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| Reidar Hahn & Sandbox Studio, Chicago |
Mi ricordo che a partire dal
settembre 2008 quando ci furono i primi fasci circolanti in LHC, alcuni dei miei amici hanno cominciato a chiedermi:
ma allora l'avete trovata o no sta particella? Si riferivano ovviamente al bosone di Higgs e la loro curiosità era motivata dal fatto che si aspettavano i risultati in uno stretto giro di posta e non dopo anni di raccolta e di analisi dati. Questi grossi esperimenti agli acceleratori, infatti, continuano a macinare dati e produrre risultati anche dopo che sono spenti e l'ultima collisione è stata rivelata. L'esempio più recente è quello dell'esperimento
BaBar, nato per studiare l'asimmetria tra materia e antimateria, si è concluso nell'aprile del 2008 nel miglior modo possibile, ovvero con l'assegnazione a Kobayashi e Maskawa del premio Nobel (leggi
Il giallo dietro al Nobel) grazie ai risultati di BaBar e di Belle (esperimento analogo in Giappone).
Siamo nel 2012, l'esperimento è chiuso, l'acceleratore di
SLAC convertito ad altro uso, ma gli scienziati non stanno mica con le mani in mano. Durante i lunghi anni di presa dati sono stati raccolti miliardi di eventi di collisione tra elettroni e positroni, una banca dati enorme che è servita per capire l'asimmetria tra materia e antimateria, ma che può contenere risposte ad altre domande che ancora non c'eravamo posti.