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6 aprile 2009

L'inaspettato che ti toglie il fiato

Oggi è stata una giornata grigia, iniziata come al solito con il telegiornale del mattino con il suo triste annuncio e continuata con le immagini dolorose pubblicate sui quotidiani on line. Appena saputo del sisma ho fatto mente locale cercando di ricordare se qualcuno dei miei amici o conoscenti potesse essere nei guai, poi mi sono reso conto di quanto egoista fossi stato. Amici o no, qualcuno stava male e qualcuno ha perso una persona cara, l'amore della propria vita e l'unica ragione dell'esistenza.

Quello che più pesa e lascia sconcertati è l'assoluta mancanza di preavviso. Quando ci lascia qualcuno che per settimane ha sofferto sul letto di un ospedale, per lo meno abbiamo avuto la possibilità di rendercene conto e, nonostante la speranza sia l'ultima a morire, si ha la possibilità di farsene una ragione. Un terremoto non lascia tempo per piangere: arriva come un fulmine a ciel sereno, nel cuore della notte e spazza via tutto, bambini che dormono tranquilli nel letto con i loro genitori e anziani inconsapevoli nelle loro case.

Oggi ho il cuore triste e pesante e non so se questa notte riuscirò a dormire sereno. In fondo poteva capitare a noi, potevamo essere noi quelli che oggi vagavano tra le macerie con gli occhi gonfi e alla ricerca di un flebile segno di vita. Di proposito non voglio pubblicare nessuna foto, spero solo che questo ricordo doloroso passi in fretta, ma non dimenticato e che in futuro si possa fare di più, se non per prevedere i terremoti, almeno per prevenire le stragi.

Una preghiera per tutti quelli che stanotte non riusciranno a dormire...


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1 commento:

  1. NESSUNO TI SENTE
    Ieri, oggi
    disse l’amore,

    Lavora e lavora
    Con la giacchetta di presenza
    E sul tavolo
    Poni i movimenti del denaro
    Ed io, tua donna
    Ti darò tutto quel che chiedi…
    Anche l’inaspettato.

    Disse l’amore,

    Lavora e lavora
    E stringi tra le braccia
    L’abbraccio insensibile
    E scendi, vendi
    I tuoi sogni complicati
    Con chi sa tutto di tutto…
    Anche l’inaspettato.

    Disse l’amore,

    Lavora e lavora
    Non v’è tempo per commuoversi
    Che noia e quanti malumori
    Contano e contiamo di somme,
    sigle, numeri e cifre,
    Cifre per la pancia gonfia
    Di un conto in banca
    Gravido, avido…
    Anche l’inaspettato.

    Disse l’amore,

    Lavora e lavora
    Suda, suda
    È soltanto il domani che studia
    Tanto nessuno ti sente :
    Non c’è più nulla di Domenica
    Neanche un granaio dove far l ‘amore
    Non una festa, un ballo nei tuoi occhi,
    Ne vecchie storie dai riporti bianchi
    E lettere dirette al cuore,
    Ne corse o corsie d ‘emergenza
    Per il mare, la montagna,
    Ne i tuoi affetti di un bene affatto
    e quel signor Dio fedele ai pronti in fede…
    Infine fine l’inaspettato.

    Perché,
    L’amore aspettò troppo
    E si fossilizzò nel lavoro
    Mentre l’inaspettato disse
    Ai comportamenti indolore :
    “Ieri hai rifiutato ieri,
    Oggi hai sconfessato l ‘oggi
    E domani non avrai risposte
    Perché ti fregherò sempre
    Tanto di qua…
    Nessuno ti sente.”


    di Maurizio Spagna
    Da “Sotto le sembianze di..”
    www.ilrotoversi.com
    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore
    paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

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