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26 giugno 2010

Manco il tempo di dirlo

Non faccio nemmeno in tempo a scrivere il primo post sui mondiali che già la nostra nazionale è atterrata a Fiumicino con la coda in mezzo alle gambe e il volto nascosto dietro alle mani. Si perché è proprio una bella vergogna presentarsi come campioni del mondo e arrivare ultimi di un girone tutt'altro che di ferro.

Ho visto la partita contro la Slovacchia. L'ho vista in sala riunioni con i miei colleghi da tutta Europa, incluso uno Slovacco, unico veramente felice al termine dell'incontro. Bisogna essere onesti, non è stata una gran prestazione, specie il primo tempo, ma perdere contro la Slovacchia ci può anche stare. E' non riuscire ad andare oltre il pareggio - oltrettutto immeritato -  contro i Neozelandesi, campionissimi con la palla ovale, ma con una storia brevissima con la sfera.

Torniamo a casa e insieme a noi lo fanno anche i Francesi. Nel 2006 Domenech e Lippi avevano dovuto rimandare le ferie per il protarsi dell'impegno mondiale. Quest'anno possono ampiamente recupare. Chissà magari andranno in vacanza/pensione insieme, un mese in Versiglia e il successivo in Costa Azzurra.

La novità, per me, di questo Mondiale è la radio. Radio 1 Rai è titolare dei diritti radiofonici di tutte le partite. Ascoltare la partita alla radio è qualcosa di cui avevo dimenticato il gusto. E' completamente differente dal vederla in Tv e i radiocronisti hanno un compito molto più ostico dei loro colleghi televisivi, perché per radio, nulla è scontato e tutto quello che non è detto è semplicemente non esistito.

Per fortuna che il Mondiale, per gli amanti dello sport, ancora non è finito e sono proprio curioso di sapere come andranno a finire i due super-derby: quello europeo tra Spagna e Portogallo e quello sudamericano tra Brasile e Cile. Che vinca il migliore.

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