Oggi è stata una giornata grigia, iniziata come al solito con il telegiornale del mattino con il suo triste annuncio e continuata con le immagini dolorose pubblicate sui quotidiani on line. Appena saputo del sisma ho fatto mente locale cercando di ricordare se qualcuno dei miei amici o conoscenti potesse essere nei guai, poi mi sono reso conto di quanto egoista fossi stato. Amici o no, qualcuno stava male e qualcuno ha perso una persona cara, l'amore della propria vita e l'unica ragione dell'esistenza.
Quello che più pesa e lascia sconcertati è l'assoluta mancanza di preavviso. Quando ci lascia qualcuno che per settimane ha sofferto sul letto di un ospedale, per lo meno abbiamo avuto la possibilità di rendercene conto e, nonostante la speranza sia l'ultima a morire, si ha la possibilità di farsene una ragione. Un terremoto non lascia tempo per piangere: arriva come un fulmine a ciel sereno, nel cuore della notte e spazza via tutto, bambini che dormono tranquilli nel letto con i loro genitori e anziani inconsapevoli nelle loro case.
Oggi ho il cuore triste e pesante e non so se questa notte riuscirò a dormire sereno. In fondo poteva capitare a noi, potevamo essere noi quelli che oggi vagavano tra le macerie con gli occhi gonfi e alla ricerca di un flebile segno di vita. Di proposito non voglio pubblicare nessuna foto, spero solo che questo ricordo doloroso passi in fretta, ma non dimenticato e che in futuro si possa fare di più, se non per prevedere i terremoti, almeno per prevenire le stragi.
Una preghiera per tutti quelli che stanotte non riusciranno a dormire...
Quello che più pesa e lascia sconcertati è l'assoluta mancanza di preavviso. Quando ci lascia qualcuno che per settimane ha sofferto sul letto di un ospedale, per lo meno abbiamo avuto la possibilità di rendercene conto e, nonostante la speranza sia l'ultima a morire, si ha la possibilità di farsene una ragione. Un terremoto non lascia tempo per piangere: arriva come un fulmine a ciel sereno, nel cuore della notte e spazza via tutto, bambini che dormono tranquilli nel letto con i loro genitori e anziani inconsapevoli nelle loro case.
Oggi ho il cuore triste e pesante e non so se questa notte riuscirò a dormire sereno. In fondo poteva capitare a noi, potevamo essere noi quelli che oggi vagavano tra le macerie con gli occhi gonfi e alla ricerca di un flebile segno di vita. Di proposito non voglio pubblicare nessuna foto, spero solo che questo ricordo doloroso passi in fretta, ma non dimenticato e che in futuro si possa fare di più, se non per prevedere i terremoti, almeno per prevenire le stragi.
Una preghiera per tutti quelli che stanotte non riusciranno a dormire...