Chi ci segue da parecchio lo sa che non risparmiamo critiche al gestore della centrale incidentata di Fukushima quando prende decisione avventate e si ritrova a sbagliare anche le cose più facili. Il post di questa settimana potrebbe apparire come una collezione di errori di TEPCO registrati negli ultimi due anni, invece sono tutti accaduti durante questa settimana e si riferiscono tutti alla gestione dell'acqua contaminata. Ci teniamo a precisare che questi errori non saranno certo causa di apocalittici distruzioni dell'ecosistema, ma sono l'evidenza - non è la prima - che TEPCO non è sufficientemente preparata nella gestione dell'acqua. Il fatto che gli errori siano così frequenti potrebbe essere anche dovuto al fatto che viene assunta manodopera non specializzata o con troppa poca formazione, da qui il richiamo della NRA a spostare a Fukushima personale esperto, magari levandolo dalle altre centrali TEPCO al momento ferme.
Andiamo con ordine. Il primo errore riguarda ALPS, il sistema di decontaminazione multiisotopo che svolge un ruolo fondamentale nel trattamento e nella diminuzione della volumetria d'acqua contaminata. La scorsa settimana avevamo brevemente accennato al fatto che il sistema C era pronto a partire, ma poche ore dopo è andato subito in arresto a causa della bassa portata di una pompa. La causa? Delle pezzette di gomma dimenticate dagli operai che sono entrati in una cisterna a monte per controllarne lo stato, le gomme servivano per evitare che la scala utilizzata per calarsi all'interno potessero danneggiare la superficie, ma andavano certamente rimosse all'uscita.
Il secondo errore riguarda il trasferimento di acqua piovana. Ricordate che dopo lo sversamento di acqua contaminata sono state tutte chiuse le valvole di contenimento delle dighe poste intorno alle cisterne, e di conseguenza l'acqua piovana va controllata e trattata di conseguenza. In preparazione di una forte precipitazione in arrivo, al fine di evitare che le dighe straripassero, hanno iniziato a trasferire l'acqua piovana verso cisterne di contenimento, purtroppo però, non si sono accorti che il tubo era collegato alle cisterne sbagliate, da cui l'acqua ha iniziato a uscire.
Il terzo errore chiama in ballo il principio dei vasi comunicanti. Sempre durante un'operazione di trasferimento di acqua piovana, hanno iniziato a riempire completamente (oltre il 95% della capacità totale) una serie di 5 grandi cisterne collegate in serie. Queste però sono dislocate con una leggera pendenza e malauguratamente hanno posizionato il sensore di livello solo su quella a monte. Il risultato è stato che prima che il sensore di livello avvisasse che le cisterne fossero piene, quella più in basso ha tracimato .
In questo caso gli errori sono multipli, primo avere una connessione in serie delle cisterne fa si che i sistemi non siano indipendenti principio base per la sicurezza. Secondo, l'installazione di un solo sensore di livello e nel posto sbagliato. Terzo non aver sigillato i "coperchi" delle cisterne, ma solo imbullonati. Quarto non aver pensato a livellare il terreno possibilmente rinforzandolo per evitare sprofondamenti.
Concludiamo con i numeri dell'acqua contaminata fotografati nel bollettino emesso il 1 ottobre.
Settimana precedente | Previsione per questa settimana | Settimana presente | Previsione per la settimana successiva | |
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Acqua nei reattori + turbine | 74 500 | 75 200 | 75 000 | 74 600 |
Acqua nello stoccaggio | 17 440 | 17 030 | 16 970 | 17 320 |
Totale | 91 940 | 92 230 | 91 970 | 91 920 |
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