
Due settimane trascorse a lavorare duramente, giorno e notte e con turni serratissimi. E niente pagnotta stavolta, missione non compiuta: il telescopio continua a non funzionare come dovrebbe nonostante tutti i nostri sforzi.
Ieri, ultimo giorno utile prima del rientro forzato abbiamo lavorato dalle 9 della mattina fino alle 2 di notte, praticamente senza sosta. Eppure niente. Qualche ora di sonno da Madame Sofia, poi ancora in sala sperimentale fino alle 11 per provare l'ultimo tentativo senza fortuna. Ho lasciato la patata bollente nelle mani di altri due colleghi, mi sono bevuto due caffe' e una red-bull e sono saltato in macchina per guidare i 340 chilometri che mi separavano da casa.
Adesso, anche se mi sono riposato un po', sento un senso di vuoto. Continuo a guardare la posta elettronica sperando in buone notizie che non ricevo. Speriamo che il lunedi' di festa porti qualche illuminazione! Vita da scienziato...