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4 gennaio 2012

La notte a colori di Como

Vi ricordate le luminarie natalizie che lo scorso anno abbellivano la città di Como? Ecco ci sono anche quest'anno e sono forse persino più belle. Se l'anno scorso a farla da padrone era il colore blu, quest'anno è un vero tripudio di colori, con l'azzurro sempre dominante, ma con il rosso natalizio e i colori pastello a rendere il clima più invernale. A differenza dello scorso anno, però a parte portare la macchina fotografica buona, mi sono anche munito di cavalletto così ho potuto fare dei buoni scatti che finalmente rendono giustizia allo spettacolo.

(tutte le foto dopo il salto...)


Non ho molto altro da aggiungere se non consigliarvi di guardare le immagini che trovate nella proiezione qui sotto e se siete in zona mi auguro vorrete indossare cappotto e cappello e fare in giro per le piazze comasche con il buio della notte.






Chi avesse problemi a visualizzare lo slide show, in modo particolare dai dispositivi mobili, provi a cliccare direttamente su questo link per vedere le foto in Flickr

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18 commenti:

  1. Angelo_de_rosa4 gennaio 2012 07:55

    anche  Tokyo e' pieno di suggestive luminarie; ce ne sono dappertutto, grandi, immense, infinite...ma la TEPCO non aveva detto che l'energia elettrica che potevano erogare bastava a malapena ???? e il famoso "risparmio energetico programmato" di cui si e' parlato tanto???? dobbiamo dedurre che si tratta di un' ennesima falsita' ?? lo scopo di tale falso allarme sarebbe facilmente deducibile: se le centrali si fermano l'energia manca. Ma le luminarie di Tokyo (bellissime, ma non necessarie ) non sono la prova che gia' adesso l'energia non solo e' sufficiente, ma avanza anche???

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  2. Davvero uno spettacolo. Foto bellissime. :)

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  3. Provo a dare una traccia di risposta, anche se non sono esperto del campo. Se non sbaglio, da queste parti bazzicava uno di TERNA, che spero vorrà intervenire con affermazioni più precise.

    La zona a rischio elettricità dovrebbe essere quella di Fukushima e
    non quella di Tokyo, né il resto del Giappone. In condizioni normali
    tutto è fortemente settorizzato, determinate aree sono servite da
    determinati gruppi di centrali. Queste sono comunque interconnesse tramite
    una rete, all'occorrenza quindi altre centrali possano farsi
    (limitatamente) carico delle zone non servite a sufficienza, ma c'è
    naturalmente un limite a questo. Per esempio, quando ci fu il famoso blackout
    italiano del 2003 (originato in Svizzera), di base
    fu proprio un problema di sovraccarico: per far breve una storia lunga,
    il sovraccarico di certe linee porto' ad instabilità sulla rete ed al distacco di
    alcune centrali, generando a sua volta sovraccarichi (perché la parte
    restante cercava di ripartire il carico non più gestito), generando ancora
    distacchi a catena.

    D'altra parte, se va giù una centrale in Lombardia, mica in Campania manca la corrente e non accendono le luminarie...

    Quindi, il mio punto di vista: le luminarie di Tokyo sono gestite da centrali funzionanti, ma
    che magari non sono in grado di farsi carico costantemente della
    prefettura di Fukushima. Probabilmente, risparmiarle non avrebbe necessariamente aiutato
    a compensare la perdita delle centrali di Fukushima Dai-Ichi.

    E' un po' come la storia delle fontanelle di Roma: fanno scorrere acqua
    tutto il giorno e la gente si chiede a volte se non sia uno spreco. I
    tecnici dell'acquedotto spiegano invece che quell'acqua è raccolta e
    utilizzata per diluire gli scarichi fognari, un'attività che si fa comunque con l'acqua dietro le quinte, ma di cui la gente non è generalmente al corrente. Alla fine, meglio avere le fontanelle pubbliche. Per dire come a volte quello che sembra uno spreco se visto in piccolo, in una visione più globale puo' non esserlo...

    Ma poi alla fine diciamolo pure, al di là degli aspetti tecnici: il Giappone è stato sufficientemente provato quest'anno. Diamo almeno per qualche giorno un'aria di festa e leggerezza ad un paese duramente colpito.
    Non sono necessarie, certo, ma neanche qui da noi.
    Ed è davvero peggio che avere negozi e uffici illuminati anche di notte, tutto l'anno, quando non c'è nessuno?

    RispondiElimina
  4. Provo a dare una traccia di risposta, anche se non sono esperto del
    campo. Se non sbaglio, da queste parti bazzicava uno di TERNA, che spero
    vorrà intervenire con affermazioni più precise.

    La zona a rischio elettricità dovrebbe essere quella di Fukushima e
    non quella di Tokyo, né il resto del Giappone. In condizioni normali
    tutto è fortemente settorizzato, determinate aree sono servite da
    determinati gruppi di centrali. Queste sono comunque interconnesse tramite
    una rete, all'occorrenza quindi altre centrali possano farsi
    (limitatamente) carico delle zone non servite a sufficienza, ma c'è
    naturalmente un limite a questo. Per esempio, quando ci fu il famoso blackout
    italiano del 2003 (originato in Svizzera), di base
    fu proprio un problema di sovraccarico: per far breve una storia lunga,
    il sovraccarico di certe linee porto' ad instabilità sulla rete ed al distacco di
    alcune centrali, generando a sua volta sovraccarichi (perché la parte
    restante cercava di ripartire il carico non più gestito), generando ancora
    distacchi a catena.

    D'altra parte, se va giù una centrale in Lombardia, mica in Campania manca la corrente e non accendono le luminarie...

    Quindi, il mio punto di vista: le luminarie di Tokyo sono gestite da centrali funzionanti, ma
    che magari non sono in grado di farsi carico costantemente della
    prefettura di Fukushima. Probabilmente, risparmiarle non avrebbe necessariamente aiutato
    a compensare la perdita delle centrali di Fukushima Dai-Ichi.

    E' un po' come la storia delle fontanelle di Roma: fanno scorrere acqua
    tutto il giorno e la gente si chiede a volte se non sia uno spreco. I
    tecnici dell'acquedotto spiegano invece che quell'acqua è raccolta e
    utilizzata per diluire gli scarichi fognari, un'attività che si fa comunque con l'acqua
    dietro le quinte, ma di cui la gente non è generalmente al corrente.
    Alla fine, meglio avere le fontanelle pubbliche. Per dire come a volte
    quello che sembra uno spreco se visto in piccolo, in una visione più
    globale puo' non esserlo...

    Ma poi alla fine diciamolo pure, al
    di là degli aspetti tecnici: il Giappone è stato sufficientemente
    provato quest'anno. Diamo almeno per qualche giorno un'aria di festa e
    leggerezza ad un paese duramente colpito.
    Non sono necessarie, certo, ma neanche qui da noi.
    Ed è davvero peggio che avere negozi e uffici illuminati anche di notte, tutto l'anno, quando non c'è nessuno?

    RispondiElimina
  5. Te l'ho detto in privato, ma non pubblicamente :-)
    Bellissime foto, hanno fatto un bel lavoro a Como!

    (alla fine explorer ha funzionato. Bisogna lasciar scorrere :-) )

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  6. e io mi sono dimenticarti di dirti quale è la macchina buona. E' una canon poweshot sx30 is
    http://www.flickr.com/photos/toto_unicolab/6630460343/meta/

    Non è una cosa spettacolare, ma l'ha scelta mia moglie e devo dire che ha fatto un buon acquisto con i punti dell'esselunga.

    Bisogna anche ammettere che il mini-trepiedi fa la differenza quando devi scattare foto in notturna.

    RispondiElimina
  7. Ciao @e16a1d77d8195c4dd4cef61e5a727cae in effetti anche io sono sempre combattuto sul restare a bocca aperta o gridare allo spreco quando vedo queste cose.

    Onestamente credo che se avessero fatto questo allestimento nel mio paesino di provincia mi sarei seriamente arrabbiato, ma Como oltre ad essere un tantino più grande è anche meta di tanti turisti i quali vengono anche per lo spettacolo delle luminarie come vanno in Trentino per i mercatini e così via. Ieri sera per le vie del centro erano di più i turisti che i comaschi.... si capiva dalla lingua!

    Ora venendo al tuo commento su Tokyo. Forse un po' di parsimonia non avrebbe guastato, ma non credo che spegnere le luminarie della capitale avrebbe risolto il problema energetico del Paese. Insomma mi trovo in una situazione difficile da decidere: forse avrei puntato al risparmio, cercando però allo stesso tempo di dare un po' di piacere ai cittadini che vivono la città e ai turisti (già diminuiti) che sono venuti a visitarla.

    Però ti ripeto, questa è una mia opinione ed è discutibilissima...

    RispondiElimina
  8. Le foto sono tutto merito del cavalletto e della macchina, il fotografo (io) è una bestia!

    Come sono a Lugano? Prima che avessimo figli a carico facevamo sempre un giro a Como, Varese e anche Lugano per vedere le luci e fare i confronti... Adesso a malapena riusciamo ad andare a Como.

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  9. Che meraviglia! ( E senza blooming!!!)

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  10. Francesca Nichele4 gennaio 2012 12:48

    Toto, non si vedono le foto ne dal iPhone né dal iPad. Come devo fare per vederle? Ciao Tata

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  11. sei un mito... ieri sera quando facevo le foto ed evitavo i lampioni proprio per il blooming mi venivi in mente tu!

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  12. Sarà un caso o semplicemente ci ho fatto caso ora :-) ma ho visto l'effetto sulla fotocamerea di mia moglie, una della serie finepix. Pero' solo con il sole proprio sparato dentro, una fascia verticale bianca che prende quasi tutta l'altezza.

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  13. si è vero, me ne avevi parlato... bel giocattolino (ancora più perché avuto a punti), è una bridge no? Solo, non superare i 400 ISO con quella ;-)
    Il treppiede piccolo non è un po' leggero?

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  14. Sono molto belle anche qui. È da stamattina che sto cercando un video di uno spettacolo organizzato in Piazza Riforma a Lugano ma non riesco a trovarlo... :(

    Buon pomeriggio. :)

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  15. Prova cliccando qui:
    http://www.flickr.com/photos/toto_unicolab/sets/72157628705178809/

    se funziona fammelo sapere che lo aggiungo anche nel post per i visitatori mobili!

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  16. ecco non facciamo domande indiscrete... io non so nemmeno cosa sia una bridge! Fin tanto che parliamo di sensori allora posso ancora dire la mia, ma per me le macchine fotografiche sono una specie di scatola nera che fanno le fotografie!

    il treppiede piccolo tascabile in effetti è deboluccio e non esattamente l'ideale. Gran parte delle foto sono state scattate praticamente dal livello della strada, che non è esattamente l'ideale. Mio papà credo abbia ancora un tripode serio, ma il pensiero di aggiungere anche quello ai due passeggini era decisamente troppo.

    RispondiElimina
  17. per bridge intendiamo qui una macchina che fa da "ponte" fra le compatte tascabili e le reflex (dette anche SLR, visto che le rolleiflex ce le sogniamo...). In pratica, hanno l'aspetto delle reflex e parecchi controlli, ma l'obiettivo non è intercambiabile, per cui in genere hanno uno zoom spinto (tipo il tuo 24-840 mm, vedo ora).

    ma il pensiero di aggiungere anche quello ai due passeggini era decisamente troppo.
    In effetti... magari lo attacchi proprio al passeggino! Per le foto fatte a livello strada, non credere sono venute più che bene le tue e cercare angoli inusuali è una buona pratica ;-)

    RispondiElimina

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