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19 dicembre 2011

Rapporto sulla contaminazione alimentare dell'IRSN


Abbiamo pensato di riportare qui nella sua completezza il rapporto emesso dall'IRSN (l'Istituto di Radioprotezione Francese) riguardante la situazione della contaminazione alimentare nel Giappone. Le raccomandazioni riportate nel bollettino di informazioni si rivolgono esplicitamente ai residenti francesi, ma, naturalmente, possono essere prese per valide da chiunque sia residente o soggiorni in Giappone per ragioni personali o professionali. Nello stesso tempo sono utili per dare un'idea della situazione concreta a quelli che invece seguono le vicende giapponesi da lontano.
Ecco quindi di seguito il testo completo del bollettino, che potete trovare nella sua versione originale qui: Bollettino IRSN N° 8

Disclaimer: Questa traduzione è stata eseguita in proprio da unico-lab, senza contributo, sostegno o revisione dell'IRSN, nel solo scopo di dare maggiore diffusione al comunicato stesso e permetterne quindi la comprensione anche alle persone non francofone.






Incidente di Fukushima Dai-Ichi
Bollettino di informazione N° 8 del 12 dicembre 2011



Questo bollettino elaborato dall'IRSN è destinato specialmente all'informazione degli emigranti francesi che vivono in Giappone. Aggiorna le informazioni e le raccomandazioni del precedente bollettino datato 22 settembre 2011, tenendo conto dei risultati delle analisi dei prodotti alimentari comuncati nel corso del mese di ottobre e di novembre sui siti internet del Ministero dell'Agricoltura e Ministero della Salute Giapponese (d'ora in avanti denominato "MHLW", si tratta degli stessi rapporti utilizzati dal sito di unico-lab, n.d.t.). Informazioni più specifiche riguardanti la situazione della centrale nucleare incidentata o sulla contaminazione ambientale del Giappione possono essere ritrovate nelle note di informazione che l'IRSN pubblica periodicamente sul suo sito internet IRSN.fr



Le emissioni radioattive dell'incidente provenienti dalla centrale di Fukushima Dai-Ichi hanno causato un inquinamento radiologico di una parte del territorio terrestre e marino del Giappone riguardante principalmente le prefetture di Fukushima, tochigi, Ibaraki e Miyagi. Le informazioni e le raccomandazioni contenute in questo bollettino hanno per obiettivo di aiutare a limitare il più possible l'esposizione a questo inquinamento ambientale persistente.


1. Situazione della contaminazione della catena alimentare

Nell'ambiente terrestre, gli alimenti che oggi possono presentare una contaminazione radioattiva significativa sono:
  • I vegetali che avevano già le foglie (per esempio, piante di thé il cui fogliame è persistente, o lo yuzu, frutti di arbusti spinosi) o i loro fiori (per esempio, le albicocche giapponesi, la cui fioritura è precoce) al momento della ricaduta (radioattiva, n.d.t.);
  • Vegetali coltivati su terreni contaminati;
  • Prodotti animali (latte e soprattutto carne) nutriti con erba o foraggio contaminato.
Nell'ambiente marino, l'inquinamento radioattivo depositato sul fondo sedimentario del litorale prossimo alla centrale di Fukushima Dai-Ichi produce una contaminazione persistente delle specie vegetali e animali che vi sono esposte.

1.1 Tendenza generale osservata in ottobre e novembre

Circa 35000 risultati di analisi sono stati comunicati nel corso del mese di ottobre e novembre sul sito internete dell'MHLW. Circa il 70% di queste analisi riguarda la carne di manzo.
Lo studio dei dati comunicati mostra che, a partire dal 1 ottobre:
  • Le concentrazion nei prodotti vegetali terrestri continuano la loro tendenza al ribasso;
  • Il superamento dei limiti commercializzabili o consumabili hanno riguardato:
    • dei frutti (yuzu(*), kiwi, kaki, melagrane) coltivati nella prefettura di Fukushima,
    • thè raffinato dalla Prefettura di Saitama e Tokyo e thé grezzo(*) della Prefettura di Kanagawa,
    • erbe essiccate (dokudami - usato in tisane) della Prefettura di Fukushima,
    • Wasabi (radice) dalla Prefettura di Fukushima,
    • alcuni pesci marini (smelt Giapponese, skate, scorfano, rombo, sopracciglio, halibut ...), di lago o di fiume (salmone del Lago Akimoto),
    • funghi(*) (da coltivazione in serra, colture erbacee o selvatici) raccolte nella prefettura di Fukushima(*), Chiba(*), Miyagi, Ibaraki,(*) Tochigi;(*), Kanagawa, Shizuoka e Nagano),
    • carne di manzo(*) proveniente dalla prefettura di Fukushima e Miyagi,
    • carne di cinghiale, cervo e orso dale foreste di Fukushima o di Tochigi,
    • riso della prefettura di Fukushima e della pula (residuo della trasformazione del riso grezzo in bianco, n.d.t.) (che puo' essere destinato all'alimentazione umana o animale) della prefettura di Tochigi.
    (*) Alimenti fatti oggetto di restrizioni di commercializzazione in uno o più comuni delle prefetture implicate
  • Il riso analizzato (circa 1000 analisi di riso, grezzo o raffinato da ottobre a novembre) presentano in genere un livello di Cs-134 o Cs-137 inferiori ai limiti ri rivelazione degli apparecchi di misura; solo il 10% delel analisi hanno rivelato una leggera contaminazinoe da cesio (campioni provenienti essenzialmente dalla prefettura di Fukushima); 3 analisi hanno rivelato un livello superiore ai limiti autorizzati (campioni di riso della prefettura di Fukushima e pula nella prefettura di Miyagi);
  • Le analisi di frutta e verdura "di stagione" (prugne, pesche, pere, uva,melanzane, cetrioli, ecc.) non hanno permesso di rivelare contaminazione, perché i livelli sono al di sotto del limiti di rivelabilità degli strumenti di misura utilizzati;
  • non c'è più comunicazione di risultati dei test di germogli di bambù o di albicocca giapponese, che in precedenza facevano parte della categoria di alimenti con contaminazione più elevata, questi alimenti possono essere, tuttavia, ancora venduti come freschi, essiccati o in scatola


2. Caso particolare del riso

Riguardo questa produzione, diverse cose sono da notare:
  • Coltivazione del riso: il Giappone ha permesso la coltivazione del riso solo su terreni il cui massimo di cesio è meno di 5000 Bq/kg, a queste concentrazioni nel suolo, secondo i coefficienti di trasporto medio fra il suolo e il riso, pubblicati nella letteratura internazionale, si potrebbero teoricamente raggiungere concentrazioni massime di 300 Bq/kg nei chicchi di "riso" raccolti;
  • Protocollo di sorveglianza adottato dal Giappone
    • Il governo giapponese ha annunciato che nelle città e nei villaggi (principalemente nella regione di Tohoku e Kanto) dove la concentrazione di cesio nel suolo e/o la dose è relativamente elevata (al si sopra di 1000 Bq/kg o 0.1 µSv/h), devono essere effettuate due fasi di ispezione:
      • Una ispezione preliminare del riso una settimana prima della raccolta,
      • Una ispezione principale dopo la raccolta
    • Se l'analisi dei campioni rivela una contaminazione superiore a 200 Bq/kg, la zona da cui provengono in campioni analizzati è considerata come prioritaria e sono effettutati dei controlli di riso post-raccolta su un gran parte dello sfruttamento di questa zona; se il test rivela meno di 200 bq/kg allora i controlli post-raccolta sono meno numerosi;
  • Limiti del protocollo di sorveglianza:
    • I controlli pre-raccolta del riso nel comune di Fukushima aveva rivelato un contenuto di cesio di solo 136 Bq/kg, ma i controlli post-raccolta hanno permesso di scorpire una contaminazione di 630 Bq/kg nel riso in uno dei due allevamenti testati;
    • Affidabilità insufficiente dei primi test solleva preoccupazioni circa il protocollo di monitoraggio. Alcuni comuni richiedono che il governo stabilisca uno screening centralizzato di tutti i lotti di riso;
  • Contaminazione dei chicchi di riso:
    • fra il controllo pre-raccolta e dopo il raccolto fatto, la maturazione del riso porta di solito ad essiccazione del chicco, le concentrazioni di cesio quindi aumentano tra i periodi di controllo;
    • la maggior parte della contaminazione del riso è contenuta nella buccia che circonda il chicco; in questo modo la sua trasformazione in riso bianco (che comporta la rimozione della crusca, della pula e dei semi e di eseguire una pulitura) porta ad un livello più basso di contaminazione, invece la crusca che può essere mangiata o data a animali, contiene la frazione principale del contenuto di cesio nel riso;
  • Contaminazione del riso in vendita: le produzioni di riso sono generalmente miscelate al momento della trasformazione ed è possibile che il riso bianco analizzato sia un misto di risaie di diversa natura, il che può provocare un fenomeno di diluizione diminuendo i livelli contaminazione del prodotto messo in vendita.

2.1 Analisi dell'alimento provenienti dai magazzini al dettaglio a Tokyo

Dall'8 novembre, il MHLW ha messo a punto un piano di controllo delle sostanze radioattive nel cibo distribuito attraverso i negozi al dettaglio di Tokyo.
L'obiettivo è quello di verificare l'efficacia dei programmi di ispezione a monte (aree di produzione) che dovrebbe impedire l'immissione sul mercato di prodotti alimentari contaminati oltre i limiti.
I prodotti interessati sono piante, pesci, carne, uova e prodotti trasformati.
L'organo di controllo è il Tokyo Metropolitan Institute of Public Health. L'analisi si concentra sullo I-131, Cs-134 e Cs-137. I risultati dei test sono pubblicati settimanalmente (in giapponese) sul sito: http://www.fukushihoken.metro.tokyo.jp/shokuhin/ryuutuu/index.html
Tre campagne di misura hanno avuto luogo dopo tale data, portando a 50 test sui vari prodotti alimentari come le verdure fresche (mele, lattuga, fragole, pomodori, mandarini, broccoli, spinaci, germogli di bambù, cavoli, patate dolci), funghi, ostriche, alghe, prodotti trasformati (tofu, pasta, succo di pomodoro o di sidro di uva), le uova, pollo e latte. Nessuno di questi test ha rivelato limiti superati. Tutti gli alimenti hanno concentrazioni di iodio 131, cesio 134 e cesio-137 al di sotto limiti di rilevazione dei dispositivi di misurazione usati.


3. Prescrizioni e raccomandazioni dell'autorità giapponese


3.1 Riguardanti la messa in commercio degli alimenti

L'evoluzione delle restrizioni viene regolarmente aggiornato sul sito web del MHLW al seguente indirizzo: http://www.mhlw.go.jp/english/topics/2011eq/index.html.
Alcune prefetture (si veda il sito della Prefettura di Fukushima per esempio al seguente indirizzo: http://www.worldvillage.org/fia/data/norin_e_0906.pdf) emettono delle "restrizioni volontarie di consumo e di spedizione" che coinvolge più alimenti di quelli indicati nelle restrizioni indicate sul sito dell'MHLW.

3.2 Riguardanti la vita nei territori contaminati

La NISA (Nuclear and Industrial Safety Agency) ha emanato raccomandazioni per la vita dei residenti nei diversi territori contaminati.
Queste raccomandazioni, disponibili sul sito http://www.nisa.meti.go.jp/english sono state riassunte nella precedente newsletter dell'IRSN, in data 22 settembre 2011.
Tutte le raccomandazioni dell'IRSN, proposte nei paragrafi che seguono, naturalmente, non escludono l'applicazione di questi requisiti e raccomandazioni.


4. Raccomandazioni di buone pratiche alimentari per l'insieme dei residenti francesi in Giappone

Mentre oggi la maggior parte dei controlli effettuati su alimenti prodotti in Giappone mostra una marcata diminuzione nella contaminazione di impianti alimentari, IRSN ritiene necessario mantenere una vigilanza sul cibo dalle prefetture significativamente interessate dal fall-out radioattivo dell'incidente di Fukushima Dai-Ichi. L'IRSN raccomanda come segue (modifiche dalla precedente nota in grassetto):
  • per quello che rigaurda alimenti vegetali in commercio:
    • di evitare di mangiare alcuni frutti (yuzu, fichi, cachi, melagrane, kiwi) e funghi provenienti da prefetture in cui è stato osservato il superamento degli standard che consentono i consumi dopo l'11 marzo per questi prodotti (Fukushima, Tochigi, Ibaraki, Miyagi, Gunma, Saitama, Tokyo, Kanagawa, Chiba), o inversamente di consumare quelli che hanno mostrato livelli di contaminazione al di sotto degli standard giapponesi in vigore;
    • assicurarsi che gli alimenti non freschi (the in scatola o essiccati, tisane, germogli di bambù, albicocche giapponesi, i cachi in particolare) siano stati prodotti prima dell'incidente o da zone non soggette a restrizioni di distribuzione;
    • di variare il più possibile l'origine geografica delle forniture per quanto riguarda il riso, ed evitare il consumo di crusca di riso delle prefetture di Fukushima, Miyagi, Ibaraki e Tochigi;
    • in assenza di informazioni sull'origine e sulla qualità radiologica dei prodotti alimentari, evitare il più possibile il loro consumo prolungato;
    • evitare di consumare prodotti arrivati a maturazione recentemente e quindi recenti sul mercato fino a che i risultati dei test non sono pubblicati;
  • per quanto riguarda i pesci di mare o di fiume (soprattutto sicerelli, wmelt giapponese, razza, scorfano, passera - elenco completo nell'Appendice della newsletter precedente del IRSN datata 22 settembre 2011) o di fiume (ayu, salmone), cosi' come alghe e frutti di mare, assicurarsi che i risultati dei test dimostrino che sono conformi alle normative giapponesi vigenti o che provengano da zone di pesca individuate ad ovest della costa giapponese;
  • per quello che riguarda la carne:
    • privilegiare la carne di manzo oggetto di verifica, è possibile in questo senso orientarsi ogni volta possibile verso di carni di qualità i cui produttori hanno introdotto controlli sistematici (come avviene per le carni bovine Yonezawa allevate nella Prefettura di Yamagata)
    • evitare di consumare carni di animali selvaggi della foresta (cinghiale, cervo)
Nessuna limitazione sul consumo o sull'uso di acqua di rubinetto per la preparazione e cottura degli alimenti è da prendere in conto.
I prodotti conservati in un contenitore ermetico, al momento dell'incidente e ancora oggi commestibili (in scatola, secca, latte UHT e acqua minerale in bottiglia), possono essere consumati in tutta sicurezza.
E' importante notare che il consumo occasionale di alimenti contaminati anche a livelli leggermente superiori ai livelli ammissibili non presenta un rischio significativo per la salute.


5. Raccomandazioni per i francesi suscettibili di rendersi o di risiedere nelle zone più impattate dai depositi radioattivi

Le raccomandazioni non sono variate dal precedente bollettino di informazione dell'IRSN, in data 22 settembre.
L'IRSN considera che quattro prefetture sono state colpite significativamente, in misura diversa, dal fallout radioattivo causato dall'incidente di Fukushima Dai-Ichi: Miyagi, Ibaraki, Tochigi e soprattutto Fukushima. Queste prefetture sono mostrate in rosso sulla mappa qui sotto.



Prefetture (in rosso) dove è sconsigliato andare per attività di ricreazione e turismo


Riguardo gli spostamenti puntuali
In generale, l'IRSN ritiene che vi siano più inconvenienti nel recarsi nelle prefetture di Fukushima (aree esterne evacuate), Myagi, Ibaraki e Tochigi per esercitare attività professionali o per motivi personali importanti, sotto riserva di applicare le misure cautelari raccomandate di seguito per i cittadini francesi residenti in queste prefetture. Tuttavia, anche se le dosi potenzialmente ricevute da radiazione esterna a causa di depositi radioattivi sarebbero basse, l'IRSN consiglia di non visitare queste prefetture per ricreazione e turismo, al fine di evitare inutili dosi.
In ogni caso, è indispensabile rispettare le indicazioni riguardanti le aree dove le autorità giapponesi hanno presentato una richiesta di evacuazione della popolazione. Queste aree coprono un raggio di 20 km intorno all'impianto di Fukushima (Zona Proibita), e i comuni di Katsurao, Namie, Iitate, una parte di Kawamata e di Minami-Soma Machi-Shi (Zona di Evacuazione Espansa), come mostrato nella mappa seguente.



Zone (in rosso e giallo) dove è stata decisa l'evacuazione dalle autorità giapponesi


Per quanto riguarda i cittadini francesi residenti nelle prefetture di Miyagi, Fukushima, Ibaraki e Tochigi, è consigliabile seguire le istruzioni emesse dalle autorità giapponesi. In ogni caso, IRSN raccomanda:
  • ridurre al minimo il consumo di cibo da orti o coltivazioni familiari, a meno che non siano stati effettuati controlli;
  • di lavare accuratamente la frutta e verdura che è stata in contatto con il suolo.
L'IRSN raccomanda inoltre alcune buone pratiche di igiene casalinga al fine di limitare il trasferimento di polvere contaminata all'interno degli edifici:
  • lasciare le scarpe all'esterno in tempo di pioggia;
  • lavare regolarmente il pavimento con un panno umido;
  • passare regolarmente l'aspirapolvere sulle superfici dei mobili, sui tappeti e sulla moquette (cambiare regolarmente il sacco del'aspirapolvere).
Si raccomanda anche di lavarsi spesso le mani con sapone liquido al fine di ridurre il rischio di contaminazione accidentale da contatto mano-bocca. Allo stesso modo, è necessario assicurarsi che i bambini piccoli non ingeriscano ripetutamente particelle di terra o sabbia nei loro giochi all'aperto.
Inoltre, come suggerito dal governo giapponese, le persone residenti in abitazioni private possono prendere in considerazione lavori di pulizia.
Questi lavori consistono principalmente nella rimozione di fango e foglie morte accumulate nei rigagnoli, fossi, corsi d'acqua, aree di accumulo, e pulire le prese d'aria. I rifiuti di queste operazioni devono essere conservati al di fuori delle aree di passaggio in attesa dello smaltimento secondo le procedure raccomandate dalle autorità locali.






Fine del rapporto

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13 commenti:

  1. I francesi, in questo campo (e anche in altri!), sono veramente forti. E il nostro @valerianob è un gran lavoratore!

    RispondiElimina
  2. AnonimaFrancese19 dicembre 2011 21:25

     bravo e grazie Valeriano...e scusa se non ti ho aiutato...sono sommersa di questi giorni :-) 

    RispondiElimina
  3. tranquilla, erano solo 7 pagine :-) Scritte larghe come sai.

    RispondiElimina
  4. C'è ancora una cosettina in sospeso... vediamo se se ne riesce a tirare qualcosa di utile.

    RispondiElimina
  5. Per l'ambasciata italiana, i messaggi sono preparati dal nostro attaché scientifico, che è un fisico nucleare. Con tutta la buona volontà, da solo difficilmente può competere con l'intero IRSN. E comunque c'è Valeriano che traduce anche per gli italiani i messaggi francesi, quindi...

    RispondiElimina
  6. Parliamo della stessa cosa?
    Io mi riferivo ai grafici... ma non sono molto pratico con lo SciDAVis e sono un po' preso su altri fronti, come sai.

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  7. Beh, si, una persona da sola anche se competente non puo' fare il lavoro (ricerca, analisi, ecc.) di un intero istituto!

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  8. Non conosco l'attaché scientifico della nostra ambasciata italiana, nonché fisico, di cui parla toto, ma so per certo che i messaggi per l'ambasciata a Tokio passano sul tavolo dell'ISPRA (riconosco le terminologie usate da persone che conosco). Ritengo per questo motivo che anche i comunicati italiani abbiano tutta la valenza tecnica e scientifica necessaria. E' solo che i francesi fanno sempre tutto in grande. L'IRSN è una autorità indiscussa in materia.
    Ciao SM

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  9. ops mi accorgo ora che il mio commento poteva essere frainteso. Non volevo sminuire né il nostro attaché, né l'ISPRA, ma semplicemente lodare l'egregio lavoro e impegno francese.

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  10. Certo, non era per sminuire la validità degli italiani, che penso conosciamo tutti bene...
    E' che, appunto, l'IRSN è un'altra cosa.

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  11. AnonimaFrancese20 dicembre 2011 14:08

    hihiihihihi e poi simao noi Francesi i sciovinisti eh?? ;.))) tanaaaaaaaaaaaaaaaaa !!!! prrrrr;.)

    RispondiElimina

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