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20 ottobre 2008

24 prof per 17 studenti: e allora?

[...] I dati riguardano il dipartimento di Matematica e Fisica (dell'Universita' dell'Insubria, n.d.r.) parlano da se': quest'anno sono solo diciassette i neodiplomati che hanno scelto il corso di laurea in Fisica. Anche l'anno scorso il numero era quasi lo stesso, solo un paio in piu'. Per loro ci sono ben ventiquattro docenti, tra professori ordinari, associati e ricercatori.
Un rapporto decisamente squilibrato: facendo due calcoli risulta che ogni docente si deve occupare di circa quattro studenti all'anno. Sono pochissimi, pensando alla valanga di ragazzi che affollano le classi degli atenei delle grandi citta'. La situazione e' simile anche per altri corsi di laurea a Como, come quello in Matermatica e in Scienze Chimiche e Ambientali [...]

Valentina Origoni, L'ordine
Sabato 18 Ottobre 2008


Quanto avete appena letto e' veramente stato pubblicato sabato scorso sul giornale comasco L'Ordine a firma di Valentina Origoni. E' inutile che fate quelle facce da ebeti e' tutto vero e chiudete quella bocca spalancata. Adesso se vi siete ripresi dallo shock, vi consiglio di leggervi anche quest'altro articolo, stavolta apparso sull'edizione on-line de il Giornale. Per chi ancora non si fosse reso conto, ve lo ripeto nuovamente: all'Insubria ci sono 17 studenti di fisica al primo anno e ben 24 professori! Altro che maestro unico, qui siamo allo studente unico!

A parte gli scherzi, la situazione e' davvero preoccupante... Innanzitutto la Origoni fa un po' di confusione tra gli organismi accademici: se e' veramente interessata al rapporto studenti e insegnanti allora dovrebbe considerare la Facolta' di Scienze e piu' specificatamente il Corso di Laurea in Fisica e non il Dipartimento di Fisica e Matematica, che invece si occupa della ricerca e non dell'insegnamento. La giornalista sbatte i numeri in prima pagina, e fa bene, anch'io adoro i numeri, altrimenti non mi sarei laureato in Fisica, in quell'universita' di poveretti che e' l'Insubria. Ma i numeri bisogna saperli leggere, altrimenti possono facilmente trarti in inganno anche se scritti in lettere e non in cifre come la giornalista ama fare.

Cominciamo con qualche numero facile facile. A Milano (Universta' statale) gli iscritti al primo anno di fisica sono 151, un numero irrisorio se comparato con quello dell'ingegneri o degli architetti del Poli, e addirittura ridicolo se paragonato alla facolta' di lettere della stessa universita'. In nome della citata efficienza anche il corso di Laurea in Fisica di Milano andrebbe chiuso, forse andrebbero chiuse tutte le lauree in Fisica, o magari, se proprio si deve, ne dovremmo lasciare aperto una sulla Luna per quei quattro matti che non saranno mai tanti quanti i letterati, i medici, gli psicologi... Non ho nulla contro le categorie citate, loro hanno solo la colpa di essere piu' numerosi dei fisici.

Ripetiamo lo stesso esercizio con i professori in servizio a Milano statale: l'elenco dei docenti lo trovate a questa pagina. Se non ho sbagliato contare, il numero degli insegnanti si aggira intorno a 120. Quindi siamo 120 prof contro 151 studenti... Cari colleghi milanesi, state attenti perche' siete i prossimi sulla lista nera...

Altro numero. Quando mi sono iscritto io all'Insubria nel lontano 1995, ancora non era un ateneo autonomo, ma era la seconda Facolta' di Scienze dell'Universita' di Milano. La mia classe (adoro chiamarla cosi') era formata da 37 studenti e il numero degli insegnanti era, verosimilmente lo stesso. A Milano, lo stesso anno, il numero delle matricole in fisica si aggirava intorno a 600. Volendo guardare la situazione col tempo e' peggiorata molto piu' a Milano che a Como, anche se per entrambi i casi bisogna tener conto che nel frattempo e' sorto un nuovo ateneo (quello di Bicocca) con un curriculum accademico molto simile.

Milano e' una grande citta', una di quelle citate nell'articolo, ma non e' l'unica a soffrire dello stesso male fisico, permettetemi il gioco di parole. A Roma, la Sapienza, la facolta' che ha laureato Enrico Fermi (vedi EDIT in fondo), ha avuto 270 iscritti alla prova di ingresso, mentre Roma3, l'universita' per cui ho lavorato 2 anni, conta circa 40 studenti che frequentano attivamente il primo anno.

Adesso, apriti cielo, una sconcertante verita' che forse ancora non ha raggiunto la stampa locale. Il ministero a cui fa capo la contestata Gelmini si chiama Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca scientifica. La nostra giornalista si e' preoccupata di dire che i 24 fannulloni (sono onesto, non ha usato questo termine) di professori insubri, oltre a tenere a bada i loro 4 studenti pro capite, svolgono anche attivita' di ricerca. Il tutto in due righe e mezzo. Vogliamo dare i numeri sulla ricerca all'Insubria, in particolare a fisica e matematica?

Negli ultimi anni, il dipartimento di Fisica e Matematica, visto che adesso parliamo di ricerca e' giusto considerare il dipartimento, ha incamerato circa 2 000 000 di euro l'anno. Ricontanteli pure, se volete, gli 0, sono 6, stiamo parlando di milioni di euro, acquisiti da fonti di finanziamento esterne, principalmente dalla Comunita' Europea. Per forza questi 24 professori hanno solo 17 studenti: se prendiamo questi 2 milioni, li dividiamo per 24 prof e per 365 giorni, risulta che ogni giorno dell'anno (Natale, Capodanno e Ferragosto inclusi) questi poveri docenti devono trovare un modo efficiente per spendere 228 € a testa. Mica possono stare tutto il giorno ad inventarsi problemi con piani inclinati, pendoli a molla e chissa' quale altra diavoleria. Per chi non l'avesse capito c'e' una punta di ironia nell'ultima frase.

Tranquilla Valentina, ho altri numeri per te. 0.95 e' il voto che il Comitato di Indirizzo per la valutazione della ricerca ha assegnato al dipartimento di Fisica e Matematica comasco. Lo so sembra un brutto voto, ma se consideri che il massimo era 1.00 e che la prestigiosa Normale di Pisa si e' classificata solo 1 posto davanti all'Insubria con uno scarto di 0.02, non mi sembra tanto male. Se vuoi verificare, la classifica e' pubblica ed e' disponibile a questo indirizzo. E' chiaro che l'Insubria non potra' mai essere prima nel raggruppamento Grandi Enti, ma tra i piccoli e' decisamente in una posizione di prestigio.

Di prestigio e di eccellenza direi, visto che il Dipartimento di fisica attira studenti di dottorato da tutta Italia. Il numero degli iscritti al primo anno di dottorato quest'anno a Como sono 7 (qui il link per conferma), ovvero il 41% degli iscritti al corso di laurea. A Milano sono 18, ovvero solo il 12% degli studenti al primo anno di universita'. Sia chiaro che i posti per la scuola di dottorato sono assegnati dal Ministero in base ad una valutazione sulle attivita' didattiche e di ricerca svolte dall'Ateneo. Anche a Princeton gli iscritti ai corsi post-laurea sono dello stesso ordine di quelli universitari.

In conclusione facciamoci qualche domanda: ci sono sprechi nella Facolta' di Scienze e nel Dipartimento di Fisica e Matematica dell'Insubria a Como? Molto probabilmente si'. Si puo' migliorare l'efficienza dell'insegnamento, accorpando corsi simili ed elimimando quelli troppo poco frequentati? Assolutamente si'. C'e' sempre margine per il miglioramento e per evitare gli sprechi. Potrei dire che si potrebbe risparmiare sulla carta e sull'inchiostro evitando di pubblicare articoli inutili. Potrei dire che tre testate quotidiane in una citta' piccola come Como sono uno spreco. Potrei dirlo, ma non lo dico! Perche' sono contento di vivere e lavorare in una cittadina piccola, alle volte un po' assopita, che pero' sente l'esigenza di avere 3 giornali con un forte carattere locale. Lo stesso carattere locale dell'Insubria.

Sono contento e vado fiero di essermi laureato e di lavorare in un polo d'eccellenza
, dove insieme a qualche tollerabile spreco ci sono persone (basta con i numeri) che contano, persone fuori dal comune e che ogni giorno vanno alla scoperta del mondo con i loro quattro studenti e lo fanno anche per tutti gli altri! Vi sembra uno spreco? A me sembra uno spreco perdere una cosi' bella realta'.

EDIT: mi e' stato fatto notare che Enrico Fermi non si e' laureato alla Sapienza, bensi' alla Normale di Pisa. Sono stato tratto in inganno dal ricordo dei Ragazzi di via Panisperna, ovvero quel gruppo di giovani scienziati dell'allora Regio Istituto di Fisica dell'Universita' di Roma che collaboro' attivamente con Fermi. Mi rammarico per l'imprecisione.

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