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15 febbraio 2009

Gran derby: il Milan gioca meglio, l'Inter vince

Dite la verità, vi aspettavate un mio post subito al termine della partita, poi visto il risultato non poteva mancare. Vincere un derby è qualcosa di più di vincere una partita, anche se i tre punti valgono sempre e solo tre.

Il titolo dice tutto. Il Milan ha giocato meglio, sembravano meglio disposti in campo, più sereni, almeno fino al 2 - 1 e con una migliore visione di gioco che sarebbe potuta essere pura magia se Kaka fosse stato della partita. Anche la foto parla da sola. Questo è stato (forse) l'ultimo derby di Mancini. Di fronte ad un tale campione, i colori delle maglie non contano e le rivalità campanilistiche devono affievolirsi, insomma un gran bel applauso ad un grande del calcio italiano e non solo.

Veniamo al dunque, l'ammissione che tutti i milanisti stanno aspettando e che io non mancherò di accontentare. Adriano ha segnato con una carambola di mano, dopo aver preso il pallone di testa. Settimana scorsa in una medesima situazione, a Seedorf hanno annullato il gol, stasera l'arbitro Rosetti ha applicato alla lettera il regolamento e convalidato il gol neroazzurro. Si tratta di un tipico caso di due pesi e due misure, altro esempio è Inzaghi che in campo da pochi minuti, venutosi a trovare in netta posizione di fuorigioco, continua l'azione interrotta e tira (e segna, gran gol!) in porta e non succede niente. Non più tardi di un quarto d'ora, Burdisso entrato in campo da 30 secondi, colpisce il pallone dopo che l'arbitro ha fischiato e giallo istantaneo. Come se non bastasse, Inzaghi ha continuato tutta la partita ad inveire contro arbitro e assistenti anche quando era evidente che aveva torto. A lui darei un rosso perpetuo.

La conclusione è che l'Inter si porta a casa il derby di ritorno pareggiando il conto con quello dell'andata. A chi dice che il campionato è finito, rispondo che a me sembra che domenica prossima si giochi ancora, l'Inter (sabato ore 16) a Bologna, la Juve (sabato ore 20.30) a Palermo e il Milan (domenica ore 15) in casa contro il Cagliari. Lo scudetto lo si vince con i punti guadagnati durante tutto l'anno, ma è solo alla fine che si tireranno le somme. E poi ci sono o meglio c'è la coppa...

12 febbraio 2009

Era da tanto che non ci divertivamo così

Anche se non è ancora conclusa, ormai è sicuro: questa settimana passerà alla storia come una delle più divertenti perlomeno della mia vita lavorativa recente. Tranquilli curiosoni, adesso vi racconto tutto nel dettaglio.

The real boss, l'Ing ed io siamo stati incaricati di eseguire quella che tecnicamente si chiama pre-produzione di un dispositivo di nostra ideazione (nome in codice GPA), per poter fare una stima realistica dei costi e immaginare di andare (speriamo presto) sul libero mercato con il nostro bel prodotto finito e luccicante.

Così abbiamo cominciato a sfogliare cataloghi, data-sheet, disegni tecnici e siti internet, abbiamo chiesto preventivi, ricevuto offerte e emesso ordini. Non ci siamo fatti mancare nulla: dalle viti in nylon per fissare la scheda elettronica sulla scatola metallica, all'imballo di cartone per spedizione postale; dall'adesivo stampato a colori con il logo, al connettore super particolare per la calibrazione dello strumento. Dopo aver controllato che tutto il materiale richiesto ci fosse stato inviato, abbiamo finalmente iniziato la costruzione di quello che passera' alla storia come il primo prototipo di GPA realizzato dalla CaRiBu Inc. (ancora non ha un sito internet, ma presto arrivera'!). Saldatore, trapano e lima hanno sostituito i nostri strumenti tipici di lavoro, cioe' penna, foglio e tastiera; e il laboratorio si e' trasformato in sequenza in reparto montaggio, officina meccanica e persino cabina di verniciatura.

Ieri pomeriggio la GPA S/N 0001 era bella che pronta sul banco del laboratorio pronta per il cosiddetto "smoke test", ovvero se l'accendi e fa fumo allora sicuramente non funziona, ma se non puzza magari c'e' ancora qualche speranza. Inutile dire che il test e' stato positivo e la GPA ha funzionato subito senza problemi e con la spavalderia di un prodotto rodato da anni. Il programma di oggi era un po' piu' concettuale: come ogni prodotto, prima di finire nelle mani dell'utilizzatore finale, deve essere testato in tutti i suoi aspetti e qualificato per verificarne la compatibilita' con le richieste funzionali attese. In pratica si tratta di compilare un foglio di accompagnamento nel quale si dice non solo che funziona, ma anche quanto bene lo fa. Una volta trovata la giusta procedura di misura, cosa che ci ha portato via non poco tempo, abbiamo provato ad applicarla per intero al nostro prototipo e ci siamo accorti che in questo modo era impossibile abbassare i costi di produzione nemmeno assumendo un branco di scimmie addomesticate.

Come si dice, la fame aguzza l'ingegno e cosi' abbiamo messo insieme le nostre conoscenze di automazione e interfacciamento strumenti per far funzionare la catena di test tutta da sola in automatico. L'integrazione non e' ancora conclusa, ma sara' la ciliegina dolcissima su una torta buonissima che ci gusteremo domani!

9 febbraio 2009

Una preghiera

C'è chi chiede silenzio dopo aver parlato tanto. C'è chi grida assassini e chi risponde sciacalli. Certo è che il cuore degli italiani tutti è pesante di pensieri e di interrogativi.

L'unica cosa che mi aiuta è recitare una preghiera, non tanto per lei, la cui sofferenza terrena è stata un'autostrada per il paradiso, ma per la sua famiglia e soprattutto per noi. La sua morte sia un segno come un seme che fiorisce e che ci fa apprezzare il dono della vita.

Vivere o morire

Chi può decidere se è giusto vivere o morire? Berlusconi? No certo che no. Napolitano e i giudici? Anche loro no. Un padre che troppo spesso si fa chiamare tutore legale? Mah, sono abbastanza perplesso.

Io sono per la vita, specialmente per quelle più indifese e tribolate. E non lo dico per la mia fede religiosa, ma per quell'istinto troppo umano che ci tiene attaccati alla vita anche quando sembra un'inutile e vuota esistenza.

Io sono per la vita, perché ho provato a far visita a malati che per anni sono rimasti sdraiati sul loro letto di morte, persone immobili, con un destino già scritto di sofferenza e solitudine e con l'unica prospettiva di una morte lenta e senza dignità. Vi posso assicurare che al termine dell'incontro ero io il malato terminale nonostante la mia vita esuberante fatta di precarie felicità, ma in confronto, vuota.

Io sono per la vita, e lo sono anche se che questa mia opinione mi attirerà critiche addosso e alcuni mi chiameranno: vecchio bigotto vaticanista, persino talebano. Ma per fortuna nessuno mi dirà Ponzio Pilato e tanto meno assassino.

Io sono per la vita, perché è l'unica che abbiamo e le difficoltà e le malattie fanno parte di essa. Sono queste, insieme alla gioia di un incontro e al ricevere un sorriso, a renderla degna di essere vissuta e difesa.

Io sono per la vita. P U N T O. Sempre. P U N T O.

6 febbraio 2009

CURIOSITA'

Ragazzi la demenza dilaga... Guardate qui le nostre due migliori menti (leggesi 1 e 2) cosa sono riuscite a produrre per ottimizzare la catena di montaggio del nostro fantastico "general purpose amplifier". E io che volevo mettere "Feeling better" come canzone del giorno... RIFARE!!! Onore al guerriero Brunetta!! Oggi ci vogliono i sette nani...



1 febbraio 2009

Se stavamo a letto era meglio

Quante volte ho detto e sentito dire questa frase, ma se ripenso alla giornata di ieri, credo non sia mai stata piu' azzeccata. Perche' tutto e' iniziato proprio ieri mattina appena alzati, mentre stavo preparando la colazione. In un colpo solo ho potuto verificare che l'acqua e' un liquido quasi ideale e come tale incomprimibile e la bonta' della portata del nostro acquedotto che distribuisce all'utenza domesitica fino a 3 bar di pressione. In parole povere, ho dimenticato un bottiglia di plastica incastrata sotto il rubinetto aperto e non appena il liquido ha raggiunto la sommita' della bottiglia, si e' verificato il famoso effetto acqua-spruzzo inondando la cucina, bagnando i muri, il lampadario, il microonde, il frigo e infiltrandosi persino dentro agli armadietti inumidendo tutto il contenuto.

Chi ben comincia..., recita un altro detto, continua sullo stesso stile. Cosi' un'oretta dopo la Tata si accorge di non aver il portafoglio nella sua borsetta, quindi pronti via, mettiamo a soqquadro tutta la casa alla disperata ricerca dello scomparso. Ore di ricerche inutili terminano con la convinzione che sia stato smarrito e poi sottratto, quindi provvediamo al blocco della carta di credito e del bancomat e poi con la denuncia alla stazione dei carabinieri. Proprio mentre Francesca sta compilando la denuncia, io, con il piccolo Jack in braccio, mi affaccio alla finestra e indovinate cosa vedo in giardino, proprio di fianco alla vasca dei pesci? Il portafoglio... Denuncia annullata, spavento rientrato, ma carte di credito ormai bloccate irrimediabilmente.

E per fortuna che non sono juventino altrimenti la giornata sarebbe finita ancor peggio!