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23 dicembre 2012

Niente fusione con i laser, per il momento

Vi ricordate di quando abbiamo parlato di fusione nucleare? Se da un lato è una fonte di energia praticamente inesauribile e senza troppe fregature, dall'altro c'è la difficoltà tecnica, quasi insormontabile, di realizzare questa tipologia di reattori.

Tra le varie possibilità in corso di validazione c'è l'implosione indotta da laser di potenza. Immaginatevi di avere un bersaglio di idrogeno (il combustibile della fusione) che viene bombardato da ogni direzione con dei fasci laser che comprimono il gas in un volume ridottissimo tanto da indurre la fusione tra i nuclei. Pensate che per accendere il combustibile, l'idrogeno deve essere portato ad una densità di oltre 100 volte quella del piombo! Una volta che il combustibile (il plasma per essere più precisi) si accende, allora la reazione produrrà più energia di quella necessaria per farla partire. 

Per questo motivo, il laboratorio nazionale americano Lawrence Livermore ha costruito la National Ignition Facility, ovvero un laboratorio dove sperimentare l'accensione del plasma attraverso il bombardamento laser.  

Ma ci sono brutte notizie... L'esperimento, che nasce per valutare l'impatto delle bombe a fusione, è arrivato alla fine del suo tempo senza riuscire ad ottenere l'accensione nonostante tutti i singoli componenti (laser e target in particolare) superino persino le caratteristiche di progetto. Gli scienziati non sanno il perché l'esperimento non stia funzionando e l'unica spiegazione plausibile è che i modelli di implosione che avevano simulato non sono sufficientemente accurati per descrivere la natura e di conseguenza l'esperimento, costruito in base alle simulazioni, fallisce.

Il piano ha subito uno stop, ma è solo una battaglia persa, non la guerra. Adesso ci saranno 3 anni di lavoro per rivedere la fisica alla base e solo nel 2015 vedranno come e se modificare l'impianto per vincere la prossima sfida!

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