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30 agosto 2009

Quattro

Il quattro è proprio un bel numero e ci sono tanti motivi per giustificare questa sua bellezza. Per esempio, è il più piccolo numero intero non primo (escludendo l'1, che è un caso molto particolare); è il piccolo quadrato perfetto pari (se non ci fossero 0 e 1 sarebbe anche il più piccolo in generale); insieme a 3 e a 5 appartiene alla prima terna pitagorica. E questo solo nel mondo matematico. In biologia, quattro è il numero delle basi che compongono il DNA e anche il numero delle stanze in cui è diviso il cuore dei mammiferi. Nel mondo dei fumetti, il numero quattro è indissolubilmente legato ai Fantastici supereroi della Marvel.

Se poi davanti al 4 ci mettete anche un "0 - ", trovate il risultato del primo derby d'agosto della Madonnina. In cui l'Inter ha stesso con uno schiacciasassi i cugini milanisti, favoriti alla vigilia.

27 agosto 2009

Alla consolle

Avete in mente i Dj quando corrono avanti e indietro per girare manopole e spostare cursori, guardare indicatori rigorosamente analogici e sequenze di luci intermittenti? Fare il setting e l'ottimizzazione del fascio del ciclotrone è più o meno la stessa cosa. L'operatore deve con una pazienza degna di Giobbe girare delicatamente un numero imprecisato di manopoline per ottenere la migliore possibile qualità di fascio.

In questi giorni stiamo facendo parecchi irraggiamenti e tutti con caratteristiche differenti: particelle, corrente, energia.. e il maestro Yoda degli operatori è perennemente impegnato in questo lavoro da cesellatore certosino. E dovete vedere con quale soddisfazione passa in rassegna tutti gli indicatori quando ha finito.

Una volta fatto il fascio, ovvero settato tutti i 18 parametri che servono per avere un buon fascio, il lavoro dell'operatore non è ancora terminato, perché serve verificare che la macchina resti stabile durante tutte le ore dell'esperimento. Però in questa fase di mantenimento non serve essere particolarmente abili, è sufficiente capire cosa sta succedendo e quali sono i piccoli accorgimenti necessari per riportare la macchina sul giusto sentiero.

Oggi è toccato a me! Per due ore sono rimasto bello tranquillo seduto alla consolle sperando che non succedesse nulla di eccezionale e che il run finisse al più presto possibile e senza intoppi. Così è stato, tutto liscio come l'olio..., per fortuna.

La foto qui sotto, non è proprio la consolle del nostro ciclotrone, ma la ricorda molto da vicino, soprattutto per lo stile soviet da centrale nucleare.

19 agosto 2009

A cuore aperto

Proprio come un cardiochirurgo quando apre il petto del paziente e procede con estrema cautela nella sua procedura, oggi abbiamo aperto letteralmente in due il ciclotrone. Al tempo, però, che vi voglio raccontare tutto dal principio.

Come già vi dicevo, questa settimana è in corso la semestrale manutenzione preventiva del ciclotrone e di tutti gli apparati ad esso connessi in modo da mantenerlo in funzione il più a lungo possibile e nelle migliori condizioni. Lunedì e martedì erano stati previsti i lavori nella "volta", ovvero il locale pesantemente schermato dove è installato il ciclotrone, ma... Questa mattina prima di procedere con le altre verifiche "fuori-volta", l'occhio attento dell'ingegnere capo ha notato che all'interno del magnete principale un cavetto elettrico aveva cambiato leggermente colore. Allora abbiamo acceso il magnete a cui questo cavo era collegato e abbiamo fatto una ripresa con una video-camera a raggi infrarossi (questo è uno strumento che fa molto Predator e che è in grado di fotografare la temperatura degli oggetti inquadrati). Il risultato era evidente dopo pochi secondo di video: il cavetto sospetto, in prossimità del connettore e proprio in corrispondenza del cambio di colore era a circa 100 gradi e in continua crescita. Fatta la diagnosi, la prognosi prevedeva la quasi certa guarigione a fronte però di un'operazione a cuore aperto. Si rendeva necessario il più drastico e pericoloso intervento: l'apertura dell'acceleratore.

È subito scattata la macchina organizzativa: convocati due fisici sanitari della radioprotezione, allertati tutti i dipendenti del ciclotrone, suddivisi i compiti in funzione delle abilità e conoscenze. Quando tutto è stato pronto la squadra addetta all'apertura ha fatto il suo ingresso nella volta seguita dai fisici sanitari che costantemente monitoravano il livello di radiazione, mentre tutti gli altri fuori schierati come una fila di soldatini e pronti ad intervenire. Non appena i due poli del magnete sono stati separati da ottanta centimetri, c'è stato il cambio delle formazioni in campo: io avevo il compito - per mia fortuna - semplice di pulire il bordo esterno del polo inferiore del magnete principale. Il compito più difficile e rischioso è stato affidato, ovviamente, al capo ing che sdraiato con un fianco sul magnete principale ha prima individuato il cavetto incriminato, poi lo ha prontamente tagliato e infine riconnesso uno nuovo fiammante. Il tutto senza la minima esitazione e incertezza anche se nella zona in cui è intervenuto è stato misurato un livello di dose di 2 milli-Sievert all'ora, che in altre parole vuol dire tanto, ma veramente tanto, e in quella più "calda" si toccavano gli 11 milli-Sievert orari che significa un'esagerazione!

Operazione perfettamente riuscita e il paziente, sebbene il decorso post operatorio, leggi ricreare il vuoto è ancora in corso, sembra ormai fuori pericolo. Un nuovo video all'infrarosso ci ha subito rincuorati perché ora la temperatura massima raggiunta si aggira intorno ai 35 gradi, temperatura perfettamente sostenibile da un cavo di quelle dimensioni.

Questa manutenzione si sta rivelando ogni giorno più esaltante anche se, non lo nego, estremamente faticosa.

17 agosto 2009

Datemi un martello

Tranquilli, non lo voglio dare in testa a nessuno; era solo un modo simpatico per dire che oggi ho finalmente cominciato a lavorare sul serio! Mi spiego, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che in queste due settimane abbia solo rubato lo stipendio. Fino a questa mattina, il mio compito principale era quello di studiare i 10 volumi di manuale con corrispettivi disegni tecnici e schemi elettrici del nostro ciclotrone (vi spiegherò meglio cos'è e come funziona in un prossimo post) intervallato da visite mediche, corsi sulla sicurezza, pratiche burocratico-amministrative ecc.

Insomma, non una gran'eccitazione, almeno fino ad oggi che abbiamo dato inizio ad un'intera settimana di manutenzione preventiva della macchina. Il che vuol dire che ciascun elemento critico verrà ispezionato, pulito e in caso sostituito. Il tutto tenendo conto che si tratta di un acceleratore di particelle e che quindi il pericolo - radiazioni, alta tensione, campi magnetici - è sempre dietro l'angolo.

Questa mattina prima di entrare nella sala dove l'acceleratore è installato, due dei nostri fisici sanitari hanno segnato su una mappa i livelli di radioattività presenti in modo che noi lavoratori fossimo a conoscenza dei rischi. Giusto per non dimenticarlo, hanno persino appeso degli adesivi sui vari componenti che dovevamo ispezionare con il livello preciso di dose "a contatto". Provate ad immaginare la mia tensione! Ogni giro di vite pensavo a quanto tempo ci stavo impiegando e se potevo farlo schermandomi meglio e come se non bastasse uno dei miei 5 dosimetri emette un bip tutte le volte che accumula un micro-Sievert di dose.

Tra le altre cose, oggi abbiamo anche smontato una super-valvola di potenza. 15 kg di peso per circa 30 mila euro di costo! Per la prima volta nella mia vita maneggiavo un componente elettronico così pesante e allo stesso tempo così costoso. Se pensate che una valvola sia una roba da museo della scienza e della tecnica - anch'io onestamento lo pensavo - dovete ricredervi! Le valvole sono ancora ineguagliate per prestazioni e robustezza in applicazioni di elevata potenza specialmente nell'ambito delle radio-frequenze. Questo significa che ciascuna stazione di trasmissione radio deve averne una di dimensione simili alla nostra, tanto che vengono ancora prodotte e sono disponibili a catalogo contrariamente a molta elettronica a stato solido la cui obsolescenza è velocissima.

Chissà cosa mi aspetta domani...

13 agosto 2009

Ehi, ti è arrivato un messaggio, ciao!

Nel 1974, scienziati della NASA attivamente coinvolti nel progetto SETI inviarono un messaggio ai nostri vicini di casa interstallare nell'ammasso globulare M13 distante 25.000 anni luce.

Da allora stiamo aspettando una risposta e continueremo a farlo per almeno altri 50.000 anni visto che il messaggio non può viaggiare più velocemente della luce.

Ieri, leggevo su un blog "fisico" l'ipotesi assurda che i cosiddetti UHECR (raggi cosmici di altissima energia) siano in realtà dei messaggi inviati da civiltà sufficientemente evolute da poter costruire un acceleratore di particelle così potente. Ovviamente si trattava di pura e semplice fantasia, non come il maldestro tentativo di alcuni Australiani per comunicare con gli alieni.

Visto che oggi giorno nessuno sembra più sopravvivere senza leggere o inviare SMS, questi hanno deciso di mandarne qualche centinaio in giro per lo spazio, in particolare verso Gliese 581d, un pianeta terracqueo recentemente scoperto e dalle caretteristiche favorevoli (forse!) ad ospitare la vita. Insomma quello che un appassionato di Star Trek definirebbe un pianeta di classe M.

Ve li immaginate i nostri cugini nello spazio che tra 20 anni sentiranno tutti i loro cellulari suonare all'unisono: Ehi, ti è arrivato un messaggio, ciao!

11 agosto 2009

Tanti auguri dalla finanza

Proprio oggi, con soli tre anni di ritardo, le Fiamme Gialle ci hanno fatto, a modo loro, gli auguri per una serena vita di coppia a seguito del nostro Matrimonio. Non stiamo scherzando! Oggi abbiamo ricevuto una raccomandata dalla Sezione locale della GdF che ci richiede dati e notizie riguardanti il matrimonio che abbiamo celebrato tre anni fa. Ovviamente non vuole sapere come procede la nostra vita di coppia, se ci sentiamo oppressi dal fisco o se nostro figlio sta crescendo bene. No! Vogliono sapere quanto abbiamo speso per la festa: i fiori, il ristorante, il fotografo, l'auto, la musica, insomma tutto, con tanto di ricevute e fatture allegate.

E se non rispondiamo o non ricordiamo ci puniscono con una sanzione amministrativa che va da € 258 a € 2065. Non ci resta che mettere a soqquadro tutti gli armadi e i cassetti alla ricerca delle odiate carte!

Ah, comunque, grazie per gli auguri!

9 agosto 2009

Ciuf ciuf fa il treno ed altre curiosità

Vi siete mai domandati se il treno va a corrente continua oppure alternata? Probabilmente no, ma io mi sono posto la domanda con degli amici e solo Wikipedia è riuscita a toglierci la curiosità. Ebbene, la risposta è sia una sia l'altra, meglio, o l'una o l'altra a secondo del paese. Qui di fianco potete vedere una mappa d'Europa dove con colori differenti sono rappresentate le diverse tipologie di alimentazione. In Italia si utilizzano tensione di alimentazione a 3 kV DC per i treni normali, mentre gli altavelocità corrono con 25 kV AC.

Un'altra curiosità completamente scorrelata dai treni, ma altrettanto difficile da scovare è la risposta alla domanda seguente:

Come faccio a trovare il Mac address di un dispositivo collegato alla rete?

Diciamo che se conosciamo il suo indirizzo IP allora è veramente banale e lo possiamo fare sia da Windows sia da Linux / MacOs. Come prima cosa faccio un ping al dispositivo di cui voglio scoprire il Mac address, poi è sufficiente digitare il comando arp -a o dal prompt del dos, o da un terminale di sistema per vedersi elencare una tabella che riporta gli indirizzi IP conosciuti e i corrispettivi Mac address. Adesso che lo sappiamo è veramente banale, ma sappiate che funziona solo con i dispositivi collegati alla vostra stessa sottorete. In altre parole, se per raggiungere il dispositivo sconosciuto dovete passare attraverso un gateway, allora non c'è modo di recuperare questa informazione.

Altra curiosità: è possibile vincere matematicamente alle scommesse portando a casa un utile netto? Mi spiego con un esempio: immaginate che un bookmaker metta a disposizione una scommessa con due soli possibili risultati, diciamo Sì e No e che decida di pagare il Sì 2 volte la posta e il No 5 volte. In questo modo se io puntassi € 3 sul Sì e 1 sul No, qualunque sia il risultato avrei vinto e guadagnato. Infatti, se esce Sì vinco € 6 con un netto di 2 euro, mentre se esce No, vinco solo € 5 che sono comunque 1 euro in più di quello che ho speso.
Nonostante questo sia vero in teoria, nella pratica non succede mai perché i bookmakers non sono stupidi. Infatti se una scommessa ha solo due possibili risultati allora non succederà mai che entrambe le uscite siano pagate più di due volte la posta. Se invece si tratta di una partita di calcio con tre risultati possibili (1, X e 2) allora in nessun caso le tre quote saranno superiori a 3.