
Questa sera sono andato in piscina per la mia ormai consueta nuotata infrasettimanale. Non sono un gran nuotatore, di solito mi accontento di un chilometro e mezzo in 45 minuti circa e poi striscio sfinito fino a casa dove crollo addormentato. Prima di entrare in vasca non mi sentivo particolarmente in forma, c'erano solo due corsie destinate al nuoto libero ed erano eccessivamente affollate. Fatico a prendere il ritmo, ma quando arrivo alla soglia del chilometro mi sento bene ed mi convinco che sarei arrivato al mio traguardo. Stavo ultimando la 54esima vasca quando sento una fitta durissima al polpaccio della gamba destra: era tanto che non avevo un crampo e questa era la prima volta che mi colpiva in acqua. Mi fermo subito, cercato di recuperare, ma nulla: la gamba è come paralizzata. A fatica, esco.
Mi ci vogliono dieci minuti buoni per riprendermi e con tutta calma mi rivesto e mi avvio a prendere la mia auto nel posteggio. Piove a dirotto. Non ho l'ombrello. Salgo in macchina come se non mi fossi asciugato e penso che tanto peggio di così non mi potrà andare. Parto.
N

on sono ancora uscito dal posteggio, che una giovane signora mi ferma con un gesto della mano, abbasso il finestrino e mi dice:
Sarebbe così gentile da darmi una mano, ho lasciato le luci dell'auto accesa e credo che la batteria si sia scaricata. Potrebbe aiutarmi con una spinta. Il mio cervello cerca disperatamente una scusa, ma l'istinto ha il sopravvento.
Va bene, aspetti che posteggio - rispondo.
Scendo dall'auto e piove più di prima, ma non lo sento visto che sono tutto bagnato. Mi avvicino all'auto in panne e giusto per sfizio chiedo:
Signora potrebbe provare ad avviare così sento che rumore fa? Non so cosa mi ha spinto a domandare, ma lei volentieri accetta il mio consiglio: gira la chiave e
Miracolo! È partita! Grazie mille è stato veramente molto gentile - esclama tutta contenta lei.
Sono io che dovrei urlare al miracolo - rispondo io sotto voce -
se avessi spinto l'auto probabilmente ora sarei morto...