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| E' giusto che una scuderia decida quale dei suoi piloti debba vincere? |
L'unico neo è quel dubbio, per molti una certezza, che Massa abbia alzato il piede accontentandosi del secondo posto e consegnando al compagno di squadra il gradino più alto del podio. Nello sport è normale parlare di gioco di squadra, anche negli sport definiti per singoli. Prendete per esempio le discipline velocistiche atletiche, in quel caso la squadra è composta dall'atleta e il suo allenatore e, forse, andrebbero anche aggiunti i suoi familiari che sopportano le lunghe assenze del campione per dedicarsi allo sport.
Ma nella F1, l'unico gioco di squadra ammesso è quello dei meccanici nei box durante il cambio gomme. Le strategie, gli esperti che insieme al pilota definiscono l'assetto dell'auto, gli ingegneri che provano nuove geometrie sono visti come elementi secondari, a volte addirittura di impiccio per l'affermarsi di un pilota. Oggi l'ennesima scenata di scandalo, una squadra non può avere un preferito e li dovrebbe far combattere a sangue l'uno contro l'altro anche a costo di perdere punti e consegnare la vittoria finale agli avversari.
Sarà, ma io questi ragionamenti proprio non li concepisco...

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