducendo il suo rumore e specialmente il suo consumo.

Detta così sembra che il gasolio sia il miglior propellente per auto al mondo, ma gli stessi obiettivi si possono raggiungere anche seguendo un'altra strada. Quale? Quella del gas! Vediamo insieme cosa sono questi gas...
Quando parliamo di gas naturale usiamo spesso il termine metano, ma sarebbe più opportuno chiamarlo CNG, ovvero gas naturale compresso - in inglese. Infatti il gas naturale è una miscela di gas formata in larghissima parte da metano (dal 90 al 98%) mentre il resto è etano, propano, butano e azoto. La combustione di metano nei motori non da problemi e oltre a risultare in una riduzione dei componenti novici allo scarico è anche responsabile di una riduzione di 3dB circa della rumorosità del motore. Il GPL, invece, è costituito da propano (60%) e butano (40%), ma le proporzioni variano da Paese e Paese, per esempio in Italia sono esattamente l'opposto di quanto riportato tra parentesi.
La combustione nei motori a gas metano risulta in una riduzione delle emissioni di CO del 80%, il dimezzamento degli idrocarburi, un decremento del 80% degli ossidi di azoto (NOx) e la completa sparizione del fumo, ovvero le particelle e dell'anidride solforosa.

Nel caso del GPL, CO2 si riduce solo del 10%, mentre idrocarburi e NOx si dimezzano. Delle emissioni di CO si riducono intorno del 80%.


È proprio lo stoccaggio ad alta pressione che rende i serbatoi per il metano molto più ingombranti - addio bagagliaio - rispetto a quelli del GPL. Inoltre, mentre il GPL, è conservato allo stato liquido, il metano è ancora aeriforme. Dal punto di vista della sicurezza, però, il metano vince sul GPL, perché il gas naturale, in caso di perdita dal serbatoio, tende a disperdersi nell'aria senza accumularsi per terra come il GPL e l'accensione accidentale è poco probabile visto il suo alto punto di infiammabilità (650 C ). La sicurezza è anche aumentata dal fatto che la distribuzione del metano può avvenire attraverso gas dotti e non cisterne come per il GPL (vedi il triste episodio dell'esplosione a Viareggio).
Non ci resta che aspettare che la catena di distribuzione del gas naturale compresso prenda forma in tutte le regioni del nostro Bel Paese, perché gli automibilisti hanno sempre più una coscienza bio!