Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla resina “Kuricoat-720C Green” prodotta dalla giapponese Kurita (http://www.kurita.co.jp/english/index.html), poiche’ pare possa essere questo il prodotto che verra’ utilizzato per immobilizzare il pulviscolo radioattivo della centrale di Fukushima ; la fonte non e’ diretta e non c’e’ effettivamente certezza ( uno dei tanti link reperiti sul web e’ il seguente http://www.yomiuri.co.jp/dy/national/T110330005470.htm) ; proveremo comunque in base a queste informazioni a chiarirci un po’ le idee su questo tipo di sostanza.
Il CAS number delle sostanze presenti nella resina e' stato estrapolato da questo link:
http://www.commonchemistry.org/ChemicalDetail.aspx?ref=24937-78-8
se sfogliate la lista trovate proprio la Kuricoat-720C.
Sul sto di Kurita non sono invece riuscito a trovare la composizione della resina, il link e' comunque questo:
http://www.kurita.co.jp/products/kuricoat.html
-Che cosa e’ una resina sintetica?
Possiamo definire resina sintetica un polimero costruito “a tavolino” con caratteristiche particolari, dipendenti dai monomeri che la costituiscono , dalla loro disposizione nello spazio , dal grado di polimerizzazione e dall’ambiente nel quale la polimerizzazione ha luogo.
I monomeri sono i mattoni che costituiscono il polimero e sono i principali responsabili delle caratteristiche chimiche del prodotto. In genere i monomeri sono identici ( ad esempio il polietilene PE o il polipropilene PP sono costituiti da unita’ tutte uguali di etilene o propene ), ma possono esserci delle plastiche formate da unita’ costituite dall’unione di due monomeri tra loro diversi ( e’ il nostro caso ) che successivamente vengono fatti polimerizzare.
-Come e’ fatta la resina che dovrebbero spruzzare sui frammenti della centrale ?
Nel nostro caso la resina e’ costituita da un copolimero etilene-vinil acetato, la cui struttura e’ la seguente:
Gli atomi
in rosso sono ossigeni, in verde il carbonio, mentre gli idrogeni rimangono nascosti; in viola i punti nei quali si formano i legami tra le varie unita’ di copolimero, che permettono la formazione della catena polimerica.

In alto l’etilene, subito sotto il vinil-acetato ( tutti gli idrogeni, tranne quello del gruppo carbossilico non sono indicati).
Le diverse condizioni di polimerizzazione permettono di ottenere prodotti a diverso peso molecolare ( lunghezza della catena ) e quindi con caratteristiche chimiche e fisiche differenti.
-Quali sono le caratteristiche chimico-fisiche della resina ?
Riporto di seguito le caratteristiche salienti del copolimero:
Punto di fusione: 75 °C
Temperatura di accensione spontanea: 259 °C
Solubile in toluene, tetraidrofurano e metiletilchetone
E’ un prodotto stabile, incompatibile con forti ossidanti e basi. Non e’ ignifugo.
Per quanto riguarda la resina vi rimando ad un documento di una ditta italiana che produce un prodotto a base di etilen-vinil-acetato:
come potete vedere la dispersione e’ effettivamente miscibile con l’acqua; una volta deposta ed asciugata ha ottime caratteristiche di “filmazione”.
Rimangono comunque dei dubbi circa l’opportunita’ di utilizzo di un prodotto “incendiabile”; sicuramente la temperatura di accensione sara’ piu’ alta rispetto a quella del copolimero ( dipende dalla carica della resina, ovvero dai composti che sono disciolti nella dispersione e che quindi ne modificano parte delle caratteristiche chimico-fisiche nonche’ dal grado di polimerizzazione ), ma sono ragionevolmente portato a pensare che possa aggirarsi al massimo intorno ai 300-350 °C.
Anche qui penso abbiano optato per il minore dei mali.
Rimane la nota interessante del colore verde della resina: dovrebbe aiutare gli operatori a vedere dove va a depositarsi, in modo da disperderla nella maniera piu’ efficiente possibile.