Ricordiamo brevemente i precedenti che però trovate nei dettagli in questi due post (uno e due). L'esperimento Opera, nei laboratori sotto il Gran Sasso riceve un fascio di neutrini prodotti dagli acceleratori del CERN ed è in grado di misurare il tempo impiegato dai neutrini a percorrere gli oltre 700 km che separano i due laboratori. Per calcolare la velocità bisogna conoscere tempo e spazio, entrambi sono misurati con grande precisione e ripetutamente, ma come avevamo anche noi stessi segnalato, poteva esserci un errore sistematico, ovvero che accade sempre e in ugual entità in ogni misura e di difficile individuazione a portare alla falsa scoperta.
Fonti vicine all'esperimento Opera e riportate da Science sembrerebbero, il condizionale è ancora d'obbligo, additare come colpevole la cattiva connessione di un cavo in fibra ottica. Un'inezia, ma sufficiente per generare quei 60 nanosecondi - altrettanto un'inezia - con cui i neutrini vincevano la gara sui fotoni, ovvero la luce.
E questo è il messaggio del direttore Generale del CERN, Rolf Heuer:
The OPERA collaboration has informed its funding agencies and host laboratories that it has identified two possible effects that could have an influence on its neutrino timing measurement. These both require further tests with a short pulsed beam. If confirmed, one would increase the size of the measured effect, the other would diminish it. The first possible effect concerns an oscillator used to provide the time stamps for GPS synchronizations. It could have led to an overestimate of the neutrino's time of flight. The second concerns the optical fibre connector that brings the external GPS signal to the OPERA master clock, which may not have been functioning correctly when the measurements were taken. If this is the case, it could have led to an underestimate of the time of flight of the neutrinos. The potential extent of these two effects is being studied by the OPERA collaboration. New measurements with short pulsed beams are scheduled for May.
Tutto risolto dunque? Da buoni scienziati, agli sperimentatori di Opera serve confermare che il cavo sia effettivamente l'origine dell'errore e nelle prossime misure ripeteranno i conti per vedere chi vince. Per il momento la partita sembra finita come da pronostico, tra fotoni e neutrini a vincere sono i fotoni e la relatività di Einstein che se la ride sotto i baffi!