Cerca nel blog

Loading

06 luglio 2014

Un reattore che galleggia

Quando pensiamo ad una centrale nucleare, l'immaginario collettivo ci porta a pensare a quelle gigantesche torri di raffreddamento iperboloidi che per molti sono proprio il simbolo del reattore. Comunque le immaginiamo, tutti pensano a qualcosa di grosso e pesante certamente non a qualcosa che può facilmente galleggiare. A dir la verità ci sono un certo numero di grosse portaerei a propulsione nucleare e anche sommergibili con un reattore come fonte di energia... ma non è di questo che vogliamo parlare oggi.

Pensate ad una centrale che anziché essere sulla terra ferma sia su una piattaforma ad alcuni chilometri di distanza dalla costa e che produca energia elettrica per gli abitanti della costa e non solo. I Russi hanno sviluppato un concetto simile su una chiatta, ma quello di cui vi vorremmo parlare oggi arriva dagli Stati Uniti, anche se porta la firma di un ingegnere italiano, il Prof. Jacopo Buongiorno che dopo la laurea al politecnico di Milano ha completato il suo dottorato di ricerca al MIT. Ma è sicura la centrale in mezzo al mare? È conveniente? Si può fare davvero?

Ecco, l'introduzione è finita e spero di essere riuscito a catturare la vostra attenzione al punto da volere cliccare sul link qui sotto e trasferirvi su www.RadioProtezione.org per leggere l'intervista esclusiva dove le vostre curiosità troveranno risposte.

Chiunque può lasciare commenti su questo blog, ammesso che vengano rispettate due regole fondamentali: la buona educazione e il rispetto per gli altri.

Per commentare potete utilizzare diversi modi di autenticazione, da Google a Facebook e Twitter se non volete farvi un account su Disqus che resta sempre la nostra scelta consigliata.

Potete utilizzare tag HTML <b>, <i> e <a> per mettere in grassetto, in corsivo il testo ed inserire link ipertestuali come spiegato in questo tutorial. Per aggiungere un'immagine potete trascinarla dal vostro pc sopra lo spazio commenti.

A questo indirizzo trovate indicazioni su come ricevere notifiche via email sui nuovi commenti pubblicati.

25 commenti:

  1. ho letto di questo reattore su riste specializzate 8addirittura ne hanno parlato - bene! - su riviste del settore petrochimico.
    Soluzione molto interessante che la politica non dovrebbe ignorare.
    Saluti,
    Mauro.

    RispondiElimina
  2. TSE TSE, soliti pivelli...
    http://www.japantimes.co.jp/news/2014/07/07/national/weather-agency-issues-highest-alert-as-okinawa-braces-for-super-typhoon-neoguri/#.U7vSVkBLthS

    visto il limite mensile del JT scopiazzo:

    Weather agency issues highest alert as Okinawa braces for super typhoon Neoguri

    Jul 7, 2014
    Japan’s weather agency on Monday extended its highest
    alert to Okinawa’s populous main island as super typhoon Neoguri
    approached the southern chain, saying it may be one of the worst storms
    for decades.
    The top-level warning means the typhoon poses a threat to
    life and could inflict massive damage from gusts of up to 270 kilometers
    per hour and torrential rain.
    There are about 1.2 million residents on the main island. An
    earlier alert only covered the Miyako Island region with a population
    of 53,000.
    The biggest U.S. Air Force base in the Pacific, located on
    the main island, evacuated some of its aircraft as officers stressed
    that Neoguri may be deadly.
    Waves could reach as high as 14 meters, an official of the
    Japan Meteorological Agency said in a warning that was likely to revive
    memories of Japan’s quake-tsunami disaster in 2011.
    The typhoon was some 500 km south of the main Okinawan island at 1200 GMT and was moving north northwest at 25 kph.
    Miyako Island, in the central area of the archipelago, was in the expected path of the massive storm.
    “Record-level violent winds and high waves are posing a
    serious danger to the Miyako Island region,” Satoshi Ebihara, the
    agency’s chief weather forecaster, told an evening news conference.
    “People are advised to refrain from going outdoors . . .
    evacuate if necessary before violent winds occur and take appropriate
    action to protect themselves,” he said.
    The massive gusts and torrential rain will possibly reach
    mainland Japan by Wednesday, an weather agency official said earlier
    Monday.
    A professional baseball game between the DeNA BayStars and
    the Yomiuri Giants of Tokyo, scheduled for Tuesday in the main Okinawan
    city of Naha, was postponed due to the typhoon.
    The meteorological agency forecast Neoguri — whose name
    means “racoon” in Korean — would dump up to 80 millimeters of rain an
    hour on Okinawa as it pounds the archipelago.
    The storm, which could affect an area with a 500 kilometer
    radius, was expected to be downgraded by the time it hit the Japanese
    mainland.
    However the Kyushu region — next to the main island of
    Honshu where major cities including Tokyo and Osaka are located — was
    already seeing heavy rain and officials warned of possible floods and
    landslides.
    “I’m calling on the heads of municipalities not to hesitate
    in issuing evacuation warnings and don’t be afraid of being
    overcautious,” Keiji Furuya, the state minister in charge of disaster
    management, told a government meeting.
    The U.S. Kadena Air Force base in Okinawa, the largest U.S.
    airbase in the Pacific, began evacuating some of its aircraft Sunday in
    preparation for the typhoon.
    “I can’t stress enough how dangerous this typhoon may be
    when it hits Okinawa,” Commander James Hecker of the 18th Wing stationed
    in Kadena said in a statement posted online.
    “This is the most powerful typhoon forecast to hit the
    island in 15 years; we expect damaging winds to arrive by early Tuesday
    morning.
    “So be prepared!” Hecker said. “Tie down your outdoor items and work with your neighbors to help them.”
    He added: “During the typhoon, do not go outside… anything not tied down, even small items, could become deadly projectiles.”
    Okinawa is regularly hit by typhoons but islanders were
    taking no chances, with fishermen on Miyako island bringing boats back
    to port and tying them down.
    “It’s rare that we brace for a typhoon (as early as) July,” one fisherman said.

    RispondiElimina
  3. Guarda che adesso ValerianoB ti bacchetta. Fahrrad è la bicicletta, mofa è il motorino e motorrady la moto!

    Comunque io no ho affatto problemi di traffico e potrei tranquillamente muovermi in bici visto che adesso ho anche il carrettino per i bambini!

    https://scontent-a.xx.fbcdn.net/hphotos-xap1/t1.0-9/10352613_10203214180628324_2237319845159436785_n.jpg

    RispondiElimina
  4. Si`, ma pure il sior Coriolis dopo un mesetto si rompe e lascia passare tutto...
    https://www.youtube.com/watch?v=9b7PwKraaek&hd=1

    RispondiElimina
  5. El sior Clementi ha trovato pure questo :)
    https://www.youtube.com/watch?v=CbrNtKd2nxQ&feature=youtu.be&app=desktop

    RispondiElimina
  6. @ValerianoB

    Un articoletto sul quotidiano “Ethnos”.
    Molti anni fa Albert Camus, un virtuoso della parola e del pallone, ( giocava come portiere ma la tubercolosi gli impedì di continuare) caratterizzava il calcio come un "gioco che permette di capire il carattere delle persone".
    Sviluppando il ragionamento, anche il carattere dei popoli ...
    Si potrebbe sostenere che nell’arco di 90 minuti comprendiamo i popoli dell'Africa, la loro natura indomita, la loro incapacità di sottomettersi con costanza a un 'sistema', con il risultato di sprecare il talento quasi soprannaturale che hanno. Oppure le malinconiche società dell'Europa orientale, con il loro calcio timoroso e spaventato e l'incapacità costante di svolgere un ruolo di primo piano nel mondo del calcio (e non solo). I popoli
    dell'America Latina e le loro illimitate capacità tecniche (individuali), che a volte portano a miracoli, ma anche a molti disastri. La leadership tedesca, fondata sul metodo, l'organizzazione, il "sistema" e molto meno sul talento naturale. I continui “su e giù” dell’ Italia o della Francia , con i suoi giocatori "coloniali"odiati dai nazionalisti francesi, la noiosa società svizzera, belga, ecc. Scrisse Camus, "La palla non va mai dove te l’aspetti." Inoltre, a dispetto di anoressici filosofi che scomunicarono il calcio come “l’oppio dei popoli", egli proclamò sfacciatamente: «Il poco di moralità che conosco l'ho
    appresa sui campi di calcio e sul palcoscenico dei teatri, che rimangono le mie vere università ». ( Thanasis Tsekouras)

    ATTENZIONE!
    Il calcio di Camus è quello romantico, fatto di terra, polvere, quello delle strade di Algeri e del cortile del liceo. È quello che gli ha fatto scrivere Lo straniero, ove peraltro sono tanti i riferimenti, più o meno velati,alle esperienze passate sul campo di pallone. Altri letterati che hanno avuto il calcio, e in particolare il ruolo di portiere, come esperienza giovanile:Cesare Pavese e sir Arthur Conan Doyle".
    Una volta trasferitosi a Parigi, Camus si appassionò a un altro Racing,quello de France , dove giocavano i suoi amici, i fratelli Couard.Qualche anno dopo si lasciò andare ad una battuta: "Il calcio del Racing è scientifico: perdono scientificamente tutte le partite". Insomma, anche nel tifo Camus ha scelto, e al giorno d'oggi sceglierebbe, la squadra più indifesa, Albert ha rifiutato le ideologie,difficilmente tiferebbe per il Paris Saint- Germain, avrebbe rifiutato anche questo calcio. Si sarebbe ritrovato, di nuovo, solo: come quando era portiere, come quando scriveva. Come Meursault, il protagonista de Lo straniero, che affronta la ghigliottina come un portiere che attende tra i pali un pallone imparabile".


    Tratto da
    Emanuele Santi "Il portiere e lo straniero"

    RispondiElimina
  7. Finalmente un tifone come si deve...Sai com'è, ormai un normale acquazzone estivo per gli italiani è una BOMBA D'ACQUA!

    RispondiElimina
  8. Qui pensano alle ostriche. Finiranno prima gli EPR in Cina ...
    Manco mi han fatto entrare xche' era sabato!
    SM

    RispondiElimina
  9. Bello.
    Aggiungerei solo - sempre parlando di calcio - che i popoli latini oltre alle capacità naturali (ma dove oltre al calcio, mi verrebbe da chiedermi) hanno una spiccata tendenza a diventare aggressivi e fallosi. Ispanici turbolenti :-)

    D'altra parte, vedo l'ovvietà della cosa: come in ogni altra attività umana, i popoli immettono nel calcio quella che è la loro "forma mentis". Ogni popolo tende a costruire e vedere le cose secondo il proprio modo di pensare, e culture diverse portano a implementazioni diverse della stessa cosa.

    Cosi', anche se entrambi di alta qualità il calcio sudamericano è molto diverso da quello tedesco. E in genere è anche piacevole vederli giocare insieme.


    Beh, quello sudamericano forse non era proprio di alta qualità in questa coppa ;-)

    RispondiElimina
  10. Forse un paio di reattori ripartono:
    http://www.japantimes.co.jp/news/2014/07/10/business/utilities-seen-selling-bonds-eye-reactor-restarts/

    RispondiElimina
  11. bene... forse qualcosa si muove!

    RispondiElimina
  12. Ne ripartono 14 entro il 2015.
    SM

    RispondiElimina
  13. ci sono precedenti? ovvero: il Giappone ha la fama di paese molto organizzato.. per i blackout ci sono piani di emergenza??

    RispondiElimina
  14. caspita @SM che ottimismo!

    RispondiElimina
  15. Si`, nel 2011 dove si sono utilizzati sono stati programmati con zone senza energia per 4 ore, solo che diverse attivita`, a partire dai forni per il pane, perdevano la produzione giornaliera.
    Poi il governo aveva chiesto anche di usare meno i condizionatori ritrovandosi con una strage di vecchietti che ha portato il governo a dire agli anziani di non spegnere i condizionatori.

    Giapponesi organizzati ma supercazzoni, visto che meta` paese va a 50Hz e meta` a 60Hz. Quindi pur avendo alcune centrali per il cambio frequenza non possono spostare molta potenza.

    Da ricordare che gli impianti di Nissan, Toyota ed acciaierie nel 2011 erano distrutti e le loro centrali private sono state temporaneamente autorizzate ad immettere energia in rete. Ora quelle industrie lavorano.

    Vedremo.
    Scusa il ritardo, ma dischetto non mi aveva notificato il tuo post.

    RispondiElimina
  16. Beh, il supercazzola prima di vendere ENEL vuole vendere cio` che e` dentro ad ENEL.

    https://www.youtube.com/watch?v=MNdzEQzkceg

    RispondiElimina
  17. Un articolo su Kurion...è una start-up...!
    http://www.fastcoexist.com/3032935/the-us-startup-thats-cleaning-up-fukushimas-radioactive-mess

    RispondiElimina
  18. una start up nel settore pulizie :)

    Sono veramente curioso di sapere quanti soldi butteranno i Giapponesi nella rimozione del trizio. Un sacco di soldi, spesi male e inutilmente.

    RispondiElimina
  19. http://rt.com/news/172708-chernobyl-ukraine-radiologic-reserve/

    Bene, ne sono contento. Spero un giorno di poter visitare quest'area.
    SM

    RispondiElimina
  20. al telegiornale qualche giorno fa ho sentito che si organizzano viaggi (con pranzo incluso) nella cittadina di Pripyat... Veniva presentato come un viaggio dell'orrore, ma onestamente a me non dispiacerebbe. :)

    RispondiElimina
  21. http://www.world-nuclear-news.org/RS-Safety-approval-for-first-Japanese-reactor-restarts-1607141.html

    Non è ottimismo. Si parla di 17-20 ma alcuni secondo me non ripartiranno per questioni di faglie attive. Il conto dovrebbe scendere proprio a 14-15.
    Ciao SM

    RispondiElimina
  22. Scommetto contro la tua previsione, entro fine anno non ne ripartira' neanche UNO!

    RispondiElimina
  23. Teppone carnico come va?
    Il buon capo di gabinetto Suga [par tera] a chi rompeva ha detto fuori dai denti durante un incontro con la stampa che stiamo buttando piu` di 40 miliardi di dollari all`anno a tenere le centrali spente.
    Ci ha messo due anni ma finalmente mi ha letto :)

    Spesa totale del giappone per il gas [tutti gli usi compresi] 69 miliardi di $.
    Spesa gas piu` carbone per sola produzione elettrica 80 miliardi$/anno.

    RispondiElimina
  24. Qui ci scappa la pizza, dai mettiamo nero su bianco, data e numero di reattori ripartiti? Ci state?

    RispondiElimina

Chiunque può lasciare commenti su questo blog, ammesso che vengano rispettate due regole fondamentali: la buona educazione e il rispetto per gli altri.

Per commentare potete utilizzare diversi modi di autenticazione, da Google a Facebook e Twitter se non volete farvi un account su Disqus che resta sempre la nostra scelta consigliata.

Potete utilizzare tag HTML <b>, <i> e <a> per mettere in grassetto, in corsivo il testo ed inserire link ipertestuali come spiegato in questo tutorial. Per aggiungere un'immagine potete trascinarla dal vostro pc sopra lo spazio commenti.

A questo indirizzo trovate indicazioni su come ricevere notifiche via email sui nuovi commenti pubblicati.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...