
Ma che fine ha fatto il super acceleratore?
A voler essere pignoli, questo è una sorta di deja vu, vissuto il 10 settembre dello scorso anno, quindi a voler ben vedere sembra non esserci nulla di nuovo da annunciare, ma non è proprio così. Usando le parole del direttore del CERN, Rolf Heuer, oggi abbiamo una conoscenza molto più approfondita di LHC, che un anno fa non potevamo nemmeno immaginare. Il fatto di essere stati forzatamente fermi per questo lungo periodo ci ha permesso di aggiungere tutti quei ritocchini che rendono l'insieme molto più stabile, sicuro e durevole.
Questa notte, i fasci di particelle hanno ripreso a circolare in entrambe le direzioni, e mentre vi scrivo è in corso una riunione in cui si deciderà come procedere oggi e nei prossimi giorni. L'idea è di arrivare presto alle prime collisioni e poi gradualmente aumentare l'energia e la luminosità dei fasci. È ancora una strada lunga, ma il finalmente si ritorna a vedere la meta.
E gli uccelli?
Si anche loro ci mettono il becco. Non a caso, il CERN ha deciso di annunciare i progressi con LHC usando Twitter. Di sicuro però, l'uccello più famoso è quello che, secondo i giornali, ha tentato di boicottare LHC e quindi di fermare la distruzione del mondo, mandando in corto un generatore di corrente e provocando l'inserimento di tutti i circuiti di protezione e lo spegnimento di un settore dell'acceleratore. A chi dice che è bastata una briciola di pane a fermare la più grande macchina mai costruita dall'uomo, rispondo che per fortuna l'uomo aveva previsto che simili eventi - un black out - potessero accadere e ha predisposto che la più grande macchina del mondo potesse spegnersi in assoluta sicurezza senza arrecare danni a cose e soprattutto a persone.