
Titolo italiano: Harry Potter e i doni della morte
Autore: Rowling, J. K.
Ambientazione: Mondo magico nei pressi di Londra
Giudizio: Più che buono
Commento: Settecento pagine di vero thriller. Harry Potter è cresciuto e i suoi lettori con lui, quindi non aspettatevi un libro per bambini. La trama è veramente molto avvicente e scorre veloce senza mai perdere il ritmo.
(ATTENZIONE: nel seguito viene rivelata parte della trama)
Il romanzo inizia con Harry a casa dei suoi zii Babbani per trascorrere le vacanze estive mentre tutto il mondo magico è in subbuglio a causa del ritorno ufficiale del signore oscuro al potere. Il protagonista sa che quest'anno non ritornerà a Hogwarts (la scuola per maghi e streghe) per mantenere la promessa fatta al defunto Prof. Albus Silente di trovare e distruggere gli Horcrux, ovvero oggetti maledetti in cui Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato ha deposto un frammento della sua anima. In questa missione non sarà solo, seguendo il consiglio dell'ex preside si farà accompagnare solo dai due fidati amici Ron e Hermione, che per chi se lo fosse scordato si sono innamorati. Il mondo intanto è allo sbando, il ministro della Magia è solo un fantoccio messo lì dal Voldermort, e il ministero pullula di Mangiamorte. Anche ad Hogwarts la situazione non è migliore, Severus Piton è il nuovo preside ed un regime di assoluto rigore viene stabilito.
Harry diventa maggiorenne (a 17 anni nel mondo magico) e quindi perde la traccia, questa è un particolare incantesimo imposto su tutti gli appartenenti al mondo magico dall'età di 11 anni fino a 17, in modo da essere immediatamente rintracciabili qualora usassero la magia al di fuori delle mura della scuola. Per Harry questo assume anche un altro significato: diventare maggiorenne e lasciare per sempre la casa degli zii Babbani equivale a perdere la protezione d'amore che sua madre Lilly ha deposto su di lui il giorno della sua morte. In altre parole, ora Tu-Sai-Chi potrà attaccarlo e batterlo in un duello magico.
La ricerca degli Horcrux, inizia e i tre si ritrovano in una situazione molto spiacevole, non solo non sanno dove cercarli, ma non sanno nemmeno cosa devono cercare di preciso. E poi, viene il problema di come fare a distruggerli. Manco a dirlo, in tutto questo vengono utili i doni, alquanto bizzarri, che Silente ha lasciato loro nel suo testamento. Vi starete domandando: sono questi i doni della morte (vedi titolo)? Certo che no! Questi sono un'altra cosa, direi un'altra tentazione a cui i ragazzi devono resistere per evitare di commettere il medesimo errore del loro beniamino Silente e dello stesso Voldemort.
In tanti si sono chiesti, se Harry Potter morirà al termine del libro, e in effetti per un capitolo buono sembra che questo debba essere l'epilogo, ma poi all'ultimo momento le cose cambiano e ancora una volta l'amore del Giovane-Che-è-Sopravvissuto batte l'odio e la fame di potere del signore oscuro. L'epilogo, invece, è una bella fotografia di famiglia scattata 19 anni dopo. Harry e Ginny (la sorella di Ron) si sono sposati e hanno avuto tre pargoletti, lo stesso dicasi per Ron e Hermione e le due famiglie si ritrovano alla stazione dove i loro figli più grandi stanno partendo per la scuola. E' bello il dialogo a due tra Harry e il suo secondogenito, Albus Severus: il piccolo è spaventato di poter finire nella casata dei Serpeverde, mentre desidererebbe appartenere a quella dei Grifondoro come mamma e papà. A questa preoccupazione, Harry risponde che non ha nulla da temere, visto che lui porta il nome dei due più grandi presidi della scuola (Silente e Piton), un Grifondoro molto intelligente e un Serpeverde dal coraggio smisurato. Sì sì avete capito bene, stiamo proprio parlando di Piton, ma questo è un mistero che non vi voglio svelare...
Il libro si conclude con queste battute tra Ginny e Harry riferite al figlio appena partito per la scuola:
E che la saga sia veramente finita?
Harry diventa maggiorenne (a 17 anni nel mondo magico) e quindi perde la traccia, questa è un particolare incantesimo imposto su tutti gli appartenenti al mondo magico dall'età di 11 anni fino a 17, in modo da essere immediatamente rintracciabili qualora usassero la magia al di fuori delle mura della scuola. Per Harry questo assume anche un altro significato: diventare maggiorenne e lasciare per sempre la casa degli zii Babbani equivale a perdere la protezione d'amore che sua madre Lilly ha deposto su di lui il giorno della sua morte. In altre parole, ora Tu-Sai-Chi potrà attaccarlo e batterlo in un duello magico.
La ricerca degli Horcrux, inizia e i tre si ritrovano in una situazione molto spiacevole, non solo non sanno dove cercarli, ma non sanno nemmeno cosa devono cercare di preciso. E poi, viene il problema di come fare a distruggerli. Manco a dirlo, in tutto questo vengono utili i doni, alquanto bizzarri, che Silente ha lasciato loro nel suo testamento. Vi starete domandando: sono questi i doni della morte (vedi titolo)? Certo che no! Questi sono un'altra cosa, direi un'altra tentazione a cui i ragazzi devono resistere per evitare di commettere il medesimo errore del loro beniamino Silente e dello stesso Voldemort.
In tanti si sono chiesti, se Harry Potter morirà al termine del libro, e in effetti per un capitolo buono sembra che questo debba essere l'epilogo, ma poi all'ultimo momento le cose cambiano e ancora una volta l'amore del Giovane-Che-è-Sopravvissuto batte l'odio e la fame di potere del signore oscuro. L'epilogo, invece, è una bella fotografia di famiglia scattata 19 anni dopo. Harry e Ginny (la sorella di Ron) si sono sposati e hanno avuto tre pargoletti, lo stesso dicasi per Ron e Hermione e le due famiglie si ritrovano alla stazione dove i loro figli più grandi stanno partendo per la scuola. E' bello il dialogo a due tra Harry e il suo secondogenito, Albus Severus: il piccolo è spaventato di poter finire nella casata dei Serpeverde, mentre desidererebbe appartenere a quella dei Grifondoro come mamma e papà. A questa preoccupazione, Harry risponde che non ha nulla da temere, visto che lui porta il nome dei due più grandi presidi della scuola (Silente e Piton), un Grifondoro molto intelligente e un Serpeverde dal coraggio smisurato. Sì sì avete capito bene, stiamo proprio parlando di Piton, ma questo è un mistero che non vi voglio svelare...
Il libro si conclude con queste battute tra Ginny e Harry riferite al figlio appena partito per la scuola:
"Non avrà problemi" mormorò Ginny.
Harry la guardò e distrattamente abbassò la mano a sfiorare la cicatrice a forma di saetta sulla fronte.
"Lo so"
La cicatrice non gli faceva male da diciannove anni. Andava tutto bene.
E che la saga sia veramente finita?